L’analisi del criminologo Vincenzo Circosta dei recenti episodi di criminalità – dal nuovo ruolo delle forze dell’ordine alla difesa passiva

Riportiamo l’intervista di Daniele Perretti per “La voce del Trentino.it” al Presidente per il Trentino – Alto Adige  AICIS Prof. Vincenzo Circosta

 

“Non bisogna fermarsi alla narrazione del reato, ma si deve andare alla radice per capire le motivazioni che hanno portato all’atto finale ed è all’origine che si deve intervenire anche a livello di prevenzione.”

Con Vincenzo Circosta criminologo, docente universitario e fondatore di Homeland Securnet, analizziamo i recenti fatti di cronaca nera avvenuti a Trento in questo ltimo periodo.

Negli ultimi tempi Trento è stata al centro dell’attenzione per alcuni episodi di criminalità, come li valuta ?

“E’ importante evitare letture semplicistiche o allarmistiche. Gli episodi recenti vanno inseriti in un contesto più ampio, che riguarda trasformazioni sociali profonde.

Tuttavia, è anche giusto partire dai fatti: nei giorni scorsi abbiamo assistito a un episodio particolarmente grave, con una rissa tra più soggetti culminata in colpi d’arma da fuoco esplosi all’interno di un esercizio commerciale, verosimilmente legata a un regolamento di conti.

A questo si aggiungono ulteriori episodi ravvicinati nel tempo, come una rissa avvenuta in Piazza Dante la stessa sera e un altra rissa verificatasi nei pressi della stazione.”

Questa sequenza di episodi deve preoccupare?

“Non necessariamente indica un aumento generalizzato della criminalità, ma piuttosto una concentrazione temporale di eventi riconducibili a dinamiche specifiche. In molti casi si tratta di conflittualità tra gruppi, quindi di violenza mirata. Tuttavia, la loro vicinanza nel tempo aumenta la percezione di insicurezza ed è un segnale che merita un’analisi approfondita.”

Quali potrebbero essere le cause di questi episodi?

“Quando si osservano episodi di questo tipo, così ravvicinati e con caratteristiche simili, è necessario indagare le radici profonde. In via ipotetica, una delle possibili matrici è quella legata al traffico o allo spaccio di sostanze stupefacenti, che spesso genera conflitti tra gruppi e regolamenti di conti. Naturalmente saranno le indagini a chiarire con precisione responsabilità e cause.”

Reati spesso commessi da immigrati.

“Dobbiamo considerare un aspetto. Se per un permesso di soggiorno ci vogliono  12 – 14 mesi cosa può fare una persona in questo periodo? Si crea una popolazione di disperati che per sopravvivere diventano soggetti a rischio di un ingaggio criminale. Molti reati finiscono per non essere altro che atti di disperazione.”

Qual è stato il ruolo delle forze dell’ordine?

“Fondamentale e meritevole di riconoscimento. In tutti gli episodi citati, le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente, mettendo in sicurezza le aree interessate e avviando le dovute indagini. Questo dimostra un presidio costante del territorio e una capacità operativa efficace, anche in situazioni potenzialmente molto pericolose.

Ha contribuito molto il miglioramento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio, grazie ad un cambio delle modalità di controllo del territorio. Però la sicurezza non è data solo dalla presenza delle forze dell’ordine.”

Può spiegare?

“Certo. Non si può pensare ad un ritorno al passato, ma è necessario adattarsi al presente che è rappresentato da una realtà del tutto nuova. Allora possono contribuire quella vita sociale che in molte zone della città manca. In piazza Dante, ad esempio, si organizzano solo dei mercatini quando invece sarebbero necessari anche eventi ripetitivi.

E’ necessario partire dalla periferia quasi sempre bistratta nella quale anche solo un asfalto nuovo e un’illuminazione più potente può dare sicurezza, sicurezza che dovrebbe diventare parte integrante della progettazione urbanistica che dovrebbe essere presa in considerazione non   a lavori conclusi, ma in fase progettuale: così si potrebbe dare spazio anche alla difesa passiva che volte manca.

Amplio il discorso anche a quegli interventi che si possono fare singolarmente. Le faccio un esempio. Federpreziosi ha segnalato che il 58% delle attività di settore non è assicurata, anche questi aspetti fanno parte di una singola difesa passiva che però da un contributo importante. A livello istituzionale si dovrebbe pensare ad un riordino urbano che il molti casi, eviterebbe il degrado.”

Cosa intende per “realtà del tutto nuova” ?

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a dinamiche globali molto intense: flussi migratori, instabilità geopolitica, crisi economiche e ridefinizione degli equilibri sociali. Tutto questo ha contribuito a modificare la composizione sociale di molte città, inclusa Trento.

La criminologia sociale è cambiata: oggi i fenomeni sono più complessi, stratificati e meno prevedibili. Dobbiamo mettere in preventivo che le cose non saranno più come prima: siamo di fronte a un cambiamento strutturale.”

Si parla molto di sicurezza. Come giudica questo ampio dibattito?

“Purtroppo oggi il tema della “sicurezza” è spesso affrontato in modo superficiale, senza una specifica conoscenza dei fenomeni. Questo porta a narrazioni distorte che rischiano di amplificare la percezione negativa e il senso di paura.

La sicurezza è un concetto complesso: riguarda il controllo del territorio, ma anche coesione sociale e qualità degli spazi urbani.

Già Jane Jacobs parlava dell’importanza degli “occhi sulla strada”, cioè della presenza attiva dei cittadini come forma diffusa di controllo sociale. Allo stesso tempo, autori come Marc Augé hanno descritto il rischio di trasformare le città in “non-luoghi”, spazi anonimi privi di relazioni, dove il senso di comunità si indebolisce.”

Quali sono gli strumenti per affrontare queste situazioni?

“Sul piano normativo, interventi come la cosiddetta legge Minniti hanno cercato di rafforzare gli strumenti di sicurezza urbana e il coordinamento tra istituzioni. Tuttavia, nessuna norma è sufficiente da sola. Serve una visione integrata che unisca intervento repressivo, prevenzione e politiche sociali.”

Come può collaborare la comunità ?

“Ogni cittadino può e deve fare la propria parte, riappropriandosi degli spazi urbani, vivendo i quartieri, costruendo relazioni. Una città vissuta è una città più sicura. Rafforzare il senso di comunità è uno degli strumenti più efficaci per prevenire degrado e criminalità.”

Un suo messaggio ai cittadini ?

Invito tutti a mantenere fiducia nelle istituzioni ed evitare generalizzazioni. I recenti accadimenti colpiscono e generano preoccupazione, ma la risposta pronta delle forze dell’ordine dimostra che lo Stato è presente.

Comprendere la complessità dei fenomeni e partecipare attivamente alla vita della comunità è fondamentale per affrontare una realtà che è cambiata profondamente e che richiede strumenti nuovi di lettura e intervento.”

 

(Per “La Voce del Trentino.it – art. di Autore: Daniele Peretti )