Il futuro è nella sicurezza “integrata”, con l’aiuto delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Non più solo sicurezza stradale, quindi; non solo lotta al traffico di stupefacenti o anticontrabbando. Tutti settori di controllo che ora possono viaggiare insieme in un unico contesto operativo. Possiamo dirlo con certezza dopo una sperimentazione che ha visto tre strumenti tecnologici prototipali essere adottati per il controllo della rete autostradale dal Brennero a Modena, con l’obiettivo di contrastare il traffico di droga e aumentare la sicurezza stradale.
Il nuovo sistema è stato prodotto e testato grazie alla collaborazione tra Società Autostrada del Brennero S.p.A. e il Centro di Scienze della sicurezza e della criminalità delle università di Trento e di Verona: si tratta di strumenti che permetteranno, grazie alla collaborazione della Guardia di Finanza, controlli ancora più efficaci sui 314 chilometri della A22.
Nel dettaglio è stato messo in funzione uno scanner radio compatto, utilizzabile sia in ambiente indoor che outdoor, capace di identificare carichi sospetti ed eventuali doppi fondi. Ideale per operare l’ispezione rapida dei veicoli stradali. Anche gli altri due prototipi possono essere agevolmente impiegati nel contrasto ai traffici illeciti: si tratta di due esemplari di spettrofotometro, uno strumento scientifico che viene utilizzato per misurare l’assorbimento di luce di una soluzione chimica o di un materiale a diverse lunghezze d’onda. Servono per effettuare analisi rapide di carburanti e olii minerali di contrabbando sui mezzi in transito. Tramite l’intelligenza artificiale, i due prototipi consentono un’analisi veloce, senza bisogno di supervisione riducendo così i tempi di ogni controllo.
In media, lungo l’A22, transitano 70 milioni di veicoli e il 10,5% dell’intero import export nazionale. Ma l’asse del Brennero è anche una delle principali rotte utilizzate dai trafficanti per introdurre le tipologie più svariate di merci illegali: da carburanti e olii minerali di contrabbando, a prodotti contraffatti come le sigarette, fino al traffico di esseri umani e di migranti.
Commentando l’iniziativa il Comandante regionale della Guardia di finanza del Trentino-Alto Adige, Gen. B. Guido Zelano ha detto: “quotidianamente impegnato nel contrasto ai traffici illeciti che danneggiano gli interessi dell’Erario e dei cittadini, il Corpo, metterà a disposizione il proprio personale e i propri mezzi per garantire, fin dalle prime fasi, che l’approccio scientifico dei progetti sia calato nella realtà operativa nella quale gli strumenti tecnici potranno essere impiegati”
Il Centro di Scienze della Sicurezza e della Criminalità (CSSC) è stato costituito nel febbraio 2021 dall’Università di Trento e dall’Università di Verona. Si occupa di identificare, analizzare, prevenire, mitigare, gestire, comunicare e comprendere i rischi connessi alla sicurezza, e di studiare le scienze dell’intelligence applicabili nei più diversi contesti istituzionali, economici e sociali.