Come è possibile che il Giudice neghi all’imputato le attenuanti generiche contestandogli una maggiore intensità del dolo e contestualmente gli riconosca la diminuente del vizio parziale di mente? Insomma, come si può dire che c’è stata una volontarietà molto intensa e contemporaneamente affermare che il soggetto non era pienamente cosciente delle sue azioni? A dare una risposta al quesito è intervenuta la Cassazione con la sentenza n. 30888 del 15 settembre 2025. Secondo la Corte non c’è contraddizione, perché la diminuente del vizio parziale di mente è compatibile con una maggiore intensità del dolo, circostanza che può giustificare il diniego delle circostanze attenuanti generiche, in considerazione delle gravi modalità della condotta criminosa (cfr. Sez. 1, n. 43216 del 16/1/2018; Sez. 5, n. 19639 dell’8/4/2011). Sussistendo anche in tal caso una sia pur ridotta capacità di intendere e volere, la condotta criminosa dell’imputato può comunque manifestarsi con dolo molto intenso, desumibile anche dalle gravi modalità del fatto (Sez. 1, n. 2159 del 6/12/1993, dep. 1994).