di Francesco Paolo Iacovelli*
Le evoluzioni anomiche dal primo Novecento ad oggi sono state molteplici e complesse, influenzate da una vasta gamma di fattori sociali, economici, politici e culturali. Anomia, termine derivato dal greco antico che significa “assenza di norme” o “mancanza di legge”, è un concetto chiave nella sociologia di Émile Durkheim[1], introdotto per descrivere lo stato di disconnessione sociale e mancanza di norme, ha assunto diverse forme e manifestazioni nel corso del tempo. Secondo Durkheim, l’anomia non è semplicemente un’assenza di leggi, ma piuttosto una crisi del sistema normativo nel suo complesso che si verifica quando le norme sociali, i valori e le istituzioni che tradizionalmente guidavano il comportamento degli individui si indeboliscono o diventano inefficaci.
In questa analisi cercheremo di delineare attraverso uno schema temporale alcune delle principali evoluzioni che hanno caratterizzato importanti transizioni della società dai primi del ‘900 analizzando le influenze sulla società contemporanea e quanto queste abbiano costituito un processo incentivante alla vendita di contenuti sessuali attraverso l’uso di piattaforme digitali e in alcuni casi alla vendita di materiale pornografico e pedopornografico attraverso applicazioni di multi chat.
- Primi del Novecento:
Durante questo periodo, con il rapido sviluppo dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione, molte società occidentali hanno sperimentato un cambiamento drammatico nelle strutture sociali e nelle norme culturali. La transizione da comunità rurali tradizionali a società urbane ed industriali causò un esodo soprattutto culturale, nonché delle consuetudini, delle credenze popolari ed una secolarizzazione che e ha portato a un senso di anomia per molte persone, poiché le vecchie norme e valori si sono sgretolate, senza che nuove norme siano state stabilite in modo chiaro.
- Periodo tra le due guerre mondiali:
Le due guerre mondiali hanno avuto un impatto devastante sulla coesione sociale e sulla stabilità delle nazioni coinvolte. La Grande Depressione degli anni ’30 ha accentuato ulteriormente i sentimenti di insicurezza e disconnessione sociale, portando a un aumento dell’anomia e della disgregazione delle strutture sociali.
- Seconda metà del Novecento: Dopo la Seconda Guerra Mondiale, molte società hanno sperimentato un periodo di relativa stabilità economica e sociale, con la crescita dell’economia di massa e lo sviluppo del welfare state. Tuttavia, questo periodo ha anche visto la crescita di nuove forme di anomia legate alla crescente individualizzazione, al consumismo e al cambiamento dei valori culturali. Nelle società tradizionali, la solidarietà meccanica, basata su forti legami di parentela e comunità, teneva uniti gli individui. Nelle società moderne, caratterizzate da una maggiore individualizzazione e mobilità sociale, la solidarietà organica, basata sulla divisione del lavoro e la cooperazione funzionale, può risultare meno efficace nel garantire coesione sociale.
- Fine del Novecento e inizio del XXI secolo: Con la globalizzazione e l’avvento delle tecnologie digitali, le società hanno subito ulteriori trasformazioni significative. La rapida diffusione dei media e dei social media ha cambiato radicalmente il modo in cui le persone comunicano e interagiscono tra loro, creando nuove sfide per la coesione sociale e l’identità collettiva. Inoltre, l’aumento delle disuguaglianze economiche e sociali in molte parti del mondo ha contribuito a un aumento dell’anomia e della disaffezione verso le istituzioni tradizionali.
- Anni 2000 in poi: Nel nuovo millennio, le sfide legate all’anomia sono diventate sempre più complesse, con crescenti preoccupazioni riguardanti il cambiamento climatico, l’immigrazione, il terrorismo e la polarizzazione politica. Questi problemi globali hanno alimentato l’insicurezza e l’instabilità in molte società, contribuendo a un aumento dell’anomia e della ricerca di nuove forme di identità e appartenenza.
Le conseguenze dell’anomia possono essere gravi e si manifestano in diverse forme:
- Aumento della devianza:L’indebolimento delle norme sociali può portare a un aumento dei comportamenti devianti, come criminalità, abuso di droghe e prostituzione.
- Disordini sociali:L’anomia può alimentare il malcontento sociale e la sfiducia nelle istituzioni, portando a proteste, rivolte e altri disordini sociali.
- Alienazione e apatia:Gli individui che vivono in una società anomica possono provare un senso di alienazione, apatia e disillusione, perdendo interesse nella partecipazione alla vita sociale e politica.
Assunte le conseguenze di carattere generale sulla società, questa analisi esplora l’influenza contemporanea dell’anomia su nuovi fenomeni allarmanti e come l’impatto dei social assumano un ruolo determinante più di disvalore.
L’impatto dei social media sulle nuove forme di anomia
L’era digitale vive la preponderanza dei social media che sono diventati, ormai, una parte integrante, imprescindibile della nostra vita quotidiana, influenzando non solo le nostre interazioni sociali, ma anche il nostro comportamento e il nostro senso identitario, contribuendo spesso alla creazione di una realtà distorta, in cui gli utenti digitali sono esposti a opinioni e prospettive di stereotipi e che indirizzano gli utilizzatori verso la conferma delle proprie convinzioni per auto approvazione. Questo fenomeno, conosciuto come “filter bubble[2]” (filtro a bolle), può portare alla polarizzazione delle opinioni e alla perdita del dialogo costruttivo, del dibattito aperto, dell’opinione svincolata, favorendo invece l’isolamento sociale e l’alienazione da chi ha punti di vista diversi. E’ noto come la cultura dei social media spesso promuova una ricerca costante di approvazione e validazione attraverso likes, condivisioni e commenti. Proprio questa ricerca incessante di gratificazione esterna può minare la fiducia in se stessi e contribuire a un senso di insoddisfazione e vuoto interiore quando le aspettative di popolarità e accettazione non vengono soddisfatte. Inoltre, i social media tendono anche ad amplificare il confronto sociale e la competizione, a causa della persistente esposizione alle vite apparentemente perfette degli altri, generando negli utilizzatori un senso di inadeguatezza e inferiorità, alimentando sentimenti di ansia e depressione. Per di più, la natura anonima e disinibita dei social media può favorire comportamenti antisociali e irresponsabili, poiché le persone si sentono protette dall’anonimato e meno vincolate dalle norme sociali tradizionali. Ciò può portare a fenomeni come il cyberbullismo, la diffusione di false informazioni e la promozione di comportamenti nocivi spesso ricorrenti nelle c.d. challenge che sono sempre più diffuse sul web e suscitano l’interesse di un gran numero di persone, coinvolgendo soprattutto le bambine, i bambini e gli adolescenti, causandone perfino la morte[3].
L’influenza anomica sulla prostituzione virtuale: un’analisi sociologica
Uno degli oggetti di studio di questa ricerca vuole approfondire l’analisi sociologica che esamina l’influenza anomica sulla c.d. prostituzione virtuale, anche definita come la pratica di offrire servizi sessuali attraverso piattaforme digitali (Onlyfans, Patreon, AmmirareMe VIP, ecc), rappresenta un fenomeno emergente nella società contemporanea, sollevando interrogativi su come i rapidi cambiamenti sociali e tecnologici influenzino la percezione, la ricerca e la diffusione di contenuti sessuali. In questo contesto, l’influenza anomica, teorizzata dal sociologo Émile Durkheim, offre un quadro utile per comprendere come la disconnessione tra individui e norme sociali possa favorire il disvalore della pudicizia e della proprietà del proprio corpo. Questo saggio si propone di esaminare in che modo l’influenza anomica incide sul concetto di prostituzione virtuale, considerando i suoi effetti sulle norme sociali, sui comportamenti individuali e sulla regolamentazione legale.
Cambiamenti nella struttura sociale e disconnessione normativa
Nel contesto della prostituzione virtuale, questa disconnessione può essere alimentata da fattori come la disoccupazione, la precarietà economica e la perdita di stabilità familiare. L’incapacità di aderire alle norme tradizionali del lavoro e della sessualità può spingere le persone verso opzioni di guadagno non convenzionali, come la vendita di contenuti di prestazioni sessuali digitali, in un tentativo di soddisfare i propri bisogni finanziari. Le norme sociali e legali tradizionali spesso condannano la prostituzione come un comportamento deviante o immorale. Tuttavia, l’avvento della tecnologia ha reso più difficile per le istituzioni regolare efficacemente la prostituzione virtuale. Questo può portare a un senso di anomia, in cui le persone si sentono libere di impegnarsi in questa attività senza il timore di conseguenze sociali o legali. La mancanza di regolamentazione può anche favorire la diffusione della prostituzione virtuale, creando un ambiente in cui i confini tra comportamenti accettabili e devianti diventano sfocati. L’uso estensivo di tecnologie digitali può contribuire all’isolamento sociale e all’alienazione, aumentando il rischio di comportamenti devianti, inclusa la partecipazione alla prostituzione virtuale. Le persone che si sentono distaccate dalla comunità possono essere più inclini a cercare connessioni e gratificazioni attraverso mezzi virtuali, trovando nella prostituzione virtuale un modo per colmare il vuoto emotivo e sociale.
Rappresentazioni culturali e media
Le rappresentazioni culturali della sessualità e della prostituzione nei media e nella società in generale possono anche influenzare la percezione e la diffusione della prostituzione virtuale. Se questa viene normalizzata o glamourizzata, può ridurre il senso di colpa o vergogna associato ad essa, incoraggiando più persone a impegnarsi in questo tipo di attività.
Il Caso
OPERAZIONE “LUNA PARK”[4]
“LA POLIZIA POSTALE INFILTRA AGENTI SOTTO COPERTURA IN TELEGRAM E WHATSAPP: SMANTELLATE 16 ASSOCIAZIONI CRIMINALI DEDITE ALLA DIFFUSIONE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO IDENTIFICATI OLTRE 150 GRUPPI PEDOFILI 432 PERSONE COINVOLTE IN TUTTO IL MONDO 81 ITALIANI, 17 ARRESTATI IN FLAGRANZA.”
Il caso in esame analizza un altra triste validazione dei fattori anomici e quanto essi siano, in questo caso, fonte di un disvalore sociale talmente profondo da essere causa di una devianza subdola che si nasconde, come già detto dietro l’anonimato di un account. E’ quanto emerso nel 2020 quando, dopo due anni di indagini condotte “sotto copertura” sulla rete Internet, la Polizia Postale di Milano e del C.N.C.P.O. – Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale di Roma,, hanno identificato 432 utenti che, sfruttando le potenzialità delle diffusissime applicazioni WhatsApp e Telegram, partecipavano a “canali” e “gruppi” finalizzati alla condivisione di foto e video pedopornografici ritraenti persino vere e proprie violenze sessuali su minori; gli abusi, in particolare, riguardavano prevalentemente bambine e bambini in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati.
Conclusioni
Quanto fin qui esposto, rappresenta un fenomeno complesso con diverse cause interconnesse che richiede un approccio multiforme per un contrasto efficace. Importanti sarebbero gli interventi di contenimento, i quali, dovrebbero mirare ad affrontare le cause profonde del fenomeno, come la povertà, la disuguaglianza e la discriminazione, oltre a fornire supporto e opportunità di riscatto a coloro che sono coinvolti.
Ma quali le misure di prevenzione possibili?
- Promuovere l’educazione sessuale:Educazione sessuale completa e adeguata per tutti gli individui, con particolare attenzione alla prevenzione dello sfruttamento sessuale online e alla promozione di relazioni sessuali sane e consensuali.
- Sensibilizzare sui rischi dello sfruttamento sessuale online:Campagne di sensibilizzazione per informare il pubblico sui rischi della prostituzione virtuale, sia per coloro che la praticano che per coloro che la consumano, evidenziando le conseguenze negative sulla salute fisica, mentale e sociale.
- Supportare le famiglie e le comunità:Rafforzare il sostegno alle famiglie e alle comunità per creare ambienti protettivi e supportivi per i bambini e i giovani, riducendo il rischio di coinvolgimento nella prostituzione virtuale.
- Promuovere l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne:Contrastare la disuguaglianza di genere e la discriminazione attraverso politiche e programmi che favoriscano l’empowerment economico e sociale delle donne, riducendo la loro vulnerabilità allo sfruttamento sessuale.
E quali le misure di contrasto?
- Rafforzare le leggi contro lo sfruttamento sessuale:Aggiornare e rafforzare le leggi per contrastare il traffico di esseri umani ( già prevista dalla legge 11 agosto 2003, n°228 – Misure contro la tratta di persone), lo sfruttamento sessuale online e la prostituzione minorile ed in particolare contro la pedo pornografia online (art 600 ter c.p.), assicurando indagini e sanzioni efficaci attraverso, anche e soprattutto, l’uso di intercettazioni informatiche e telematiche disciplinate dall’art.267 c.p.p. e mediante l’uso del c.d. trojan horse introdotto nell’ordinamento italiano con la legge n. 103 del 23 giugno 2017.
- Incrementare la cooperazione tra le forze dell’ordine:Migliorare la cooperazione tra le forze dell’ordine a livello nazionale e internazionale per identificare, perseguire e condannare i perpetratori di sfruttamento sessuale online e per liberare le vittime.
- Regolare le piattaforme online:Collaborare con le piattaforme online e i provider di servizi internet per sviluppare e implementare meccanismi di controllo più efficaci per prevenire la pubblicazione e la diffusione di contenuti illegali legati alla prostituzione virtuale.( si pensi alle forme di auto monitoraggio dei social come Facebook, Tik Tok ecc, che sospendono i profili quando i contenuti rappresentano violenze, scene esplicite sessuali, ma anche attività criminali)
- Fornire supporto alle vittime:Garantire alle vittime di sfruttamento sessuale online accesso a servizi di supporto psicologico, sociale e legale, accompagnandole nel percorso di recupero e reintegrazione nella società.
Oltre alle misure sopracitate, è importante promuovere un cambiamento culturale che stigmatizzi lo sfruttamento sessuale e valorizzi la dignità e l’autonomia di ogni individuo. Un impegno collettivo da parte di governi, organizzazioni internazionali, società civile e individui è fondamentale per creare un mondo libero dallo sfruttamento sessuale e dalla prostituzione virtuale.
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L’AUTORE
*Francesco Paolo Iacovelli, Criminologo Qualificato AICIS ex legge n. 4/2013
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