Mountain Beat Festival: dietro il successo di Ben Harper ed Elisa with Dardust una macchina della sicurezza che non lascia nulla al caso

di Vincenzo Circosta

Oltre 3.000 persone a 2.100 metri di quota. Il Mountain Beat Festival dimostra come la sicurezza dei grandi eventi sia oggi il risultato di pianificazione, competenza e professionalità.

MADONNA DI CAMPIGLIO – Due grandi concerti, un contesto naturalistico unico e migliaia di spettatori provenienti da tutta Italia. Il Mountain Beat Festival, con i concerti di Ben Harper del 20 giugno e di Elisa with Dardust del 28 giugno, ha rappresentato uno degli appuntamenti musicali più significativi dell’estate trentina.

Oltre 3.000 persone hanno raggiunto il Doss del Sabion, a oltre 2.100 metri di quota, vivendo un’esperienza capace di coniugare musica, natura e organizzazione ai massimi livelli.

Un risultato che non nasce soltanto dalla qualità artistica degli spettacoli, ma da un articolato sistema di pianificazione e gestione della sicurezza che ha operato dietro le quinte con assoluta discrezione.

Un’organizzazione che ha coniugato sicurezza e tutela dell’ambiente

Realizzare un evento di tali dimensioni in alta montagna significa confrontarsi con criticità molto diverse rispetto a quelle di un tradizionale concerto.

L’orografia del territorio, la gestione dei flussi di migliaia di persone, le possibili variazioni meteorologiche, l’accessibilità dei mezzi di soccorso, la pianificazione delle vie di esodo, il rischio incendio e gli scenari di emergenza richiedono un livello di preparazione estremamente elevato.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di particolare rilevanza: la necessità di preservare un ambiente naturale di straordinario pregio.

L’APT Madonna di Campiglio, promotrice dell’iniziativa insieme agli altri soggetti coinvolti, ha dimostrato una particolare sensibilità nel coniugare spettacolo e sostenibilità, adottando misure organizzative che hanno consentito di ridurre al minimo l’impatto della manifestazione sul territorio.

La sicurezza inizia molto prima dell’apertura dei cancelli

Contrariamente a quanto comunemente si immagina, la sicurezza di un grande evento non coincide con il solo impiego di personale durante la manifestazione.

Il lavoro inizia settimane prima.

Sopralluoghi tecnici, tavoli di coordinamento, analisi dei rischi, valutazione degli scenari incidentali e antropici, progettazione delle misure di Safety e Security, pianificazione delle emergenze, definizione delle procedure operative e continui confronti con le istituzioni rappresentano la parte meno visibile ma certamente più delicata dell’intera organizzazione.

Ogni dettaglio viene studiato affinché, nel giorno dell’evento, ogni figura coinvolta sappia esattamente cosa fare, quando farlo e con chi coordinarsi.

È proprio questa attività di prevenzione a rappresentare il vero valore aggiunto di un moderno sistema di sicurezza.

Il lavoro degli Addetti ai Servizi di Controllo

Durante i concerti hanno operato in perfetta sinergia Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Servizio Sanitario con elicottero dedicato alle emergenze e personale ASC (Addetti ai Servizi di Controllo), impiegato nel pieno rispetto della normativa vigente e delle prescrizioni impartite dalla CommissioneProvinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo.

Gli ASC, formati secondo quanto previsto dal D.M. 6 ottobre 2009 e in possesso dell’abilitazione di addetto antincendio per attività di livello 3, hanno svolto un ruolo determinante nella gestione dei flussi del pubblico, nell’assistenza agli spettatori, nel controllo delle aree sensibili e nell’attuazione delle procedure previste dal Piano di Safety & Security.

Si tratta di professionisti che operano spesso lontano dall’attenzione del pubblico, ma che costituiscono il primo presidio operativo della sicurezza di ogni grande manifestazione.

Il loro compito non è soltanto quello di controllare.

È soprattutto quello di prevenire.

Il Coordinatore della Security: una figura ormai indispensabile

L’efficacia degli Addetti ai Servizi di Controllo dipende però da un elemento fondamentale: il coordinamento.

Nei grandi eventi assume infatti un’importanza sempre maggiore la figura del Coordinatore della Security, professionista chiamato a garantire il collegamento costante tra organizzazione, personale operativo, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Servizio Sanitario e strutture di soccorso.

Il Coordinatore traduce il Piano di Safety & Security in attività operative concrete, verifica l’applicazione delle procedure, dirige il personale, coordina le comunicazioni e interviene nella gestione delle eventuali criticità.

Non svolge soltanto una funzione di supervisione.

Rappresenta il punto di equilibrio dell’intero sistema di sicurezza.

Homeland Securnet e il coordinamento della sicurezza

Per il Mountain Beat Festival la gestione della Security è stata affidata alla Homeland Securnet, società specializzata nella sicurezza integrata e nella gestione dei grandi eventi.

Il coordinamento operativo della Security e delle emergenze è stato affidato al Dott. Vincenzo Circosta, Criminologo Professionista certificato UNI 11783, Senior Security Manager certificato UNI 10459 (EQF 7), Esperto di Safety e Security nelle Manifestazioni Pubbliche, RSPP, Investigatore Privato autorizzato alle Indagini Difensive e Professore a contratto presso l’Università Mercatorum.

Accanto all’attività professionale, Circosta svolge attività didattica nel Corso di Laurea L-14 in Scienze Giuridiche, percorso in Investigazione, Criminologia e Sicurezza, ed è inoltre titolare di uno specifico incarico formativo dedicato alla Safety e Security delle manifestazioni pubbliche e dei grandi eventi, contribuendo alla formazione delle future figure professionali del settore.

Un percorso che testimonia come la sicurezza moderna richieda un dialogo continuo tra esperienza operativa, ricerca, formazione universitaria e aggiornamento professionale.

La sicurezza è una professione

L’esperienza maturata durante il Mountain Beat Festival offre una riflessione che va oltre il successo della manifestazione.

Negli ultimi anni il quadro normativo nazionale e gli standard professionali hanno profondamente modificato il modo di concepire la sicurezza degli eventi.

Non si tratta più di un insieme di adempimenti burocratici.

La sicurezza è diventata una funzione strategica dell’organizzazione.

Il Senior Security Manager, il Coordinatore della Security e gli Addetti ai Servizi di Controllo rappresentano figure professionali distinte ma perfettamente complementari.

Ognuna possiede responsabilità specifiche e contribuisce, con competenze differenti, alla costruzione di un sistema capace di prevenire i rischi, gestire le emergenze e tutelare persone, organizzazione e territorio.

Contro l’improvvisazione

È proprio l’evoluzione del settore a imporre una riflessione.

La gestione della sicurezza non può essere improvvisata.

Affidare la progettazione, il coordinamento o la direzione della sicurezza a figure prive delle necessarie competenze significa esporre organizzatori e pubblico a rischi che possono avere conseguenze gravissime.

In gioco non vi è soltanto il corretto svolgimento dell’evento.

Sono coinvolti la salute e la vita delle persone, l’incolumità degli operatori, la capacità di gestire efficacemente un’emergenza e la reputazione stessa dell’organizzatore.

  • La sicurezza richiede studio.
  • Richiede metodo.
  • Richiede formazione continua.
  • Richiede esperienza.
  • Richiede capacità decisionale.
  • Richiede responsabilità.
  • Non può essere affidata all’improvvisazione.

 Una cultura della sicurezza per il futuro

Il successo dei concerti di Ben Harper ed Elisa with Dardust dimostra come sia possibile coniugare spettacolo, valorizzazione del territorio, tutela dell’ambiente e massimi standard di sicurezza.

Il merito appartiene a un sistema organizzativo che ha saputo mettere in rete istituzioni, organizzatori, professionisti della sicurezza, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Servizio Sanitario e Addetti ai Servizi di Controllo.

Quando tutto funziona, il pubblico vede soltanto la musica.

Dietro quella apparente semplicità si nascondono settimane di pianificazione, sopralluoghi, analisi dei rischi, riunioni operative e attività di coordinamento.

  • È questo il vero significato della sicurezza moderna.
  • Una sicurezza che non cerca visibilità, ma risultati.
  • Una sicurezza che lavora in silenzio.
  • Una sicurezza che previene anziché rincorrere le emergenze.

Una sicurezza che consente a migliaia di persone di vivere un evento straordinario con l’unica preoccupazione di lasciarsi emozionare dalla musica e dalla bellezza del luogo.

Perché, oggi più che mai, la sicurezza non è un costo.

È il più importante investimento che un’organizzazione possa compiere.

Ed è una responsabilità che richiede competenza, professionalità e una costante cultura della prevenzione.