L’Italia formale delle leggi sulla privacy e quella reale dei dossier illegali.
In una trasmissione televisiva Paolo Mieli, giornalista di prim’ordine e storico, la buttò lì: “ho il sospetto che esista una centrale di dossieraggio che utilizza i dati per l’esercizio di un potere”. Era appena scoppiato il caso del finanziere della DIA che, secondo le accuse, violava sistematicamente le banche dati veicolando informazioni per loro natura non ostensibili al di fuori del circuito istituzionale. Il finanziere accedeva alla banca dati delle...