di Roberto Puleo
Criminologo qualificato AICIS L.4/2013
Palermo, 7 dicembre 2024
In attesa della perizia definitiva, guidata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo e che verrà comunicata agli inquirenti nei prossimi giorni, durante la trasmissione Chi l’ha visto? è emersa un’indiscrezione che confermerebbe come Liliana sia stata vittima di ripetute aggressioni fisiche.
Le lesioni riportate al volto, all’occhio, al labbro, al naso, alla testa e alla schiena sollevano interrogativi significativi, suggerendo un’escalation di violenza con il possibile coinvolgimento di più persone. Le anticipazioni emerse indicano che Liliana, una donna alta circa 1,60 metri e con un peso di 40 chilogrammi, potrebbe essere stata aggredita da più individui o al meno due persone. Questo aspetto, rilevante dal punto di vista criminologico, denota una dinamica di gruppo che potrebbe implicare una pianificazione o un coinvolgimento emotivo dei partecipanti.
Il ruolo di SebastianoVisintin, marito della vittima, merita un’analisi approfondita. Durante la trasmissione, l’uomo ha ribadito di aver avuto una relazione idilliaca con la moglie, caratterizzata da affetto e armonia, respingendo categoricamente qualsiasi ipotesi di maltrattamenti. Il suo comportamento solleva alcune perplessità. L’assenza di una reazione emotiva alle rivelazioni, comprese le prove di un’aggressione violenta e il possibile coinvolgimento di più persone, potrebbe essere interpretata come un meccanismo di difesa psicologica, ma potrebbe anche rappresentare un comportamento atipico per una persona innocente, soprattutto se legata affettivamente alla vittima. Inoltre, l’uomo ha dipinto un quadro della loro relazione come “una crema”, sottolineando un’armonia perfetta negli ultimi dieci anni, un’immagine che stride con l’ipotesi che Liliana fosse vittima di violenza domestica. La criminologia relazionale insegna che un’immagine idealizzata della coppia potrebbe essere utilizzata come scudo per mascherare conflitti o comportamenti abusivi.
L’atteggiamento passivo di SebastianoVisintin, che non offre spiegazioni né dimostra interesse nell’approfondire le dinamiche dell’omicidio, si presta a interpretazioni criminologiche. Gli studi sul comportamento post-crimine mostrano che un disinteresse anomalo potrebbe derivare dal tentativo di prendere le distanze da una situazione compromettente o dall’incapacità di elaborare un coinvolgimento emotivo o diretto nei fatti.
Le nuove indagini hanno gettato luce su alcuni aspetti del caso, ma molte domande rimangono senza risposta. La causa del decesso, l’asfissia, è stata confermata, ma resta il dubbio su cosa sia realmente accaduto quel giorno. È possibile che ulteriori analisi dei dispositivi elettronici possano dare una svolta alle indagini, ma fino ad oggi nessuno è stato formalmente indagato per l’omicidio di Liliana Resinovich.
Un ulteriore aspetto che desta scalpore è il ritardo nelle indagini: tre anni sono trascorsi senza che i responsabili dell’omicidio siano stati identificati. Questo periodo di impunità rappresenta una grave criticità per il sistema investigativo e giudiziario, che dovrebbe garantire una risposta tempestiva per evitare la frustrazione del senso di giustizia nelle vittime e nella società.
Infine, l’omicidio di Liliana si inserisce in un contesto più ampio di violenza contro le donne. Celebrare la “festa della donna” perde di significato se le istituzioni e la società non si impegnano attivamente per restituire dignità e sicurezza alle donne. È necessario che la solidarietà femminile non si limiti a simboli o eventi, ma si traduca in azioni concrete per prevenire episodi come questo.
Il caso di Liliana Resinovichevidenzia criticità nel sistema investigativo, relazionale e sociale. È fondamentale che le istituzioni approfondiscano la dinamica dei fatti e agiscano con fermezza per garantire giustizia. L’analisi del comportamento delle persone vicine alla vittima, incluso Sebastiano, deve essere condotta con attenzione e supportata da elementi oggettivi per evitare conclusioni affrettate. Solo con una rinnovata consapevolezza e un impegno collettivo sarà possibile evitare che simili tragedie si ripetano.