Si è svolto dal 26 al 29 novembre 2025, il 23° Forum Internazionale dal tema, “Police and Science: An Alliance For Truth”. Alle giornate di studio e approfondimento, organizzate dallo Zhejiang Police College e dal Yiwu Police, nella Repubblica Popolare Cinese, oltre ai responsabili dei più importanti distretti di polizia dislocati nelle principali città della Cina, hanno partecipato esperti, provenienti da vari paesi europei, e extra UE. Gli interventi dei relatori, si sono stati incentrati, prevalentemente sul ruolo che ricoprono le nuove tecnologie a disposizione delle forze di polizia, per contrastare il crimine organizzato, e soprattutto il cybercrime. Tra i relatori il Dott. Mario Ciotti, membro AICIS, il quale ha sottolineato l’importanza rivestita dai metodi scientifici, come gli strumenti analitici, delle competenze multidisciplinari, e il ruolo dell’indagine scientifica nello studio della mente criminale. “La criminologia – ha illustrato il Dott. Ciotti – e la psicologia investigativa, non esaminano solo i modelli comportamentali, e le dinamiche ricorrenti negli atti criminali, ma rivestono un ruolo fondamentale, nell’individuare il profiling criminale”. Naturalmente, non poteva mancare, una riflessione sull’uso sempre più massivo dell’Intelligenza Artificiale, a supporto degli investigatori, i quali vengono assistiti, nella propria attività, grazie alle integrazioni provenienti da più fonti, e dal data mining. “L’IA – ha proseguito Ciotti – si sta rivelando fondamentale nella cooperazione internazionale, grazie ai sistemi integrati che facilitano lo scambio di informazioni tra le forze di polizia di diversi paesi. Però, nonostante i numerosi benefici, l’utilizzo dell’IA, non è indenne da rischi se non regolamentata rigorosamente. Deve essere assolutamente evitato un uso improprio di questo supporto, così come è necessario astenersi nel delegare decisioni critiche a processi automatizzati, in quanto il principio del “human-in-the-loop”, stabilisce che la supervisione umana deve rimanere centrale”.