Gli argini che restano, presenze silenziose che reggono i vuoti dei nostri figli.
Di Francesco Iacovelli C’è un momento in cui il mondo sembra rallentare, come se trattenesse il fiato, e in quell’istante un gesto appare inspiegabile. Un corridoio silenzioso, un urlo che rompe l’aria, una lama che brilla alla luce impietosa. Tutto sembra ridursi a questo, e allora cerchiamo parole che chiudano il mistero: raptus, gesto isolato, improvviso. Ma quelle parole non raccontano nulla, non sfiorano il fondo di quel vuoto...