Psiche Criminali: analisi del caso Schettino e il ruolo dell’Isola del Giglio nel naufragio della Costa Concordia

a cura di Emiliano FABBRI

Criminologo qualificato AICIS

Roma, 10 marzo 2025 – Nella puntata odierna di Psiche Criminali, trasmissione in onda su Cusano Italia TV, si è affrontato nuovamente il caso del naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio 2012 al largo dell’Isola del Giglio. Un’analisi approfondita che ha visto la partecipazione di esperti e testimoni diretti della tragedia: il comandante Gregorio De Falco, lo psicologo e criminologo Fabbri Emiliano e l’allora sindaco dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli.

Schettino e la sua condotta: l’analisi tecnica e psicologica

Uno dei temi principali della puntata è stato il comportamento del comandante Francesco Schettino, che ha lasciato il timone della nave a se stessa mentre a bordo si consumava il disastro. A esprimersi sulla sua condotta è stato il comandante Gregorio De Falco, celebre per il celebre ordine “Torni a bordo, cazzo!” rivolto a Schettino la notte del naufragio.

De Falco ha sottolineato le gravi infrazioni commesse dall’ex comandante della Costa Concordia, a partire dall’eccessiva velocità con cui la nave si è avvicinata all’isola – ben sei nodi, una violazione delle leggi marittime che ha avuto conseguenze tragiche. Ha inoltre evidenziato il comportamento successivo al naufragio, con Schettino che ha abbandonato la nave e ha cercato ripetutamente giustificazioni per le proprie azioni, senza rispettare gli ordini impartitigli per coordinare i soccorsi.

L’aspetto psicologico del caso è stato approfondito dall’esperto Fabbri Emiliano, psicologo e criminologo di fama, che ha tracciato un profilo dettagliato della personalità di Schettino. Secondo Emiliano, il comandante ha mostrato un carattere egocentrico e insicuro, con un atteggiamento inizialmente autoritario e spavaldo, che si è poi sgretolato nel momento della crisi. “Dal suo comportamento emerge un chiaro conflitto interiore: il bisogno di apparire forte e dominante si è trasformato in paura e fuga davanti alla responsabilità”, ha spiegato Emiliano.

Il ruolo dell’Isola del Giglio: solidarietà e memoria

Un altro momento chiave della puntata è stato l’intervento dell’ex sindaco Sergio Ortelli, che ha ricordato come l’Isola del Giglio si sia trovata improvvisamente a gestire una delle più grandi emergenze marittime della storia recente. “La nostra comunità si è subito attivata per aiutare i naufraghi, accogliendoli nelle case, nei municipi e nelle chiese”, ha raccontato Ortelli, sottolineando come il piccolo borgo abbia dato un esempio di grande umanità e solidarietà.

Ancora oggi, molti sopravvissuti tornano sull’isola per ringraziare la popolazione gigliese, con la quale hanno stretto legami profondi. La tragedia, pur avendo segnato duramente l’isola, ha anche rafforzato il senso di comunità e il rapporto con i superstiti.

Schettino e la richiesta di semilibertà

Nel corso della trasmissione si è discusso anche della recente richiesta degli avvocati di Francesco Schettino, che, avendo scontato metà della pena, chiede ora la semilibertà. Il caso è seguito da vicino dall’associazione Seconda Chance, che ha proposto di impiegarlo in un progetto di digitalizzazione documentale in collaborazione con il Vaticano. Tuttavia, il tribunale ha rinviato la decisione, valutando attentamente la concessione del beneficio.

Gli ospiti della trasmissione hanno espresso pareri diversi sulla questione. De Falco ha ribadito che la condotta di Schettino non può essere dimenticata, mentre Emiliano ha sottolineato che la riabilitazione è un principio fondamentale del sistema giuridico, sebbene comprenda il dolore e la frustrazione dei familiari delle vittime.

Conclusioni

La puntata di Psiche Criminali ha offerto una riflessione approfondita su uno degli episodi più drammatici della storia navale italiana, mettendo in luce sia le colpe e le responsabilità, sia il lato umano della tragedia. L’analisi di Fabbri Emiliano ha permesso di comprendere meglio le dinamiche psicologiche dietro le scelte di Schettino, mentre gli interventi di De Falco e Ortelli hanno restituito una visione tecnica ed emotiva dell’accaduto.

A distanza di anni, la Costa Concordia resta un simbolo di una tragedia evitabile, ma anche di una straordinaria dimostrazione di solidarietà da parte dell’Isola del Giglio e dei suoi abitanti.