Sequestro dello smartphone: gli inquirenti nono possono accedere all’intera vita digitale dell’indagato
Il sequestro probatorio di uno smartphone non può trasformarsi in un accesso indiscriminato all’intera vita digitale dell’indagato. Lo ha ribadito la Cassazione penale con la sentenza 16495/2026 affermando che il pubblico ministero, quando dispone l’acquisizione di dati informatici contenuti in telefoni cellulari o altri dispositivi elettronici, deve indicare in modo preciso quali informazioni siano realmente pertinenti all’accertamento del fatto e, soprattutto, deve delimitare il periodo temporale entro cui tali dati...