La redazione AICIS
Francesco Paolo IACOVELLI
Corte di Cassazione, terza penale, sentenza 11 febbraio 2025, n. 5528
Le misure cautelari rappresentano uno degli strumenti più incisivi del diritto penale, un delicato equilibrio tra la necessità di garantire la sicurezza pubblica e il rispetto della libertà individuale. La recente sentenza n. 5528/25 della Cassazione fornisce un caso esemplare sull’importanza della motivazione nelle impugnazioni e sulle condizioni necessarie per ottenere la revoca o la modifica di una misura detentiva. Questo tema si intreccia con la criminologia, poiché mette in luce il difficile rapporto tra prevenzione del crimine e tutela dei diritti fondamentali.
Il caso e la decisione dei Giudici
L’imputato, condannato con giudizio abbreviato a quattro anni e quattro mesi di reclusione per detenzione ai fini di spaccio di circa 50 grammi di cocaina e oltre due chilogrammi di hashish, oltre al reato di resistenza a pubblico ufficiale, aveva chiesto la sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Tuttavia, il G.i.p. del Tribunale di Livorno aveva respinto la richiesta in due occasioni (17 maggio e 4 luglio 2024), decisione confermata poi dal Tribunale del Riesame di Firenze.
Il ricorso in Cassazione sosteneva che l’ordinanza impugnata fosse carente di motivazione, soprattutto per quanto riguardava le esigenze cautelari e la scelta della misura. La difesa faceva leva sulla lontananza temporale dell’unico precedente penale (risalente al 2015) e sul lungo periodo di custodia cautelare già scontato.
Le ragioni dell’inammissibilità del ricorso
La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico, ribadendo alcuni principi chiave in materia di misure cautelari:
- Valutazione della Pericolosità Attuale: L’accertamento della pericolosità sociale dell’imputato deve essere svolto al momento dell’applicazione della misura cautelare e può essere rivisto solo alla luce di nuovi elementi concreti (art. 274, comma 1, lett. c, c.p.p.). In assenza di tali elementi, la misura resta giustificata.
- Revoca o Sostituzione della Custodia Cautelare: Ai sensi dell’art. 299 c.p.p., la modifica della misura cautelare è subordinata alla sopravvenienza di nuovi fatti o al mutamento del quadro probatorio. La Cassazione ha confermato che il mero decorso del tempo non è sufficiente per giustificare la revoca o la modifica della misura cautelare (Sez. 2, n. 12807/2020; Sez. 2, n. 46368/2016).
- Pericolo di Recidiva e Contesto Criminale: Nel caso specifico, il Tribunale ha rilevato che l’imputato era coinvolto in un traffico di droga di rilevante entità, segno di una sua integrazione in un circuito criminale ben strutturato. Inoltre, i suoi precedenti per reati specifici, tra cui una condanna per evasione, confermavano un concreto pericolo di reiterazione criminosa.
L’importanza della motivazione nelle impugnazioni
Questa decisione ribadisce che la Cassazione non può sostituirsi ai giudici di merito nella valutazione della misura cautelare, limitandosi a verificare la correttezza giuridica della motivazione. Il ricorso, per essere ammissibile, deve contenere argomentazioni specifiche e non limitarsi a contestazioni generiche della decisione impugnata per ottenere la revoca o la sostituzione della custodia in carcere. Questo principio è cruciale perché dimostra come il sistema giudiziario si trovi costantemente a bilanciare le esigenze della repressione del crimine con il rispetto dei diritti individuali.
L’interpretazione delle esigenze cautelari non è solo una questione giuridica, ma ha implicazioni criminologiche fondamentali: la scelta di mantenere un individuo in custodia cautelare deve sempre essere sorretta da una valutazione concreta della sua pericolosità sociale, per evitare sia un’eccessiva severità che un’ingiustificata leggerezza nelle decisioni giudiziarie. La pronuncia della Cassazione si inserisce in un quadro giurisprudenziale volto a garantire l’equilibrio tra la tutela della libertà individuale e la necessità di prevenire il crimine, sottolineando l’importanza di una giustizia basata su dati concreti e non su mere supposizioni.
Fonte della sentenza: https://juranews.it/docs/juranet/2932520
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