Avrebbe compiuto 50 anni proprio quest’anno Jon Nödtveidt, fondatore (a soli 14 anni), cantante e chitarrista solista dei Dissection una delle band più influenti nella storia di black/death metal, che si è spinta oltre i confini della musica metal più estrema specialmente nelle tematiche legate alla morte, all’occultismo e all’ oscurità in tutte le sue declinazioni.
In pochi anni il gruppo svedese dei Dissection ha chiaramente mostrato quale fosse la loro dichiarazione d’ intenti: potenza mista a malinconia, tecnica e melodia, brividi e precisione chirurgica per trasmettere agli ascoltatori scenari oscuri e drammatici. I nostri pubblicano tre album in studio ma tra il secondo “Storm Of The Light’s Bane” (1995) e il terzo “Reinkaos” (2006), trascorrono ben undici lunghi anni.
Perché? Cosa era successo alla band?
Ecco la spiegazione:
Jon il leader carismatico, la mente dei Dissection era stato arrestato perché coinvolto in un omicidio e condannato a nove anni di carcere di cui ne scontò sette.
A Keillers Park (Göteborg), il 23 luglio del 1997 alle 04.30 del mattino, un ragazzo scopre il corpo s
enza vita di un uomo disteso con la faccia rivolta verso terra: la vittima è Josef Ben Meddour, cittadino algerino di 36 anni che viveva da alcuni anni in Svezia ed era stato ucciso con due colpi di pistola. Il primo proiettile lo aveva colpito
alla schiena, il secondo alla testa mentre si accasciava a terra e
vicino al corpo vennero ritrovati un cappello e una borsa. Un commesso della zona
disse alla polizia che aveva visto Josef in compagnia di un uomo probabilmente finlandese, grazie a questa testimonianza la polizia identificò l’uomo che era il suo fidanzato e sospettò inizialmente di lui, ma dopo 12 giorni in custodia fu rilasciato e in seguito scagionato da ogni sospetto. Nel dicembre dello stesso anno, mentre la polizia continuava le indagini, una giovane donna si recò alla polizia per denunciare il suo fidanzato Vlad che l’aveva picchiata e minacciata di morte; la
ragazza aveva anche riferito agli agenti che Vlad (cittadino iraniano residente in Svezia) le aveva raccontato di aver ucciso un uomo algerino e che quel giorno era insieme al suo amico Jon. La donna disse quello che Vlad le aveva detto e cioè che lui e Jon incontrarono Meddour in una strada e lo invitarono a seguirli a Keillers Park, lo immobilizzarono con un taser, Meddour cercò di scappare e Vlad gli sparò alla schiena. Mentre l’algerino era a terra, Vlad consegnò la pistola al leader dei Dissection che sparò una seconda volta, questa volta il proiettile arrivò alla testa e l’uomo morì. Vlad fu arrestato il 17 dicembre 1997 nella sua casa di Stoccolma, qui venne rinvenuta anche una pistola, Jon Nödtveidt, invece, fu arrestato il giorno dopo a Göteborg come autore, insieme a Vlad, dell’omicidio di Josef Ben Meddour. I due amici inizialmente negarono, poi messi alle strette confessarono il delitto e vennero condannati da un tribunale di appello a dieci anni di carcere. Si disse che i due ragazzi facessero parte di una setta satanica, ma il movente del satanismo non poteva essere stabilito e l’omicidio fu iscritto come un crimine di odio omofobico dalla polizia. Il racconto del fondatore dei Dissection si articolò così: la notte tra il 21 e il 22 luglio la trascorse tra pub e club nella città insieme a Vlad e ad altri due amici, gli altri due amici rientrarono mentre Jon e Vlad restarono ancora in giro. Vicino ad un parco furono avvicinati da uno sconosciuto che vedendo il modo in cui erano vestiti, chiese ai due se fossero satanisti e disse loro che voleva conoscere questo culto. I due amici invitarono Josef a casa di Nödtveidt, ma lungo il tragitto i discorsi e i modi di fare di Meddour toccavano tematiche omosessuali e questo fece arrabbiare Jon e Vlad. Arrivati alla casa, l’algerino sembrò spaventato e si rifiutò di entrare, i due allora, proposero di continuare la loro discussione sul satanismo al Keillers Park ma prima Jon riuscì a prendere dalla sua dimora la pistola e il taser. Vlad prese il taser da Jon e cercò di immobilizzare Meddour, questi scappò ma la sua fuga si interruppe perchè Vlad gli sparò un proiettile nella schiena, a questo seguì un secondo proiettile alla testa.
Anche Vlad in seguito confessò l’omicidio, la sua versione era simile a quella di Jon, a parte una differenza: a suo dire era stato Jon Nödtveidt che aveva sparato il colpo alla testa che portò alla morte Josef Ben Meddour.
Il 6 luglio 1998, Jon fu condannato dal tribunale di Göteborg a nove anni di carcere per omicidio e possesso illegale di armi da fuoco, Vlad a dieci per l’omicidio, la violenza contro la sua fidanzata, il possesso illegale di armi da fuoco e di parti umane.
Jon e Vlad furono rilasciati nel 2004 dopo aver trascorso sette anni in carcere e il 30 aprile 2006 i Dissection pubblicano “Reinkaos”, il loro terzo album.
Nemmeno quattro mesi dopo, il 13 agosto, Jon Nödtveidt all’ età di 31 anni, viene trovato morto nel proprio appartamento, si è sparato un colpo di pistola in testa all’interno di un cerchio di candele davanti ad un altare recante un grimorio, probabilmente il “Liber Azerate” del Misanthropic Luciferian Order, quest’ ultima era una setta svedese (organizzazione esoterica) di cui era adepto.
In una intervista del 2004 (due anni prima della sua scomparsa) il fondatore dei Dissection aveva detto così sull’argomento suicidio: “Il Satanista decide sulla sua vita e sulla sua morte e preferisce andarsene con un sorriso sulle labbra quando ha raggiunto il picco nella sua vita, quando ha sistemato tutto e puntare a trascendere questa esistenza terrena. Ma è completamente non-satanico suicidarsi perchè si è tristi o miserabili.
Il Satanista muore forte, non di vecchiaia, depressione o malattia e sceglie la morte prima del disonore!“.
Una morte annunciata?
I giornali, alla sua morte, riferirono che attorno al suo corpo furono trovati un cerchio di candele e la Bibbia Satanica di Anton LaVey ma il chitarrista dei Dissection, Set Teitan, ha smentito dichiarando che non si trattava della Bibbia Satanica.
Con la sua morte i Dissection si sciolsero, ma di Jon Nödtveidt e, in particolar modo, dell’ album “Storm Of The Light’s Bane”, della sua oscurità che arriva all’ apice estremo del metal per intensità e malinconia sarà difficile dimenticarsi.
