di Barbara Demelas*
Sempre più sentiamo parlare di “discriminazione”. La chiarezza dei termini può facilitare la comprensione del concetto stesso, snocciolandone le peculiarità del pensiero.
La discriminazione, appunto, è un concetto che si riferisce al trattamento sfavorevole o diverso di una persona o di un gruppo di persone a causa della loro razza, del sesso, dell’orientamento sessuale, dell’età, della disabilità, dell’etnia, della religione o di altre caratteristiche identitarie. Il fenomeno della discriminazione si riferisce ad una storia lunga e complessa che affonda le sue radici nella schiavitù, nel colonialismo e nel razzismo. Ma benché siano stati compiuti alcuni progressi significativi nella lotta contro la discriminazione, permangono importanti da portare avanti ancora oggi. Gli effetti della discriminazione possono essere devastanti per gli individui colpiti e per la società nel suo complesso. Le persone discriminate possono subire effetti emotivi e fisici, come ansia, depressione, stress e problemi di salute mentale e fisica. Esistono diversi tipi di discriminazione e per rendere più chiare le varie differenze, si può indentificare la discriminazione come diretta, indiretta, per associazione, multipla o intersezionale.
Gli stereotipi e i pregiudizi culturali possono essere tra le principali cause di discriminazione e spesso si tramandano di generazione in generazione con rafforzi che provengono sia dalla cultura popolare e che dai media. Questi preconcetti e pregiudizi possono portare a un trattamento sfavorevole o diverso delle persone a causa della loro razza, genere, orientamento sessuale, disabilità, etnia, religione o altre caratteristiche identitarie. Non di meno, anche i fattori politici, le politiche stesse e le leggi che possono favorire la disparità e possono essere una causa importante di discriminazione. Ad esempio, le politiche di apartheid in Sudafrica hanno promosso la discriminazione razziale e l’esclusione sociale. Non ultima, la discriminazione può essere motivata anche da fattori sociali, come lo status sociale, l’istruzione e l’accesso a servizi e risorse. Ad esempio, le persone di basso livello sociale e di istruzione possono essere discriminate nell’occupazione e nell’accesso ai servizi sanitari e scolastici. Inoltre, gruppi di persone storicamente emarginate o escluse, come le persone LGBTIQ+, le popolazioni indigene o le persone con disabilità, possono subire discriminazioni in diversi aspetti della loro vita a causa della mancanza di accesso a risorse e servizi.
In modo schematico possiamo ulteriormente scindere la discriminazione in :
- La discriminazione diretta è una forma di discriminazione nella quale la persona viene trattata in modo diverso a causa di una o più caratteristiche della sua identità ed è un problema riguardante persone di tutte le età, sesso ed etnia. Le cause della discriminazione diretta possono essere varie, ma in genere sono legate alla mancanza di educazione e consapevolezza delle differenze culturali e dei bisogni delle persone, ai pregiudizi e agli stereotipi. Spesso le persone discriminano gli altri a causa della mancanza di comprensione e accettazione delle differenze culturali ma anche a causa di fattori economici e politici.
- La discriminazione indiretta si riferisce a politiche o pratiche che, pur non essendo intenzionalmente discriminatorie, hanno un effetto sfavorevole o diverso su una persona o un gruppo a causa di una o più caratteristiche della loro identità. A differenza della discriminazione diretta, la discriminazione indiretta non identifica un atto o un comportamento specifico che è discriminatorio, ma è un effetto derivante da una politica o una pratica apparentemente neutra.
- La discriminazione per associazione si riferisce alla discriminazione nei confronti di una persona a causa della sua relazione con un’altra persona o gruppo che ha una caratteristica identitaria protetta.
- La discriminazione multipla o intersezionale si riferisce al modo in cui le diverse caratteristiche identitarie di una persona, come la razza, il genere, l’orientamento sessuale, l’età, la disabilità, l’etnia e la religione, tra le altre, interagiscono e si sovrappongono per creare un’esperienza unica di discriminazione. A differenza della discriminazione singola, che si riferisce alla discriminazione basata su una singola caratteristica identitaria, la discriminazione multipla si riferisce alla discriminazione basata su diverse caratteristiche identitarie.
L’AUTRICE
*Barbara Demelas: Criminologo A.I.C.I.S. per l’Investigazione e la Sicurezza e Presidente Regione Sardegna A.I.C.I.S.