Spunta un «IGNOTO UNO» anche nel caso del mostro di Firenze. Trovato un DNA sconosciuto

Ci sono casi che forse non si risolveranno mai. Tra questi il caso del “mostro di Firenze”, che uccideva le coppiette appartate a metà degli anni ’70. Certo all’epoca i mezzi investigativi erano meno avanzati di oggi, ma la notizia del giorno è che solo in epoca recente un proiettile è stato trovato in un cuscino che era nella tenda di due vittime francesi e ha rivelato un Dna sconosciuto. Probabilmente occorrerà procedere alla riesumazione della salma della ragazza per favorire i confronti genetici con eventuali elementi biologici che non appartengano alla vittima.

Il matching da fare è col Dna sconosciuto individuato dall’ematologo italo-americano Lorenzo Iovino e dall’avvocato Vieri Adriani, parte civile per le vittime francesi agli Scopeti di San Casciano Val di Pesa nel 1985. La giovane lottò col Mostro, che poi ne oltraggiò il cadavere.

Il fidanzato fu ucciso a colpi di pistola, lei invece fu colpita con 97 coltellate dopo aver lottato col mostro che la trascinò fuori dall’auto. Con le tecniche di indagine genetica attuali si fa molto concreta la possibilità di riscontrare tracce biologiche dell’assassino sul cadavere della giovane, compatibili con un Dna ignoto e ricorrente anche nei delitti del 1983 e del 1984 su cui si stanno concentrando le indagini difensive.