Domeniche Criminali- 2 vittime, 124 coltellate, molti dubbi!

    

Di Francesco Paolo IACOVELLI

…Ci sono storie che lasciano cicatrici nella memoria collettiva. Alcuni delitti non si chiudono mai del tutto, rimanendo avvolti da domande senza risposta…

Oggi la rubrica di Domeniche Criminali ci porta a rivivere un caso di cronaca che ha sconvolto un’intera comunità. Un delitto che ha lasciato un segno indelebile, non solo per la sua ferocia, ma per i dubbi e le domande che ancora oggi lo circondano.

Il 9 marzo 1997, in una tranquilla cittadina del Lazio, due giovani vite vennero spezzate in un massacro senza precedenti. Un omicidio che ha segnato la storia di Cori, in provincia di Latina, e che ancora oggi resta impresso nella memoria collettiva.

Raccontare la vicenda di Elisa Marafini e Patrizio Bovi significa affrontare uno degli episodi più cruenti della cronaca nera italiana, analizzando i fatti, le indagini, i depistaggi e il lungo percorso giudiziario che ha portato alla condanna di Marco Canale.

Buona lettura con un nuovo  caso di Domeniche Criminali.

…Ma cosa accadde davvero quella sera in Via della Fortuna? Una tragedia si consumava nell’ombra…

 

Il fatto

Cori, 9 marzo 1997. È sera. In una casa di Via della Fortuna, vengono ritrovati i corpi senza vita di due giovani fidanzati: Patrizio Bovi, ventitreenne operaio con piccoli precedenti per spaccio di droga, ed Elisa Marafini, studentessa di soli diciassette anni. Il massacro è di una violenza inaudita: 51 coltellate inflitte a Patrizio, 124 a Elisa. Una furia omicida che lascia sgomenti gli stessi investigatori.

A scoprire i cadaveri sono il padre della ragazza, Angelo Marafini, maresciallo dei Carabinieri in pensione, insieme al figlio minore e a un amico della coppia, Massimiliano Placidi. L’abitazione è una scena del crimine raccapricciante: sangue ovunque, segni di lotta e un coltello da cucina, usato come arma, che verrà ritrovato solo nei giorni successivi, accuratamente ripulito.

Le indagini partono immediatamente e gli inquirenti escludono l’ipotesi dell’omicidio-suicidio. Le prime piste portano verso il mondo dello spaccio di droga e del delitto passionale. Patrizio Bovi era coinvolto in un giro di stupefacenti e, pochi giorni prima della sua morte, aveva ricevuto una grossa partita di cocaina. Tuttavia, il movente dell’omicidio sembra essere più personale che legato a questioni di droga.

 

…E mentre il dolore della comunità cresceva, la caccia all’assassino prendeva una svolta inaspettata…

 

Chi è l’assassino?

Inizialmente, gli investigatori si concentrano su Massimiliano Placidi, l’amico che ha scoperto i corpi. Viene arrestato dopo che alcune macchie rosse sui suoi pantaloni fanno sospettare che possano essere tracce ematiche. Placidi confessa il delitto, ma poi ritratta, sostenendo di essere stato costretto a confessare sotto pressioni psicologiche. Dopo 24 giorni di carcere, viene rilasciato: le analisi confermano che le macchie non erano sangue, bensì muffa e ruggine.

 

L’attenzione si sposta su Marco Canale, operaio di Cisterna di Latina, che aveva abitato in passato nella stessa casa del delitto e che aveva avuto rapporti burrascosi con Patrizio Bovi. Sui suoi pantaloni vengono trovate tracce di sangue compatibili con quello delle vittime. Nonostante i suoi tentativi di costruirsi un alibi, testimonianze e prove forensi lo incastrano. Canale viene arrestato nell’aprile del 1997 e, al termine di tre gradi di giudizio, condannato a 30 anni di carcere.

Durante il processo, Canale confessa di essere stato nella casa del delitto, ma sostiene di aver trovato già morti i due ragazzi e di essere fuggito senza avvisare nessuno. La sua versione viene però smentita da più testimoni che dichiarano di aver visto Elisa e Patrizio ancora vivi in serata. Inoltre, alcuni raccontano di aver notato un uomo con la sua corporatura gettare un sacco dell’immondizia vicino alla casa di Via della Fortuna poco dopo l’omicidio. Il secchio della spazzatura dell’appartamento viene trovato senza busta.

Le prove sono schiaccianti: nel dicembre 1998, Canale viene condannato in primo grado a 30 anni di carcere. La sentenza viene confermata in appello e in Cassazione. Nel 2019, dopo 22 anni di reclusione, esce dal carcere grazie all’indulto e alla buona condotta.

 

…Ma il caso era davvero chiuso? O c’era ancora un’ombra di mistero dietro quelle condanne?

 

Un delitto, troppe domande senza risposta…

Il delitto di Cori non è solo una tragica storia di sangue, ma un caso che ha lasciato interrogativi e ha diviso l’opinione pubblica. Fu davvero Marco Canale l’unico responsabile di quel massacro? Oppure, come lui ha sempre sostenuto, qualcun altro si aggirava in quella casa la sera del 9 marzo 1997?

Quel che è certo è che la brutalità di quell’omicidio ha scosso profondamente la comunità locale e l’intera Italia. Una storia che ha persino ispirato un romanzo dello scrittore Antonio Pennacchi, segno di quanto quel duplice omicidio sia rimasto impresso nella memoria collettiva.

Eppure, nonostante le sentenze, le ombre non si sono mai dissipate del tutto. Dubbi, piste alternative, dettagli mai del tutto chiariti: elementi che continuano ad alimentare il dibattito e la sensazione che non tutto sia stato detto. Quali segreti nasconde ancora quella notte di sangue? Possibile che altre verità siano rimaste sepolte nel tempo?

 

Alcuni delitti non si dimenticano. Quello di Elisa Marafini e Patrizio Bovi resta un enigma irrisolto che continua a far discutere…

Continuate a seguirci su Domeniche Criminali.