QUANDO SI PUO’ CREDERE A UN TESTIMONE?

La valutazione dell’attendibilità delle dichiarazioni processualmente rilevanti, da qualunque parte provengano, esige un’accurata disamina, anche in ordine ai rapporti tra i protagonisti della vicenda sub iudice, agli interessi e ai moventi che possono aver mosso un testimone a rendere una dichiarazione di un determinato tenore e a tutte le circostanze che abbiano eventualmente influito sulla deposizione.

Lo ha stabilito la Corte Suprema di Cassazione – Sezione Terza Penale – nella Sentenza n. 32180 del 29 settembre 2025, richiamando l’attenzione sul fatto che l’attendibilità di una testimonianza può essere condizionata dai rapporti interpersonali e dal contesto ambientale nel quale maturano detti rapporti.

Il tema dell’attendibilità dei testi, tanto nell’indagine preliminare (dove sono indicati come persone informate dei fatti) quanto soprattutto nel dibattimento è di particolare importanza, considerato che la testimonianza fa prova ed il giudice può fondare la sua motivazione sul credito che dà a quanto riferito in udienza.