
Esperti da tre continenti, istituzioni italiane e forze dell’ordine riuniti per affrontare le sfide della sicurezza urbana con approcci integrati e soluzioni condivise.
Trento, 16 maggio 2025 – Una giornata densa di interventi, scambi operativi e riflessioni strategiche hanno caratterizzato il Convegno Internazionale “Sicurezza Urbana – Confronto di Esperienze tra Oriente e Occidente”, tenutosi presso la sala Depero situata all’interno del Palazzo della Provincia Autonomadi Trento.
L’evento è stato promosso dall’AICIS – Associazione Italiana Criminologi per l’Investigazione e la Sicurezza, con il fondamentale sostegno della Provincia Autonoma di Trento, e si è realizzato grazie a una sinergia concreta e ben articolata tra istituzioni pubbliche, realtà accademiche e soggetti del sistema economico locale. In questo quadro, il prezioso e determinante contributo della Camera di Commercio Industria Artigianato Turismo Agricoltura di Trento ha rappresentato un pilastro essenziale per la piena riuscita dell’iniziativa, confermando quanto la promozione della sicurezza urbana sia anche un investimento diretto nella crescita, nella vivibilità e nella competitività del territorio.

Di rilievo anche il contributo dell’Università Mercatorum, che ha affiancato AICIS come partner scientifico e culturale, partecipando all’impostazione dei contenuti e alla definizione dell’impianto metodologico del convegno. A completare il quadro di collaborazione istituzionale, la partecipazione di Guang Hua Cultura & Media Italiacon l’autorevole sostegno morale del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Trento, Consiglio Regionale Trentino Alto Adige/Süd Tirol,Regione Autonoma Trentino Alto Adige/Süd Tirol e del Comune di Trento e del rilevante patrocinio di AIPROS (Associazione Italiana Professionisti della Sicurezza),supporti che hanno rafforzato il valore e la portata di un evento pensato per affrontare in modo strutturato e condiviso un tema tanto urgente quanto complesso, superando le divisioni politiche globali in un contesto internazionale segnato da forti tensioni geopolitiche tra Cina e Stati Uniti.

Un contesto autorevole e internazionale che ha permesso un confronto diretto tra rappresentanti delle forze di polizia provenienti da Cina, Stati Uniti, Spagna e Italia, con un pubblico numeroso e partecipe, segno concreto di quanto il tema della sicurezza urbana che costituisce uno degli indicatori dello stato di “salute” di una comunità e rappresenta una dimensione essenziale della convivenza civile, sia oggi sentito trasversalmente, a tutti i livelli della società.




Un dialogo operativo tra Oriente e Occidente
Provenienti da tre continenti, i relatori internazionali hanno offerto contributi concreti e immediatamente confrontabili: dalla Cina sono intervenuti Xu Yong Sheng, Ye Tao e Ding Wei Jie dell’Accademia di Polizia dello Zhejiang; dagli Stati Uniti Erik Branson della Metropolitan Police di Washington; dalla Spagna Juan José Vilanova Juanola e Emili Martínez Cañaveras, rispettivamente Intendente Maggiore e responsabile delle relazioni internazionali dei Mossos d’Esquadra e della Escola de Policia de Catalunya. A portare la prospettiva italiana sono stati il Colonnello Fabrizio Fratoni dell’Arma dei Carabinieri, il Colonnello Andrea Girella della Guardia di Finanza e l’ingegner Michele Vitiello, specialista in cybercrime.
Lavorare insieme per un nuovo modello di sicurezza urbana
Il convegno ha messo in luce come la sicurezza urbana sia oggi un tema che va ben oltre l’ordine pubblico, e che investe direttamente anche l’urbanistica, la coesione sociale, lo sviluppo economico e la salute pubblica.
Lo ha sottolineato il Presidente Nazionale AICIS, Prof. Ugo Terracciano, nel suo intervento di apertura:
“Dai dati che abbiamo analizzato, emerge chiaramente una crescente percezione di insicurezza. Il 59% degli italiani teme di diventare vittima di reato, e questo timore incide sulla quotidianità delle persone, sulla fiducia nei confronti delle istituzioni e sul tessuto sociale stesso. È un fenomeno che va affrontato con lucidità, dati alla mano, e con un approccio sistemico.”
Sulla stessa linea, il Presidente Regionale AICIS per il Trentino-Alto Adige/Süd Tirol, Dott. Vincenzo Circosta, ha richiamato la necessità di interventi integrati tra discipline e soggetti diversi, affermando:
“Architettura, diritto, sociologia, criminologia possono e devono dialogare. La sicurezza urbana è una sfida complessa che richiede un approccio multifattoriale per affrontare le cause profonde della criminalità e della violenza, come la povertà, la disoccupazione e la mancanza di opportunità, non si realizza, tuttavia, con la sola repressione, ma costruendo ambienti capaci di prevenire il crimine,rinforzando la coesione sociale. Serve dunque una visione ampia, capace di ridare centralità al cittadino e vitalità agli spazi pubblici.”
Nel corso della giornata, si sono analizzati casi concreti, esperienze di campo, strategie di pattugliamento, modelli di videosorveglianza e prevenzione predittiva, fino al rapporto costi-benefici degli interventi attuati. Un confronto operativo, non teorico, che ha permesso di mettere in evidenza non solo differenze culturali, ma anche punti di contatto, metodi replicabili e pratiche efficaci.
L’evento ha offerto anche l’opportunità di rafforzare i legami tra AICIS e i partner scientifici e istituzionali, che hanno reso possibile la realizzazione di un summit così strutturato e ambizioso. Il lavoro di coordinamento, guidato dal Direttivo AICIS con il supporto del comitato organizzativo locale, ha permesso di valorizzare ogni singolo contributo, costruendo un vero momento di sintesi e rilancio.

Un impegno che continua
Questo convegno rappresenta una tappa significativa nel percorso che AICIS porta avanti da anni per promuovere una sicurezza urbana fondata sulla conoscenza, sulla cooperazione e sull’analisi comparata. In un tempo in cui la paura rischia di trasformarsi in chiusura sociale, il nostro obiettivo resta chiaro: aprire spazi di confronto, connettere mondi diversi, stimolare soluzioni nuove.
Non servono slogan, servono idee, metodo, responsabilità. Il successo di Trento conferma che siamo sulla strada giusta. E che c’è un’Italia – istituzionale, professionale, accademica – pronta a lavorare insieme, in rete, per città più sicure, inclusive e vivibili.





