Per la Cassazione whatsapp è un sistema informatico inviolabile

WhatsApp può essere considerato un “sistema informatico”, essendo un’applicazione software progettata per gestire la comunicazione tra utenti attraverso messaggi, chiamate e videochiamate, combinando hardware, software e reti per offrire il suo servizio. Lo ha stabilito la Cassazione penale sentenza n. 19421/2025. Pertanto – secondo la Corte -impossessarsi del cellulare altrui protetto da password, estrarne messaggi inviati e ricevuti attraverso WhatsApp, per poi girarli al proprio legale per trarne elementi utili ad una eventuale vittoria giudiziale configura il reato. In particolare, il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico secondo cui chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, è punito con la reclusione che può arrivare a dieci anni. La vicenda riguardava un soggetto che, impossessatosi di un telefono cellulare in uso alla ex moglie, nonostante la protezione dei dati a mezzo password, aveva estratto alcuni messaggi che la stessa aveva scambiato con altra persona, consegnandoli al proprio legale affinché ne facesse uso nel giudizio di separazione, nell’ottica di una eventuale pronunzia di addebito.