Il Parlamento ha approvato all’unanimità la legge che consente di allontanare donne e bambini dalle famiglie mafiose. Il provvedimento rappresenta un tassello fondamentale per innovare la legislazione antimafia costruita da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e per renderla sempre più solida ed efficace.
La legge introduce un nuovo strumento di prevenzione, che si va ad aggiungere a quanto già previsto a livello normativo e operativo sul fronte della repressione e della collaborazione. Lo Stato offrirà un’alternativa di libertà a chi nasce in una famiglia mafiosa ma non vuole crescere e diventare mafioso. Bambini, ragazzi e donne avranno l’opportunità di scegliere la propria strada e lo Stato garantirà loro la protezione necessaria per costruirsi altrove una vita libera, onesta e sicura.
L’allontanamento da famiglie mafiose era regolamentato in Italia dal protocollo nazionale “Liberi di scegliere”, nato dal Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria e consolidato ora da una legge di sistema approvata dal Parlamento. Il programma offre nuove identità, protezione, supporto economico e lavorativo a madri e figli che scelgono di rompere con i clan.
La rete si avvale della collaborazione di diverse realtà e istituzioni:
- Il Protocollo Istituzionale: Prevede il raccordo tra le Direzioni Distrettuali Antimafia e i Tribunali per i Minorenni per l’eventuale limitazione o decadenza della responsabilità genitoriale, qualora i minori siano a rischio in contesti criminali.
- Supporto pratico e sociale: Associazioni come Libera gestiscono l’inserimento in strutture di accoglienza segrete, lontane dai territori d’origine, per garantire un percorso di reinserimento e riscatto sociale.
- Assistenza economica ed educativa: Il progetto è sostenuto anche dalla Conferenza Episcopale Italiana e da enti del Terzo settore, che affiancano le famiglie nei primi anni di nuova vita.