Criminologia infantile: i baby killer più famosi della storia.

di Mariantonietta Deiana*

 

Sono tantissimi i minori che si sono macchiati di crimini atroci, che sono stati arrestati ed internati in istituti psichiatrici da cui molti di loro non sono più usciti, data l’atrocità dei fatti da loro commessi e la crudeltà è facile dedurre che se non fossero stati fermati dall’autorità avrebbero continuato con le loro modalità criminose. Alcuni di loro invece lo hanno fatto per anni, entrando a far parte nella categoria dei “serial killer”.

 

I casi che esamino sono tra i più brutali della storia:

 

  • Joshua Philips, classe 1994, un ragazzo della Florida, la cui storia è veramente da film horror: un giorno la madre mentre puliva la sua camera notò una macchia umida sotto il letto, inizialmente credette che si trattasse di una perdita del materasso ad acqua. Poi, controllando meglio con una torcia, fece una scoperta sconvolgente: il corpicino di Maddie Clifton, una ragazzina di 8 anni, figli di loro vicini di casa, scomparsa giorni prima (esattamente il 3 novembre 1998) giaceva li, in uno stato quasi di putrefazione. La vicenda di Joshua, condannato per omicidio nel 1999, ha attirato molto la stampa statunitense che ha ideato persino un documentario dal titolo “Perché Josh ha ucciso?”.

 

  • Barry Dale Loukaitis, classe 1981. Nel 1996 all’età di 14 anni e mezzo, fecce irruzione nella Scuola Media Frontier a Moses Lake, Washington, vestito da pistolero armato con un fucile, una pistola calibro 357 e una pistola calibro 25. Nella furia omicida uccise il suo insegnante di algebra e due studenti. È stato condannato a due ergastoli.

 

  • Craig Price, classe 1973, ha massacrato con oltre 60 coltellate una madre trentanovenne Joan Heaton, insieme con le sue due figlie, Jennifer di 10 anni a cui furono inferte 62 coltellate e Melissa di 8 anni a cui fu fracassato il cranio. Era il 4 settembre 1989 a Warwick, Rhode Island. Craig fu arrestato nel 1989 e accusato per sedici omicidi commessi nel suo quartiere. A causa della brutalità dei suoi crimini e per le continue pressioni dei cittadini della sua contea fu considerato non idoneo a una riabilitazione; inoltre è stato accusato anche per una serie di altri reati, tra cui oltraggio per aver rifiutato una valutazione psicologica, estorsione per aver minacciato un ufficiale, aggressione e violazione della libertà vigilata. È stato condannato a venticinque anni di carcere.

 

  • Eric Smith, classe 1980. Da piccolo fu vittima di bullismo, forse per i suoi occhiali a fondo di bottiglia o forse per i capelli rossi e le lentiggini. Fatto sta che all’età di 13 anni nel 1993, egli attirò in un bosco il piccolo Derrick Robie, di appena 4 anni e tentò di strangolarlo, ma non riuscendoci lo colpì svariate volte con delle pietre, purtroppo non finì così: quando Derrick era privo di sensi, ma ancora vivo, lo denudò e lo violentò con un ramo di albero. Il corpo fu rinvenuto poche ore dopo. Il caso, scosse fortemente l’opinione pubblica, per la giovane età dei due e per l’atrocità del delitto commesso. Eric nel 2001 è stato trasferito in un carcere di massima sicurezza. Ora si trova al Collins Correctional Facility nella Contea di Erie (Stato di New York).

 

  • Graham Young (7 settembre 1947/ 22 agosto 1990), rappresenta l’identikit perfetto del serial killer raffinato, colto, diabolico e ingegnoso, amante della chimica e in particolare affascinato dai diversi tipi di veleno e dagli effetti, al punto che riusciva a estrarre il cianuro. Idolatrava assassini come il Dottor Hawley Crippen, William Palmer e Adolf Hitler; all’età di 14 anni iniziò a sperimentare diversi veleni, in totale uccise tre persone (la sua matrigna e, anni dopo, due colleghi di lavoro: Bob Egle e Fred Biggs). Fu arrestato nel 1962 e condannato a 15 anni di reclusione al Broadmoor Hospital, un istituto per criminali con problemi psichici. Fu rilasciato dopo 9 anni, e dichiarato “totalmente guarito”. Durante gli anni trascorsi all’ospedale, Young si dedicò allo studio di testi di medicina, migliorando le sue conoscenze sugli effetti dei veleni sul corpo umano, e continuò i suoi esperimenti usando altri pazienti come cavie. Dopo il suo rilascio continuò, avvelenando circa settanta persone nei mesi successivi, ma senza provocarne il decesso. In prigione, strinse amicizia con un altro serial killer, con il quale ebbe in comune l’interesse per il nazismo. Young fu trovato morto nella sua cella nella prigione di Parkhust all’età di 42 anni.

 

  • Jesse Pomeroy (29 novembre 1859/29 settembre 1932) di Charlestown, in Massachusetts, è stato il serial killer più giovane ad essere condannato per omicidio in primo grado nella storia del Commonwealth del Massachusetts. Iniziò ad uccidere a soli 11 anni, uccise ben sette bambini, torturandoli con un coltello. Fu mandato in un riformatorio, ma rilasciato dopo un anno e mezzo per buona condotta. Dopo tre anni, uccise una bambina di 10 anni, di nome Katie Curran e fu accusato dell’omicidio di un bambino di 4 anni, il cui corpo mutilato fu trovato a Dorchester Bay.

 

  • Jon Venables e Robert Thompson, sono due feroci assassini che a 10 anni nel 1993 in Inghilterra uccisero il piccolo James Bulger, colpendolo ben quarantadue volte con oggetti diversi e poi infine abbandonarono il corpo sui binari della ferrovia, in attesa che gli passasse sopra un treno. Una volta arrestati, i due ragazzini finirono con l’accusarsi l’uno con l’altro. Dalle confessioni venne a galla una tragica realtà: Thompson veniva violentato dal padre e Venables invece fu vittima di bullismo molte volte, finendo con lo sfogare tutta la sua rabbia sui bambini più piccoli.

 

  • Lionel Tate (classe 1987) è il più giovane americano a essere stato condannato senza possibilità di rilascio sulla parola. La sua storia è però un po’ meno inquietante delle precedenti. Fu accusato per l’omicidio di una bambina di sei anni Kathleen Grossett. La madre di Lionel era al tempo la babysitter della bambina e commise l’errore di lasciare la piccola sola con il figlio Lionel, ignara del pericolo a cui andava incontro, la donna sentendo delle urla, pensò che due bambini stessero solo giocando, ma dopo circa 45 minuti Lionel chiamò la madre dicendo che la bambina non respirava, disse che stavano giocando a wrestling, e lui le aveva sbattuto la testa contro un tavolo. Nel 2004 fu rilasciato con 10 anni di libertà vigilata. Attualmente è di nuovo in carcere per rapina, dovrà scontare altri trenta anni di reclusione.

 

  • Mary Bell (classe 1957), figlia di una prostituta, passò la sua infanzia in una zona molto malfamata del Regno Unito. È nota per aver assassinato all’età di 11 anni, nel 1968, due bambini, Martin Brown e Brian Howe, rispettivamente di 4 e 3 anni. Mary Bell fu poi scarcerata nel 1980; il caso di Bell è stato anche utilizzato come spunto per un episodio nel 1999 del telefilm “Law e Order”, intitolato “Killerz” dove Mary Bell fu interpretata dall’attrice Hallee Hirsh.

 

  • George Stinney (21 ottobre 1929/ 16 giugno 1994), il detenuto più giovane negli Usa ad essere stato giustiziato con la pena di morte, il ragazzo inizialmente fu condannato per l’omicidio di due ragazze: Betty June Binnicker e Mary Emma Thames, rispettivamente di 11 e 8 anni, ritrovate entrambe dentro un buco. Il suo processo durò due ore mezzo e la giuria impiegò solo dieci minuti per deliberare il verdetto di colpevolezza. Questo è stato il caso più scandaloso di errore giudiziario perché in seguito si scoprì che George Stinney era innocente.

 

  • Amarjeet Sada (classe 1998 – India), è ritenuto il più giovane serial killer al mondo: a soli 8 anni aveva già massacrato tre persone, i suoi crimini sono stati consumati tra il 2006 e il 2007, uccise tre bambini di cui due suoi familiari , la cugina di 6 anni e la sorellina, ancora in fasce, aveva solo otto mesi e un’altra neonata del suo quartiere, di appena sei mesi  Kushboo, la madre della bimba avrebbe  riferito alla polizia di averla lasciata a dormire da sola in una scuola elementare, ma quando è tornata era scomparsa. È stata avviata una ricerca per ritrovarla, ma poche ore dopo Sada ha ammesso liberamente di averla presa, colpita a mattonate e strangolata a morte. Sada è stato preso in custodia dalla polizia dove, non avrebbe mostrato alcun rimorso. Secondo quanto raccontato dallo zio di Sada (come riportano i media inglesi), alcuni membri della sua famiglia, molto probabilmente sapevano dei primi due omicidi, ma non gli avrebbero mai denunciati perché definiti come “questioni di famiglia”. Al momento della sua cattura, uno psicologo lo definì un “sadico che trae piacere dall’infliggere dolore negli altri”. Secondo la legge indiana, un bambino non può essere incarcerato o condannato a morte, era detenuto in un orfanotrofio, nella città di Munger nel Bihar, ma dal 2016 è latitante, è sparito e non si sa dove si trovi attualmente.

 

  • Jordan Brown (11 anni): anche se il motivo del suo omicidio non è ancora noto, pare sia stata la gelosia la causa del crimine che ha commesso, uccidendo il partner di sua madre nel 2009, quando era incinta. La vittima è stata colpita sul letto, quando sua figlia di quattro anni ha visto il corpo, Jordan era a scuola come se nulla fosse accaduto. Kenzie Houk, la vittima, non andava d’accordo con Jordan, che lo avvertì che lo avrebbe ucciso prima che accadesse l’evento.

 

  • Carl Newton Mahan (6 anni). Sembra quasi impossibile che un bambino di appena sei anni sia capace di uccidere. Nel maggio del 1929 Carl Newton e il suo amico Cecil Van Hoose di 8 anni, cercavano rottami metallici da collezionare. Cecil rubò a Carl quello che aveva ottenuto colpendolo in testa, dopo l’accaduto Carl decise di vendicarsi e andò a casa sua per prendere la pistola di suo padre, poi ritorno indietro e sparò Cecil a bruciapelo dopo averle detto “sto per spararti”. Carl è considerato uno dei più giovani assassini della storia. Fu condannato a quindici anni di riformatorio, ma un altro giudice considerò inappropriato giudicare un minore di quell’età e fu assolto.

 

  • Cayetano Santos, noto come Petiso Orejudo, un ragazzo argentino di 11 anni, ha commesso il suo primo omicidio nel 1906 quando ha ucciso una bambina di 3 anni di nome Maria Rosa Face, la rapì alla porta di un magazzino e dopo un fallito strangolamento, la seppellì viva in un terreno vuoto. Nel settembre 1908, con soli 8 giorni di differenza cercò di uccidere due bambini di 2 anni. Il primo Severino Gonzàlez Calò, fu salvato dall’essere annegato nella piscina di una cantina, mentre il secondo, Julio Botte, è stato salvato dalla madre dopo che il piccolo serial killer ha bruciato le sue palpebre con una sigaretta. Dopo tali eventi, fu inviato alla Colonia de Menores Marcos Paz per essere riformato, nel 1912 venne rilasciato e iniziò a compiere omicidi senza sosta: il 25 gennaio ha asfissiato Arturo Laurora di 13 anni, il 7 marzo ha bruciato vivo Reyna Bonita Vanicoff di tre anni dopo aver bruciato i suoi vestiti; durante il mese di novembre, ha provato in meno di due settimane ad appendere Roberto Russo e uccidere due persone (Carmen Ghittone e Catalina Naulener) a colpi, ma non ci è riuscito. Due settimane dopo, ha legato, picchiato, impiccato e inchiodato un chiodo da quattro pollici alla tempia di Gesualdo Giordano. Nel novembre 1914 un giudice ordinò il suo internamento nell’Hospicio de Las Mercedes. Li ha attaccato due pazienti. Dopo questi crimini, fu imprigionato fino alla sua morte nella stessa prigione.

 

  • Nevada Tan A soli 11 anni questa bambina, conosciuta con lo pseudonimo di “Nevad Tan”, uccise una sua coetanea il 1° giugno del 2004, sgozzandola e infliggendole ferite su tutto il corpo con un taglierino. Dichiarò alla polizia di averla uccisa perché la vittima, (che frequentava la sua stessa scuola), l’aveva più volte derisa.

 

  • Wille Bosket: al raggiungimento dei 15 anni nel 1978, Bosket aveva già commesso oltre duemila crimini a New York e la sua fedina penale includeva diversi casi di accoltellamento. Fu condannato all’ergastolo.

 

  • Alyssia Bustamante: all’età di 15 anni, dopo aver pensato di uccidere i suoi due fratellini più piccoli, Alyssa si reca in un bosco per preparare due fosse che sarebbero servite per i piccoli cadaveri, ma li accanto malauguratamente passa una bambina, Elizabeth Olten di 9 anni, la Bustamante afferra la piccola strangolandola, picchiandola e alla fine tagliandole la gola, dopo aver confessato l’omicidio, dichiarò che lo aveva fatto perché “voleva sapere che cosa si provasse”.

 

  • Shin’ichiro Azuma (Seito Sakakibara). Il 10 febbraio 1997 a soli 15 anni, Sakakibara aggredisce con un martello due scolare delle scuole elementari di Kobe e una di loro rimane gravemente ferita. Il 16 marzo dello stesso anno Sakakibara colpisce alla testa, sempre con un martello, una bambina di 10 anni, che entra in coma e muore dopo pochi giorni. In fuga dal luogo del delitto, s’imbatte e ferisce al ventre un’altra bambina, di 9 anni, il 24 maggio porta in un luogo isolato un ragazzino di 11 anni e lo strangola, il giorno successivo gli stacca la testa, che fa ritrovare, giorni dopo, in cima al muro all’ingresso della scuola, la testa è sfigurata: le sono stati cavati gli occhi e la bocca è tagliata come a formare un sorriso, dentro la bocca, Sakakibara ha inserito due fogli ripiegati, in cui lancia la sua sfida alla polizia. Riportiamo le prime righe che dicono: “Forza, il gioco comincia! miei cari stupidi poliziotti, provate a fermarmi”, poi si firma come Sakakibara Seito. Il 28 giugno viene arrestato.

 

  • Orrore in Spagna (quindicenne uccide tutta la sua famiglia). Il triplice omicidio risale al febbraio del 2022, in Spagna ad Elche, vicino Alicante, dove un adolescente di 15 anni uccide la famiglia, i genitori e il fratellino di dieci anni. Il minore avrebbe impugnato il fucile del padre uccidendo la madre e subito dopo anche il fratellino e in un secondo momento il padre. Le vicende hanno avuto origine a seguito di una forte lite tra il giovane e la madre che aveva staccato la rete Wi-Fi in quanto il ragazzino si era rifiutato di svolgere i compiti e aveva uno scarso rendimento scolastico. Dalle indagini è risultato che il baby-killer ha vissuto con i tre corpi per alcuni giorni finché non ha confessato i fatti. Alla base del gesto le continue discussioni sull’andamento scolastico e la sua scarsa partecipazione ai lavori domestici. Secondo quanto ha riportato il quotidiano Spagnolo “El Pais”,  la scoperta del delitto sarebbe partita dalla domanda che una vicina in maniera del tutto casuale avrebbe posto al ragazzo, che nei giorni immediatamente successivi all’omicidio non sarebbe neppure andato a scuola, incontrando il 15enne, la donna gli avrebbe chiesto dei suoi genitori ricevendo una strana risposta: “Non li vedo da molto tempo”;  a quel punto gli stessi vicini si sono preoccupati di allertare immediatamente un parente diretto della coppia deceduta che si è recato presso la loro abitazione e sono state sono state informate le forze dell’ordine, che hanno  proceduto ad arrestare il giovane dopo che ha confessato il delitto. A dire degli inquirenti avrebbe mostrato “un’insolita freddezza, senza esprimere rimorsi”.

 

Analizzando questi casi possiamo renderci conto di quanta brutalità, crudeltà ed efferatezza ha dominato questi minori; purtroppo è una considerazione terribile ma non esiste limite d’età per divenire serial killer.

 

 

L’AUTRICE

Mariantonietta Deiana, Criminologa AICIS