A Collegno un 81enne ha sparato alla moglie di 82 anni e poi si è suicidato. A San Candido un 48enne ha ucciso suo padre ed una vicina di casa e poi si è tolto la vita. Delitti in famiglia: vite cancellate in quelli che vengono definiti “suicidi allargati” segnati dalla depressione e dall’affetto? Oppure terribilmente motivati da una intolleranza che si traduce in odio?
Il suicidio allargato: L’espressione “suicidio allargato” si riferisce a un evento tragico in cui una persona, di solito con una forte sofferenza psicologica o motivazioni distorte, non solo si toglie la vita, ma uccide anche altre persone, spesso membri della propria famiglia o persone a lei vicine, prima di suicidarsi. Questo termine viene utilizzato per descrivere situazioni in cui il suicidio non è solo un atto individuale, ma coinvolge anche altre vite umane in modo drammatico. Il “suicidio allargato” può essere motivato da vari fattori, tra cui disperazione, delirio, depressione grave, paura del futuro o addirittura il desiderio di “proteggere” i propri cari da una situazione percepita come insopportabile.
Omicidi in ambito familiare: nel anno 2022, secondo i dati del Ministero dell’Interno, in Italia si sono verificati 319 omicidi totali. Di questi, una percentuale significativa è avvenuta in ambito familiare: circa il 60-70% degli omicidi avviene in contesti domestici o tra persone legate da vincoli affettivi o di parentela. Questo include omicidi di donne, che rappresentano la maggior parte delle vittime, spesso uccise da partner o ex partner, un fenomeno noto come femminicidio. Per dare un’idea concreta, nel 2022, i femminicidi sono stati 125, di cui 100 avvenuti in ambito familiare. Negli anni, queste cifre tendono a rimanere costanti, con una variazione minima, evidenziando la gravità e la persistenza del fenomeno.
Il delitto di Collegno: ha sparato alla moglie e lei è caduta. Lui – il pensionato 81enne – allora le ha gridato “alzati” e poi gli ha sparato altre due volte. Il quarto colpo lo ha riservato a sé stesso. Le prime indagini rivelano che l’uomo era afflitto da una brutta malattia e profondamente depresso. A sentire i vicini, le liti in casa erano diventate frequenti. La dinamica è terrificante: nelle prima mattinata Francesco era andato a prendere un caffè al bar. Rincasato, era nuovamente sceso con la moglie Anna. Passeggiavano ma all’improvviso, lui si è messo a gridare; poi ha estratto una Smith & Wesson (detenuta irregolarmente secondo gli investigatori) e ha fatto fuoco nel fuggi-fuggi terrorizzato di passanti e dipendenti comunali.
La coppia aveva un figlio, di 53 anni.
Il delitto di San Candido: era una persona introversa e appassionata di armi il 48enne che a San Candido ha ucciso suo padre e una vicina di casa per poi ha puntare la pistola contro se stesso, sparandosi alla gola per morire qualche ora più tardi all’ospedale di Bolzano. L’uomo aver lavorato come guardia giurata ed era disoccupato. Viveva col padre anziano, un ex guardia forestale in pensione che era rimasto vedovo nel 2019. Il padre era malato e allettato e il figlio lo accudiva. Un compito gravoso al quale forse non ha retto. Rispetto all’omicidio della vicina di casi si ipotizza che possa definirsi una vittima “collaterale“. Probabilmente, avendo sentito i rumori al piano di sopra la donna sarà andata a vedere cos’era successo, ma trovandosi dinnanzi l’uomo armato la donna potrebbe aver tentato di scappare e questo giustificherebbe i proiettili che l’hanno raggiunta alla schiena. E’ stata trovata riversa sulle scale fra il secondo e il terzo piano dell’edificio, mentre al quarto piano si era consumata la tragedia. Sembra infatti che ad essere ucciso per primo fosse stato il padre dell’assassino.