REATI IN CALO A BARCELLONA, GRAZIE ALLA COOPERAZIONE DELLE FORZE DI POLIZIA

di Mario Ciotti

Uno studio dell’Economist sulle città più sicure al mondo, colloca Barcellona all’undicesimo posto.

Un risultato ottenuto, grazie all’utilizzo di sofisticate tecnologie, alla sinergia tra il Mossos d’Esquadra, la Guardia Urbana, e il Cuerpo Nacional de Policia, forze dell’ordineche collaborano assiduamente per garantire la sicurezza a più di 5 milioni di persone che vivono e lavorano tra Barcellona e la sua area metropolitana.

Per comprendere meglio le modalità operative che hanno permesso di raggiungere questo importante risultato, ho contattato il Mossos d’Esquadra, chiedendo un incontro, finalizzato alla realizzazione di un reportage giornalistico. L’autorizzazione è arrivata in breve tempo, e dopo pochi giorni ero in volo per l’aeroporto  El Prat di Barcellona, dove mi attendeva Emili Martinez Cañaveras Intendente responsabile delle relazioni esterne e collaborazioni internazionali della Scuola di Polizia della Catalogna, il quale, dopo avermi accolto con un caloroso bienvenido mi ha condotto al distretto di Polizia di Sant Andreu, una moderna struttura, ampia e luminosa che coordina tutti gli altri 10 commissariati presenti a Barcellona.

Nel primo briefing, mi è stata illustrata l’organizzazione dell’intero apparato con i compiti di ogni settore: Investigazioni, polizia giudiziaria, ordine e sicurezza pubblica, antidroga, prostituzione, vittime di violenze sessuali e maltrattamenti in famiglia, furti, scippi e rapine, ecc. E’presente anche un nucleo specializzato a contrastare la “banda degli orologi”, soggetti che cercano di alleggerire ricchi turisti che ogni giorno visitano principalmente La Rambla, la Sagrada Familia e il piccolo quartiere L’Eixample, per ammirare l’architettura di Gaudì.

Ad essere presi di mira, da piccole bande specializzate, persone con al polso Rolex o altri orologi di valore. A protezione delle ignare vittime, decine di agenti in abiti civili, mescolati tra la folla, pronti ad intervenire al minimo movimento sospetto. I risultati sono ottimi, e ogni giorno, un numero considerevole di malfattori, vengono tratti in arresto, e tra questi anche qualche italiano. La formula che ha permesso di ridurre drasticamente tutti i reati, prevalentemente ai danni di turisti, considerato che solo nel 2024, più di 26 milioni di persone, provenienti da ogni parte del mondo, hanno visitato questa regione, si basa su due semplici elementi: “prevenzione e repressione”.

Fondamentale l’attività svolta dal reparto Analisi e Intelligence, che attraverso un monitoraggio continuo del territorio, è in grado di intensificare e rimodulare controlli in determinate aree, alla minima anomalia.

La mia curiosità di vedere all’opera, uomini e donne del Mossos d’Esquadra, già preventivamente manifestata, è stata appagata, quando sono stato affidato all’ispettore JaverNiño, uno degli uomini di punta de distretto di Polizia di Sant Andreu, e all’agente Ana Redondo.  Con loro, a bordo di un’autopattuglia è iniziato il servizio di controllo per le strade di Barcellona. La prima tappa, una delle stazioni del metrò nei pressi de La Rambla. Qui circa 30 agenti tra Mossos d’Esquadra e Polizia Urbana, stavano effettuando meticolosi controlli sui passeggeri sia in entrata che in uscita. I tutori dell’ordine, coadiuvati da un capo operativo, dopo una serie di domande alle persone oggetto dell’accertamento, provvedevano alla loro identificazione, per poi passare ad una minuziosa ispezione.

Questo tipo di attività viene svolta quasi quotidianamente, e in svariati orari, lungo tutta l’arteria della metropolitana. I controlli sono proseguiti nel settore, dove hanno sede le ambasciate al fine di verificare l’andamento di una manifestazione di protesta. Sul posto era schierato a difesa di sedi istituzionali e rappresentanze diplomatiche il reparto del Mossos, Area Central de Recursos Operatius (ARRO) specializzato  nella gestione dell’ordine pubblico.

E’ stata quindi la volta di un giro sulla  Rambla, un lungo viale alberato, ricco di colori, cultura e tanti turisti impegnati a fare shopping e gustare prodotti tipici della cucina spagnola. Durante il percorso, un uomo si è avvicinato all’autoradio, segnalando all’ispettore Javer, che più avanti era appena stato consumato un furto. Il tempestivo intervento dell’equipaggio, permetteva di rintracciare l’autore e comprendere che si era trattato solo di un malinteso.

Anche Barcellona, ha delle zone dove prestare attenzione, specialmente di notte e con addosso oggetti di valore, dove si respira un’aria diversa dal resto della città. Un settore, verso il quale viene riservata una particolare attenzione, e dove operano giorno e notte poliziotti in borghese. E’ quiche si aggirano piccoli spacciatori, prostitute alla ricerca di clienti e strani personaggi. L’ultima tappa di questo intenso e lungo pomeriggio, è stata riservata al centro di detenzione della città, ospitato all’interno di un imponente e moderno edificio in vetro e acciaio, sede di unimportantecommissariato.

Nei piani sottostanti sono state realizzate circa un centinaio di celle, che ospitano al massimo due persone. Tutto ciò che avviene al loro interno è visibile attraverso decine di monitor, situate davanti alle postazioni di lavoro degli operatori di polizia. In questo luogo, tutto è organizzato nei minimi dettagli. La vettura con la persona tratta in arresto, segue un percorso protetto che porta direttamente all’interno del plesso. Da qui, si passa in una stanza videosorvegliata, per una perquisizione personale più approfondita, come previsto dalla vigente normativa.

Tutti gli effetti personali vengono conferiti all’interno di un contenitore in plastica trasparente sigillato, e portato in deposito. Una volta terminato il fotosegnalamento, gli accertamenti dattiloscopici, e quelli relativi al casellario giudiziario, è necessario un passaggio nelle stanze dell’infermeria, per verificare lo stato di salute dell’arrestato e, se questo ha in corso terapie farmacologiche. Di norma, la permanenza in questa struttura non si protrae molto, varia dalle 24 alle 48 ore, tempo strettamente necessario per adempiere a tutte le formalità di rito e attendere le disposizioni della competente autorità giudiziaria.

Esaminando le percentuali   si scopre che la criminalità totale nel 2024, registra -4,7% con 180.000 reati in meno. I furti hanno avuto un calo del –6,3% mentre le rapine violente diminuiscono dell’8,4%. In confronto al 2023 ci sono stati più di 4500 arresti, ed un forte incremento delle armi sequestrate, pari ad un+30%.

“Il lavoro di squadra, e la fattiva collaborazione sono fondamentali – spiegano i responsabili, dei reparti – e serve per evitare inutili dispendi di uomini e risorse. La collettività, ha il diritto di vivere in totale tranquillità, senza per questo subire limitazioni. Il nostro compito, è quello di garantire loro un territorio sicuro”.