29 Novembre 2024
a cura di Roberto Puleo
Criminologo qualificato ex L. 4/2013 A.I.C.I.S.
I dati statistici forniti dal Ministero dell’Interno – Polizia Criminale evidenziano un calo complessivo degli omicidi registrati in Italia nel 2024 rispetto al 2023. Questa flessione rappresenta un progresso significativo, ma richiede un’analisi approfondita per comprendere le sfide ancora da affrontare e per definire le strategie da adottare nel lungo termine.
Diminuzione Generale degli Omicidi: Un Segnale di Speranza
Il numero complessivo degli omicidi è passato da 310 a 276, con una diminuzione dell’11%. Questo dato positivo riflette un miglioramento nell’efficacia delle misure di prevenzione e repressione, ma non deve far abbassare la guardia: 276 vite spezzate ricordano che la lotta alla violenza estrema è ancora una priorità.
Omicidi di Genere Femminile: Progressi e Persistenti Criticità
Le vittime di genere femminile sono diminuite da 110 a 100 (-9%), ma continuano a rappresentare una percentuale elevata, spesso legata a dinamiche familiari o relazionali. Questo suggerisce che la violenza di genere resta un problema strutturale, radicato in stereotipi e squilibri di potere. Campagne di sensibilizzazione, programmi educativi nelle scuole e iniziative di prevenzione mirate rimangono cruciali.
Delitti in Ambito Familiare/Affettivo: Una Sfida Aperta
Gli omicidi in contesti familiari o affettivi, pur in lieve calo (da 137 a 134, -2%), costituiscono una quota significativa del totale. Le vittime femminili, scese da 90 a 88, confermano la centralità della violenza domestica come ambito critico di intervento. L’ampliamento dei centri antiviolenza e l’introduzione di strumenti legislativi come il “Codice Rosso” sono passi importanti, ma richiedono un’applicazione sistematica e risorse adeguate.
Omicidi da Partner o Ex Partner: Un Segnale Positivo
Il calo degli omicidi da partner o ex partner (da 65 a 59, -9%) e delle vittime femminili di questi delitti (da 59 a 52, -12%) evidenzia i risultati di politiche specifiche, come le restrizioni agli aggressori e i programmi di riabilitazione. Pertanto, è fondamentale consolidare questi progressi con strategie preventive che intercettino il rischio prima che si concretizzi in tragedia.
Considerazioni Finali: Uno Specchio della Società
Il calo degli omicidi registrato nel 2024 rappresenta non solo un progresso statistico, ma anche uno specchio delle trasformazioni sociali e culturali in atto. Infatti, a mio parere, questo dato non va interpretato in modo semplicistico:
- Il rischio di sottostima: Il numero ufficiale degli omicidi potrebbe non riflettere completamente il fenomeno della violenza sommersa, in particolare quella legata a dinamiche domestiche. Spesso, le violenze che non culminano in omicidi restano al di fuori dei dati statistici, nonostante il loro impatto devastante sulle vittime e sui loro familiari.
- Violenza simbolica e strutturale: Gli omicidi rappresentano l’apice della violenza, ma devono essere letti come parte di un continuum che include altre forme di abuso fisico, psicologico, economico e sociale. Ignorare queste connessioni significa affrontare il problema in modo parziale.
Le Radici del Problema
Le dinamiche che conducono agli omicidi, soprattutto in ambito familiare, spesso affondano le radici in disuguaglianze sistemiche e in modelli relazionali tossici. Questo richiede una riflessione profonda non solo sulle leggi e le politiche, ma anche su aspetti culturali come:
- Ruoli di genere e stereotipi: In molte situazioni, la violenza è il risultato di una visione patriarcale che legittima il controllo e il dominio sull’altro, soprattutto sulle donne. Decostruire questi modelli attraverso l’educazione è essenziale.
- Isolamento sociale e difficoltà economiche: Fattori come la precarietà lavorativa, la mancanza di supporto sociale e la marginalizzazione contribuiscono a creare contesti di violenza. Investire in politiche sociali inclusive potrebbe avere un impatto indiretto ma significativo sulla prevenzione degli omicidi.
Opportunità per una Visione Integrata
- Promuovere un cambio culturale: La lotta contro gli omicidi deve essere parte di un progetto più ampio, che promuova il rispetto dei diritti umani, l’uguaglianza e la coesione sociale.
- Utilizzare i dati per interventi mirati: Analisi dettagliate dei dati possono aiutare a identificare le aree geografiche, sociali ed economiche più vulnerabili, garantendo interventi tempestivi.
- Investire nella comunità: Rafforzare il senso di appartenenza e solidarietà nelle comunità locali può ridurre il rischio di isolamento e conflitti.
La Continuità del Cambiamento
Infine, è fondamentale mantenere una visione di lungo termine. Il calo degli omicidi non deve essere visto come un traguardo raggiunto, ma come una tappa intermedia in un percorso che richiede continuità, innovazione e determinazione. Le politiche attuali devono essere integrate con misure strutturali, garantendo risorse adeguate a sostenere non solo la prevenzione, ma anche il recupero e il reinserimento delle vittime e degli autori di violenza.
Solo così, potremo costruire una società dove la violenza non sia semplicemente ridotta, ma delegittimata e, un giorno, eliminata.