La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 16/2025, che ha dichiarato l’illegittimità del sistema di calcolo dei compensi spettanti ai periti giudiziari e consulenti tecnici basato sulla progressiva riduzione dell’onorario per le vacazioni successive. Tale sistema è stato infatti giudicato dalla Corte come “manifestamente irragionevole”, evidenziando l’assoluta sproporzione tra l’entità del compenso e il valore della prestazione richiesta all’ausiliario del giudice.
Secondo i giudici costituzionali, la normativa vigente non solo non rispetta i principi di equità e proporzionalità, ma si colloca in un contesto di omessa applicazione sistematica dell’adeguamento triennale previsto dalla legge, penalizzando i professionisti chiamati a svolgere un ruolo delicato e fondamentale nella macchina della giustizia.
Il D.P.R. 115/2002, infatti, preveda un aggiornamento triennale delle tariffe delle consulenze tecniche in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Ciò nonostante, le attuali tariffe sono ferme al 2002. Ovviamente, disapplicando la citata normativa si è verificato un progressivo impoverimento della funzione pubblica del consulente tecnico, con onorari spesso inferiori persino a quelli dei consulenti di parte, e ben lontani dal riflettere la complessità e la responsabilità degli incarichi affidati. Il Ministero della Giustizia ha istituito a dicembre 2023 una commissione tecnica incaricata di elaborare i nuovi criteri di calcolo. I lavori sarebbero ormai alle battute finali e si prevede l’introduzione di: una rivalutazione complessiva del 61%; criteri distinti per materie e tipologie di incarico; distinzione tra prestazioni diurne e notturne; riqualificazione delle vacazioni, riducendo o eliminando la penalizzazione delle vacazioni successive alla prima.