IL CARTELLO DELLE AUTO RUBATE

IL CARTELLO DELLE AUTO RUBATE

di Stefano Tota

Nel territorio della provincia di Foggia il fenomeno delle auto rubate non può essere considerato un semplice insieme di furti isolati: dietro la sottrazione di un veicolo può esistere una vera e propria filiera criminale, nella quale soggetti diversi svolgono compiti differenti, dal furto al trasporto, dall’occultamento allo smontaggio, fino alla rivendita dei veicoli o dei loro componenti. È questo il fenomeno che si analizza nel “ Il Cartello delle Auto Rubate”, cercando di andare oltre la cronaca e di osservare il problema attraverso una prospettiva criminologica.

Un’auto può sparire in pochi minuti, lasciando alla vittima soltanto un parcheggio vuoto e una domanda: “Come è possibile?”. Ma dietro quel vuoto può esserci un sistema organizzato che trasforma il furto in profitto. Le conseguenze, inoltre, non sono soltanto economiche: chi subisce il furto perde spesso un importante strumento di lavoro, di mobilità e di autonomia, mentre la frequenza degli episodi può generare un fenomeno ancora più pericoloso, quello della normalizzazione dell’illegalità. Quando una comunità arriva a pensare che “qui succede sempre” o che il furto sia ormai qualcosa di inevitabile, la criminalità trova un terreno favorevole per continuare a operare. Per questo motivo il contrasto non può limitarsi alla repressione del singolo episodio, ma deve necessariamente comprendere una prevenzione costante e un attento monitoraggio del territorio.

L’osservazione dei fenomeni, la raccolta e la condivisione delle informazioni, l’analisi dei movimenti e delle modalità operative e la collaborazione tra le diverse forze di polizia possono consentire di individuare collegamenti e interrompere le filiere criminali prima che diventino ancora più strutturate. Un’efficace attività preventiva, accompagnata da un monitoraggio continuo, può infatti aumentare il rischio per chi opera nel sistema e ridurne progressivamente la convenienza economica, contribuendo così a indebolire l’intera organizzazione criminale. Il furto di un’automobile, quindi, non dovrebbe mai essere considerato un semplice reato contro il patrimonio: quando diventa frequente, organizzato e inserito in un circuito di ricettazione e profitto, assume una dimensione sociale e criminologica molto più ampia. Raccontare questo fenomeno significa allora rompere il silenzio, restituire attenzione alle vittime e, soprattutto, ricordare che ciò che diventa abituale non diventa per questo accettabile.  Dal punto di vista investigativo, il fenomeno può essere letto attraverso il concetto di “Garage Criminale”: un’espressione che identifica non necessariamente un singolo luogo fisico, ma un sistema organizzato nel quale il veicolo rubato entra in una filiera composta da diversi passaggi e soggetti. Conoscere, monitorare e prevenire significa togliere alla criminalità uno dei suoi elementi più importanti: la possibilità di agire nell’ombra.

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Stefano Tota, Criminologo Qualificato AICIS