Sette agenti aggrediti ogni giorno, dal 1961 al 2019 le vittime del dovere uccise in servizio sono 3776

La morte del brigadiere dei Carabinieri Carlo Legrottaglie ha destato molto sgomento non solo nei colleghi ma in tutte le persone perbene. Ad ucciderlo due malviventi che non hanno esitato a sparare e per di più mentre il brigadiere si stava preoccupando della loro salute dopo uno schianto fuori strada per sfuggire ai militari. Uno dei due rapinatori poi è rimasto ucciso dopo aver ingaggiato un conflitto a fuoco con gli agenti della polizia di Stato. I poliziotti, ricevuti personalmente dal Ministro dell’Interno, sono comunque sotto indagine. Atto dovuto, certo: ma certe vicende si sa come iniziano e non si sa come vanno a finire. Lo testimoniano varie vicende, come per esempio quella accaduta nel 2013 quando intercettato ad un posto di blocco della polizia a Torino su un’auto rubata il ladro non si è fermato all’alt. Durante l’inseguimento un poliziotto ha sparato per forare una gomma ma il proiettile rimbalzando ha colpito alla schiena il nomade alla guida. Il poliziotto è stato condannato a nove mesi e al rom sono stati versati 60mila euro a titolo di risarcimento. Quello che è certo è che in casi estremi, come la sparatoria avvenuta nel brindisino, è difficile per gli agenti uscirne senza lasciarci la pelle o, in alternativa, doversi difendere in tribunale. Carabinieri ed agenti continuano a fare il proprio dovere nonostante i dati sugli operatori di polizia rimasti vittime siano disarmanti.

I dati

Secondo la lista «Vittime del dovere» del Ministero dell’Interno (in cui rientrano gli «operatori di polizia e altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subìto un’invalidità permanente in attività di servizio»), dal 1961 al 15 aprile 2019 si conterebbero 3.776 militari feriti o deceduti in servizio con una media pari a circa 65 caduti all’anno.

Il sito “cadutidipolizia.it” riporta invece 464 caduti appartenenti alla sola Polizia di Stato (a cui perciò vanno aggiunti Carabinieri e membri delle altre forze dell’ordine) dal 1 aprile 1981 ad oggi di cui ben 33 assassinati.

A questi dati bisogna sommare le aggressioni: basti pensare che nel solo 2024, secondo dati empirici (non verificati) sono state registrate 2.695 aggressioni fisiche alle forze dell’ordine durante i controlli su strada in Italia. Più di 7 agenti ogni giorno sono costretti a subire violenze nell’esercizio delle proprie funzioni.