La Corte Costituzionale: legittima una pena minima di sei mesi per chi oltraggia un pubblico ufficiale

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 166 del 2024, ha respinto le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Trieste in relazione all’art. 341-bis del codice penale, che riguarda il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. La norma, modificata nel 2019, prevede una pena minima di sei mesi di reclusione per chi insulta un pubblico ufficiale in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, mentre il pubblico ufficiale sta compiendo un atto del suo ufficio. La Corte ha confrontato questa disposizione con quella dell’abrogato art. 341 c.p., dichiarato incostituzionale nel 1994, evidenziando come la nuova formulazione introduca condizioni più rigorose e circoscritte, rendendo il reato più offensivo per la dignità del pubblico ufficiale e per l’efficacia dell’amministrazione pubblica.
Inoltre, la Corte ha equiparato la severità del reato di oltraggio a quella della resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.), poiché entrambi i reati difendono l’integrità delle funzioni pubbliche, come stabilito dall’art. 97 della Costituzione. Infine, la sentenza ha sottolineato l’importanza della giustizia riparativa, recentemente favorita dalla introduzione dell’udienza predibattimentale, uno strumento utile a responsabilizzare l’autore del reato e a ristabilire relazioni danneggiate, evitando l’esclusivo ricorso alla reclusione.