La morte del brigadiere dei Carabinieri Carlo Legrottaglie ha destato molto sgomento non solo nei colleghi ma in tutte le persone perbene. Ad ucciderlo due malviventi che non hanno esitato a sparare e per di più mentre il brigadiere si stava preoccupando della loro salute dopo uno schianto fuori strada per sfuggire ai militari. Uno dei due rapinatori poi è rimasto ucciso dopo aver ingaggiato un conflitto a fuoco con gli agenti della polizia di Stato. I poliziotti, ricevuti personalmente dal Ministro dell’Interno, sono comunque sotto indagine. Atto dovuto, certo: ma certe vicende si sa come iniziano e non si sa come vanno a finire. Lo testimoniano varie vicende, come per esempio quella accaduta nel 2013 quando intercettato ad un posto di blocco della polizia a Torino su un’auto rubata il ladro non si è fermato all’alt. Durante l’inseguimento un poliziotto ha sparato per forare una gomma ma il proiettile rimbalzando ha colpito alla schiena il nomade alla guida. Il poliziotto è stato condannato a nove mesi e al rom sono stati versati 60mila euro a titolo di risarcimento. Quello che è certo è che in casi estremi, come la sparatoria avvenuta nel brindisino, è difficile per gli agenti uscirne senza lasciarci la pelle o, in alternativa, doversi difendere in tribunale. Carabinieri ed agenti continuano a fare il proprio dovere nonostante i dati sugli operatori di polizia rimasti vittime siano disarmanti.
I dati
Secondo la lista «Vittime del dovere» del Ministero dell’Interno (in cui rientrano gli «operatori di polizia e altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subìto un’invalidità permanente in attività di servizio»), dal 1961 al 15 aprile 2019 si conterebbero 3.776 militari feriti o deceduti in servizio con una media pari a circa 65 caduti all’anno.
Il sito “cadutidipolizia.it” riporta invece 464 caduti appartenenti alla sola Polizia di Stato (a cui perciò vanno aggiunti Carabinieri e membri delle altre forze dell’ordine) dal 1 aprile 1981 ad oggi di cui ben 33 assassinati.
A questi dati bisogna sommare le aggressioni: basti pensare che nel solo 2024, secondo dati empirici (non verificati) sono state registrate 2.695 aggressioni fisiche alle forze dell’ordine durante i controlli su strada in Italia. Più di 7 agenti ogni giorno sono costretti a subire violenze nell’esercizio delle proprie funzioni.