A quasi trent’anni dalla “Rapina del Secolo” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma esce il volume “La banda dei piedi scalzi. La rapina del secolo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma”. Prefazione del Prof. Luca Nannipieri.
Un contributo alla memoria delle grandi indagini che hanno restituito al patrimonio culturale italiano opere d’arte di inestimabile valore. Nel panorama editoriale dedicato alla tutela del patrimonio culturale sono numerose le pubblicazioni che raccontano la storia delle opere d’arte, degli artisti, dei musei e delle collezioni. Sono invece ancora poco numerose le opere che documentano, attraverso la testimonianza diretta dei protagonisti, il lavoro investigativo che ha consentito di restituire quei beni alla collettività. Da questa consapevolezza nasce La banda dei piedi scalzi. La rapina del secolo alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il nuovo volume di Pompeo Micheli, che per quasi quarant’anni ha operato nel settore della tutela del patrimonio culturale, partecipando ad alcune delle più importanti indagini italiane contro il traffico illecito di opere d’arte. Il libro ricostruisce, attraverso la testimonianza diretta di uno degli investigatori che partecipò all’inchiesta, il furto avvenuto il 19 maggio 1998 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, quando vennero sottratti due dipinti di Vincent van Gogh e l’unica opera di Paul Cézanne custodita in una collezione pubblica italiana. L’indagine, conclusasi dopo appena quarantotto giorni con il recupero delle opere e l’arresto dei responsabili, rappresenta ancora oggi uno degli episodi più significativi nella storia della tutela del patrimonio culturale italiano. Attraverso documenti, testimonianze, ricordi professionali e materiali inediti, il volume offre uno sguardo dall’interno sul metodo investigativo adottato dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sul rapporto con l’Autorità Giudiziaria e sulla collaborazione interdisciplinare con funzionari museali, storici dell’arte, restauratori e specialisti della conservazione che contribuirono al recupero dei dipinti. L’opera affronta inoltre temi di particolare attualità quali la sicurezza museale, la prevenzione dei furti, il contrasto al traffico illecito di beni culturali, la cooperazione internazionale e il ruolo della ricerca investigativa nella tutela del patrimonio culturale.
Più che il racconto di un’indagine conclusa con successo, il volume propone una riflessione sul valore della memoria investigativa, quale parte integrante della tutela del patrimonio culturale. L’esperienza maturata sul campo, le metodologie operative e la collaborazione tra istituzioni costituiscono infatti un patrimonio di conoscenze che merita di essere documentato, conservato e trasmesso. Da questa visione prende forma la collana editoriale Memoria • Arte • Legalità, un progetto nato con l’obiettivo di raccontare, attraverso la testimonianza diretta dei protagonisti, le più importanti vicende investigative che hanno contribuito alla salvaguardia del patrimonio culturale italiano. I successivi volumi approfondiranno altri celebri casi di recupero, tra cui il furto dei diciassette dipinti dal Museo di Castelvecchio di Verona e la successiva Operazione Gemini, uno dei più importanti recuperi internazionali di opere d’arte degli ultimi decenni. Particolarmente significativo è il contributo del Prof. Luca Nannipieri, tra i più autorevoli critici e divulgatori d’arte italiani, che firma la prefazione del volume. Fin dalle prime fasi del progetto editoriale, Luca Nannipieri ha riconosciuto il valore culturale della collana Memoria • Arte • Legalità, sottolineando come la tutela del patrimonio culturale non riguardi esclusivamente le opere d’arte, ma anche la memoria delle persone, delle istituzioni e delle indagini che ne hanno consentito la conservazione e la restituzione alla collettività. Come scrive Pompeo Micheli: «Le opere d’arte possono attraversare i secoli. La memoria, invece, sopravvive soltanto se qualcuno decide di custodirla e di trasmetterla.»
L’opera è patrocinata dall’AICIS