IL CARCERE E’ MENO AFFLITTIVO DELLA SOLITUDINE

Il carcere in qualche caso non rappresenta la pena più afflittiva. Almeno è così per un condannato che, a Frosinone durante la notte tra domenica e lunedì scorsi, è evaso (si fa per dire) dai domiciliari e si è presentato all’ingresso della casa circondariale di Cassino. Una scelta dettata a suo dire dalla solitudine e dalla malinconia. Così, si è presentato di fronte agli agenti della Polizia Penitenziaria del San Domenico e ha chiesto di poter espiare in cella la sua pena residua. «Portatemi in cella, almeno non sono solo» avrebbe detto il giovane ai carabinieri. Però dai domiciliari è uscito senza avvertire l’Ufficio di Sorveglianza e nemmeno il suo avvocato il suo avvocato. Così, quando se lo sono trovato davanti gli agenti penitenziari hanno chiamato il Carabinieri del Nucleo Radiomobile che lo hanno arrestato, riportato a Frosinone e rimesso al regime della detenzione domiciliare.