Benvenuti a “Domeniche Criminali” di AICIS: il lato oscuro della quotidianità raccontato per le vostre domeniche di lettura.
Un’amicizia spezzata dalla furia: il delitto di via Manlio Torquato
C’è qualcosa di profondamente ironico nelle domeniche. Per molti, è il giorno della famiglia, delle passeggiate, del riposo. Ma per altri, si trasforma in un teatro di violenza inaspettata, una finestra aperta sull’abisso del lato oscuro dell’animo umano. Questa contraddizione si è manifestata con tragica evidenza il 19 novembre 2023, nel quartiere Appio Latino a Roma, in un appartamento al civico di via Manlio Torquato. La quiete di una domenica autunnale si è infranta con l’eco di un crimine violento: una lite tra amici, un coltello da cucina, un corpo senza vita.
Antonino Calcagno, 37 anni, e Giovanni Ruggeri, 42, erano due amici, compagni di serate e, si suppone, di confidenze. Ma quel giorno qualcosa è cambiato in modo irreversibile. Secondo le prime ricostruzioni, una discussione accesa per motivi banali è sfuggita rapidamente di mano. Le voci si sono alzate, gli animi si sono infiammati, finché Calcagno, sopraffatto da un impeto incontrollabile, ha afferrato un coltello da cucina. Quell’arma, un oggetto di uso quotidiano, si è trasformata in uno strumento di morte. Con una violenza cieca, Calcagno ha sferrato colpi letali, lasciando Ruggeri a terra in una pozza di sangue.
Quando i Carabinieri sono giunti sulla scena, hanno trovato un quadro agghiacciante. Il corpo senza vita di Ruggeri giaceva sul pavimento, il volto segnato da espressioni di dolore e sorpresa. Accanto a lui, il coltello insanguinato e le tracce inequivocabili di una lotta breve ma feroce. Calcagno era ancora lì, in stato di choc, le mani tremanti e lo sguardo perso, come se non riuscisse a comprendere la gravità delle sue azioni. Non ha opposto resistenza: è stato preso in custodia mentre continuava a ripetere frasi sconnesse, frammenti di una mente devastata.
La scena del crimine, per quanto silenziosa, raccontava tutto. Il sangue sulle pareti e sul pavimento testimoniava la brutalità dell’atto, mentre l’appartamento, piccolo e disordinato, sembrava amplificare l’eco della tragedia. Le impronte di Calcagno sull’arma e sui mobili confermavano una dinamica di rabbia esplosiva, una reazione spropositata e incontrollabile a un litigio apparentemente insignificante.
Eppure, questo caso è solo uno dei tanti che dimostrano come le dinamiche criminali trovino spesso una miccia nelle giornate di riposo.
Perché proprio la domenica?
Un’attenta analisi criminologica suggerisce che la domenica, con la sua apparente tranquillità, è spesso teatro di tensioni latenti che trovano il loro sbocco. Contesti domestici e relazioni strette, amplificati dalla permanenza in casa, possono trasformarsi in polveriere pronte a esplodere. Le statistiche lo confermano: il tasso di violenza domestica e omicidi commessi tra conoscenti aumenta significativamente nei fine settimana, con un picco proprio la domenica.
Questo caso di Roma non è isolato. Da Nord a Sud, in metropoli come in piccoli centri, il giorno che dovrebbe essere dedicato alla riflessione e al riposo si colora, talvolta, di rosso sangue. Forse è il rallentamento della frenesia settimanale che amplifica i conflitti, o forse è semplicemente la natura umana a rendere il giorno del riposo un’occasione per lo scoppio di tensioni represse.
Con Domeniche Criminali, vogliamo fare di più che raccontare la cronaca nera. Inauguriamo questa rubrica domenicale che vuole essere un punto di riflessione sul crimine e sulle sue cause profonde. Analizzeremo casi reali, come quello di Calcagno e Ruggeri, per cercare di comprendere cosa spinge alcune persone a oltrepassare il limite, cosa si cela dietro la violenza, e come il contesto sociale e psicologico incida sui comportamenti.
Non c’è miglior giorno della domenica per fermarsi e guardare oltre la superficie. In ogni appuntamento, porteremo alla luce storie che raccontano l’umanità nella sua complessità, esplorando il confine sottile tra il quotidiano e l’imprevisto. Restate con noi. La prossima settimana c’è un’altra Domenica Criminale da raccontare.
Per la redazione AICIS
Francesco Paolo Iacovelli