Benvenuti a “Domeniche Criminali”, la rubrica che vi accompagna nella complessa realtà della cronaca nera attraverso uno sguardo criminologico e sociale. Questa settimana ripercorriamo la tragica vicenda di Thomas Luciani, un ragazzo di 17 anni brutalmente ucciso a Pescara il 23 giugno 2024.
Un parco trasformato in teatro dell’orrore
Pescara, 23 giugno 2024. È una domenica di inizio estate, il sole scalda le panchine del parco Baden Powell, un luogo dove i bambini giocano e gli anziani passeggiano. Ma quella quiete viene spezzata da un atto di brutale violenza: Thomas Christopher Luciani, appena 17 anni, viene accoltellato 25 volte. Il suo corpo senza vita giace in una zona appartata, lontano dagli sguardi, mentre i suoi assassini – coetanei – si allontanano con una freddezza disarmante.
Un testimone racconta il dramma che si è consumato. Thomas, attratto in un angolo isolato del parco dai due giovani, prova a difendersi, ma non c’è scampo. L’ultima frase che sente è un glaciale “stai zitto”. Un colpo dopo l’altro, i suoi carnefici lo lasciano agonizzante, in balia del destino.
Dopo l’omicidio, i due si recano tranquillamente al mare. Uno di loro getta il coltello, avvolto in un calzino insanguinato, tra gli scogli, come se si trattasse di un gesto qualsiasi. Una calma che sconcerta, un’indifferenza che lascia senza parole.
La banalità del male: una questione di soldi e “rispetto”
Cosa ha scatenato tanta crudeltà? Un debito di droga: 240 euro, più 70 prestati di recente. Una cifra irrisoria che diventa il pretesto per trasformare una lite in un omicidio. “Era una questione di rispetto,” dichiara uno degli accusati durante gli interrogatori. Non solo rabbia, ma premeditazione: il coltello era già nello zaino, insieme a un cambio di vestiti, pronti per cancellare ogni traccia.
Una caccia pianificata
Le indagini svelano dettagli agghiaccianti. Analizzando i cellulari sequestrati, gli investigatori scoprono che i due accusati avevano localizzato Thomas grazie a una foto postata sui social. Una foto innocente, scattata nei pressi della stazione di Pescara, che diventa il segnale per un inseguimento spietato.
Il giorno prima, uno degli assassini aveva tentato invano di contattare la vittima. Il piano era chiaro: Thomas doveva pagare per la sua presunta mancanza di rispetto. Il 23 giugno, quella decisione si è trasformata in una tragedia.
Un giovane in cerca di riscatto
Thomas aveva un passato complicato. Fuggito da una comunità di recupero pochi giorni prima, sognava di ricongiungersi alla fidanzata a Vasto e ricominciare. Ma i suoi sogni si infrangono in quel parco, vittima di una spirale di violenza che non lascia scampo. Le immagini di quella domenica hanno sconvolto un’intera comunità. Anche le famiglie degli accusati sono distrutte. “Prego per chi c’è e per chi non c’è più,” ha detto la madre di uno di loro, un avvocato. Ma il dolore più grande è quello della famiglia di Thomas, in particolare della nonna Olga, che lo aveva cresciuto. “Non era un drogato. Era un ragazzo d’oro. Come si può uccidere così?”
Una generazione senza freni
Questo omicidio non è solo un caso isolato, ma un riflesso di un disagio più ampio. Secondo Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il caso evidenzia un problema sistemico legato alla diffusione della droga e all’assenza di freni inibitori tra i giovani. Non è degrado urbano, ma un vuoto morale che si insinua anche nelle famiglie “perbene”.
Oggi, i due accusati sono detenuti in un centro di prima accoglienza. L’accusa è pesante: omicidio aggravato da premeditazione e futili motivi. Ma resta una domanda: come si educano i giovani a rispettare la vita?
Thomas Luciani è una vittima, ma il suo nome diventa anche un simbolo. Di quanto la società deve ancora fare per capire e prevenire la violenza, di quanto siano fragili le barriere che separano la normalità dalla tragedia.
Vi invitiamo a continuare a seguire Domeniche Criminali, un appuntamento settimanale che analizza con occhio critico i fatti di cronaca, offrendo riflessioni criminologiche e spunti normativi. Condividete i nostri articoli per diffondere consapevolezza su questi temi cruciali.
La conoscenza è il primo passo verso il cambiamento.
La redazione di AICIS
Francesco Paolo Iacovelli