di Mariantonietta Deiana
La “sindrome del bambino dimenticato” è un fenomeno tragico che si verifica quando un genitore o un caregiver dimentica un bambino piccolo all’interno di un veicolo, spesso con conseguenze fatali dovute al surriscaldamento. Questo dramma ha suscitato l’interesse non solo del pubblico, ma anche della comunità criminologica, portando ad analisi approfondite delle cause e delle dinamiche sottostanti. Dal punto di vista psicologico, la “sindrome del bambino dimenticato” è spesso spiegata attraverso il concetto di “amnesia dissociativa”, un fenomeno in cui i meccanismi di memoria abituali vengono sopraffatti da fattori di stress, cambiamenti di routine, o distrazioni. La memoria prospettica, responsabile di ricordare compiti da svolgere in futuro, può fallire quando una persona è immersa in pensieri quotidiani o distrazioni, portando a un “vuoto” mentale.
Lo stress e la fatica giocano un ruolo cruciale in questi incidenti. Genitori sovraccarichi di lavoro, con una mancanza cronica di sonno, possono essere più suscettibili a episodi di amnesia dissociativa. Studi hanno dimostrato che la privazione del sonno influisce negativamente sulle funzioni cognitive, riducendo la capacità di concentrazione e memoria.
Un altro fattore che contribuisce è l’automatismo. Le persone spesso svolgono azioni di routine senza pensarci, come guidare verso il lavoro o casa. Se un bambino è tranquillo, o addormentato sul sedile posteriore, un genitore potrebbe, senza intenzione, dimenticarsi della sua presenza, specialmente se l’atto di portarlo al nido o all’asilo non è una parte abituale della routine.
Dalla prospettiva criminologica, il fenomeno pone sfide significative. Innanzitutto, è cruciale distinguere tra incidenti tragici e negligenza intenzionale. In molti casi, i genitori coinvolti sono individui amorevoli, senza alcuna storia di abusi o trascuratezze nei confronti dei figli. Le indagini criminologiche devono quindi tener conto del contesto in cui avvengono tali episodi, valutando fattori come lo stress, le condizioni di vita, e la salute mentale del genitore.
Un aspetto rilevante è l’impatto dei procedimenti legali su genitori già devastati dalla colpa. In molte giurisdizioni, i genitori possono essere accusati di omicidio colposo o negligenza. Tuttavia, gli studiosi di criminologia sottolineano l’importanza di un approccio più empatico e basato sulla prevenzione piuttosto che sulla punizione. Questo implica considerare l’efficacia delle leggi esistenti e valutare se alternative, come campagne di sensibilizzazione pubblica o tecnologie di prevenzione, possano essere più appropriate. Dal punto di vista criminologico, perseguire penalmente i genitori in questi casi potrebbe non solo aggravare la tragedia personale ma anche non tenere conto della natura non intenzionale dell’atto. Pertanto, si raccomanda un’analisi caso per caso, considerando se il procedimento legale possa effettivamente prevenire ulteriori incidenti o se possa risultare più efficace un intervento educativo e di supporto. Le soluzioni proposte includono campagne di sensibilizzazione che educano i genitori sui rischi e le misure preventive. In aggiunta, tecnologie avanzate stanno emergendo come strumenti cruciali nella prevenzione. Sensori nei veicoli che rilevano la presenza di un bambino e avvisano il genitore, app di promemoria sui telefoni, e miglioramenti nei seggiolini auto con allarmi integrati sono solo alcune delle innovazioni in fase di sviluppo.
Le aziende automobilistiche stanno sviluppando tecnologie che possono aiutare a prevenire queste tragedie. Ad esempio:
- Sistemi di promemoria dei sedili posteriori: Allarmi che si attivano quando il motore viene spento mentre un bambino è ancora seduto nel seggiolino posteriore.
- App per smartphone: Applicazioni che inviano notifiche quando il telefono si allontana dall’auto senza che il bambino sia stato rimosso.
- Sensori di pressione: Dispositivi installati nei seggiolini che attivano un allarme se il bambino rimane seduto una volta chiuso il veicolo.
In alcuni paesi, si stanno implementando leggi che richiedono l’installazione di questi sistemi di sicurezza nei veicoli di nuova fabbricazione. La legislazione può svolgere un ruolo chiave nel promuovere l’adozione di tecnologie di sicurezza e nell’assicurare che i produttori di auto aderiscano a standard di sicurezza più elevati.
Oltre alle soluzioni tecnologiche, è fondamentale fornire supporto alle famiglie che hanno vissuto questa tragedia. Servizi di consulenza e gruppi di supporto possono aiutare i genitori a elaborare il trauma e a trovare modi per affrontare il dolore e il senso di colpa.
La “sindrome del bambino dimenticato” è un fenomeno complesso che richiede una comprensione approfondita delle dinamiche psicologiche e sociali coinvolte. Dal punto di vista criminologico, è essenziale un equilibrio tra giustizia e compassione, considerando le circostanze specifiche di ciascun caso e promuovendo soluzioni preventive che possano salvare vite umane. La collaborazione tra ricercatori, legislatori e ingegneri sarà cruciale per affrontare efficacemente questo problema, proteggendo i più vulnerabili e supportando le famiglie colpite. In definitiva, prevenire queste tragedie richiede un approccio integrato che combini educazione, tecnologia, legislazione e supporto sociale. Con una maggiore consapevolezza e l’adozione di soluzioni innovative, possiamo lavorare per evitare che tali incidenti devastanti continuino a verificarsi.
L’AUTRICE
Mariantonietta Deiana, Criminologa qualificata AICIS ex legge n. 4/2013