Vademecum delle nostre azioni sul web

di Monica Atzei

Un errore molto diffuso è quello di considerare il mondo virtuale come una zona franca in cui tutto è lecito o privo di conseguenze. Ma questo è un grave errore.

Vediamo quali possono essere le conseguenze reali delle nostre azioni virtuali; sappiamo bene che la legge non ammette ignoranza e che quando una legge viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale scatta una presunzione di conoscenza, cioè si dà per nota a tutti. Questo significa che nessuno può evitare una condanna dicendo che “non sapeva fosse un reato”. Altra cosa da non sottovalutare e che agli occhi della legge chi ha compiuto 18 anni è adulto, quindi capace di intendere e di volere ed è passibile di sanzioni penali compreso il carcere.

Per i minorenni si distinguono due fasce d’età:

  • tra i 14  e i 17 anni il giudice valuta, caso per caso, se il giovane imputato è capace di intendere e di volere. Se lo è, allora può subire una condanna penale ma con una riduzione di pena;
  • fino ai 14 anni, invece, non si è mai penalmente perseguibili. Ma questo non vuol dire che le sanzioni penali non esauriscono le possibili conseguenze di un’azione illecita.

Esiste anche la responsabilità civile, che impone di risarcire i danni materiali e morali provocati alla vittima. E la responsabilità civile vale anche per i minori di 14 anni, in questi casi a pagare i danni sono i genitori.

Esempi:

  • Per divertirti insieme ai compagni di classe, apri un profilo Instagram, appropriandoti del nome di un tuo insegnante a sua insaputa e inserendo anche delle sue foto, per poi attribuirgli frasi, opinioni, comportamenti… Cosa potrebbe succedere? Rischi, ad esempio,una condanna per il reato di sostituzione di persona, previsto dall’art. 494 c.p. Oltre al risarcimento civile per danno all’immagine.
  • Insieme a degli amici posti su una bacheca pubblica o su un gruppo Whatsapp o Telegram, la foto di una compagna di classe o amica con il volto riconoscibile inserito in un corpo di un animale e scrivi dei commenti di scherno… Cosa potrebbe succedere? Questo è un esempio di cyber bullismo, è certamente passibile di una denuncia per diffamazione aggravata (art. 594 c.p.); aggravata perché l’uso dei social o delle app di messaggistica moltiplica la platea e aggrava la diffusione dell’offesa.
  • C’è una persona che magari non sopporti oppure il tuo fidanzato/a ti ha lasciato, decidi di aprire un account anonimo su Instagram o Facebook per subissarlo/a di messaggi aggressivi e molesti… Cosa si rischia? Si rischia una condanna per cyberstalking o più esattamente per il reato di atti persecutori (art.612 bis c.p).

Il Manifesto della comunicazione non ostile è un valido aiuto che gli adolescenti e non solo, che si può seguire come traccia quando si interagisce con altri online:

  • Virtuale è reale. Dico e scrivo in Rete solo cosse che ho il coraggio di dire di persona.
  • Si è ciò che si comunica. Le parole che scelgo raccontano la persona che sono: mi rappresentano.
  • Le parole danno forma al pensiero. Mi prendo tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che penso.
  • Prima di parlare bisogna ascoltare. Nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.
  • Le parole sono un ponte. Scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.
  • Le parole hanno conseguenze. So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.
  • Condividere è una responsabilità. Condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.
  • Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare. Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.
  • Gli insulti non sono argomenti. Non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.
  • Anche il silenzio comunica. Quando la scelta migliore è tacere, taccio.

(Progetto “Parole O_Stili” paroleostili.it premiato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella)

L’AUTRICE

Monica Atzei, Criminologa Qualificata AICIS ex legge n. 4/2013. Si occupa per Tuttorock soprattutto di interviste, sue le rubriche “MommyMetalStories” e “Tuttorock_HappyBirthday”. Scrive per altri magazine e blog; collabora come ufficio stampa di band, locali, booking e con una label.