Il nuovo reato di “femminicidio” art 577 bis CP

L’approvazione del Ddl sul “femminicidio” rappresenta una svolta significativa nell’approccio giuridico italiano alla violenza di genere.
La creazione di una fattispecie autonoma, ora art 577bis del codice penale, non si limita a inasprire la pena (già elevata per l’omicidio aggravato), ma riconosce esplicitamente il movente di genere e la matrice culturale di discriminazione, possesso e controllo come elementi costitutivi del reato. Questo è un passo fondamentale per dare un nome specifico e una gravità politica e sociale a questo tipo di omicidio.
La previsione dell’ergastolo è una sanzione massima che riflette la gravità del crimine, inviando un segnale forte di tolleranza zero.
La deroga al limite dei 45 giorni per le intercettazioni (per femminicidio e reati spia) è cruciale. Spesso, le indagini su reati di violenza domestica e persecutoria richiedono tempo esteso per monitorare pattern comportamentali e raccogliere prove. Questa deroga fornisce alle forze dell’ordine e alla magistratura strumenti più adeguati per prevenire o accertare il reato.
Inoltre vi è l’ampliamento della tutela degli orfani di femminicidio che costituisce elemento di civiltà e sostegno sociale. Riconoscere che l’impatto del crimine si estende ai figli e fornire loro aiuti a prescindere dal legame tra la vittima e l’omicida (o in caso di grave compromissione della madre sopravvissuta) garantisce una rete di sicurezza più ampia e necessaria.
Inoltre vi è l’ampliamento della tutela degli orfani di femminicidio che costituisce elemento di civiltà e sostegno sociale. Riconoscere che l’impatto del crimine si estende ai figli e fornire loro aiuti a prescindere dal legame tra la vittima e l’omicida (o in caso di grave compromissione della madre sopravvissuta) garantisce una rete di sicurezza più ampia e necessaria.
Inoltre vi è l’ampliamento della tutela degli orfani di femminicidio che costituisce elemento di civiltà e sostegno sociale. Riconoscere che l’impatto del crimine si estende ai figli e fornire loro aiuti a prescindere dal legame tra la vittima e l’omicida (o in caso di grave compromissione della madre sopravvissuta) garantisce una rete di sicurezza più ampia e necessaria.
 Il nuovo Ddl sul femminicidio è strettamente connesso e di grande utilità in relazione al reato di atti persecutori (o stalking, Art. 612-bis c.p.).Il reato di stalking, che prevede l’intimidazione o la persecuzione che genera nella vittima un perdurante e grave stato di ansia o paura, o un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto, o la costringe ad alterare le proprie abitudini di vita, è spesso il precursore o la fase che precede il femminicidio
La nuova legge ne potenzia l’efficacia sia investigativa che a livello giudiziario chiudendo il cerchio sulla violenza sulla donne che iniziando con lo stalking in taluni casi si conclude proprio con il femminicidio; tre elementi sono essenziali per comprendere la continuità dei reati:
1. Connessione Investigativa (Intercettazioni): La deroga al limite dei 45 giorni per le intercettazioni si applica esplicitamente anche per i reati di atti persecutori. Ciò significa che, in presenza di denunce per stalking, gli inquirenti avranno più tempo per monitorare la situazione, raccogliere prove complete e, potenzialmente, intervenire preventivamente prima che la situazione degeneri in un femminicidio.
2. Riconoscimento del Continuum di Violenza: La nuova definizione di femminicidio include espressamente l’omicidio commesso mediante atti di controllo, possesso o dominio o a seguito del rifiuto di continuare una relazione affettiva. Questi comportamenti sono tipici della dinamica di stalking. La nuova legge riconosce quindi il femminicidio non come un atto isolato, ma come il culmine di un ciclo di violenza e controllo che spesso inizia con lo stalking e i maltrattamenti, fornendo una visione più coesa e completa della violenza di genere nel Codice Penale.
3. Tutela a 360 Gradi: L’estensione del patrocinio gratuito anche ai tentativi di omicidio (che spesso si verificano nel contesto di stalking) assicura che le vittime possano difendersi in giudizio in modo efficace, aumentando la probabilità che le denunce per stalking vengano perseguite con la dovuta attenzione e supporto legale
In sintesi, la nuova legge sul femminicidio non solo aggrava la pena per il risultato finale (la morte della donna), ma interviene anche rafforzando gli strumenti investigativi e di tutela in relazione ai reati “spia” come lo stalking, rendendo il quadro normativo più robusto nel contrasto all’intera catena della violenza di genere.
Fabio Dimino