Dopo un mese dalla scadenza del mandato di Augusto Barbera, la Corte Costituzionale ha eletto il suo nuovo presidente: Giovanni Amoroso. Classe 1949, originario di Mercato San Severino (Salerno), Amoroso era già presidente facente funzioni e membro più anziano della Consulta. Il suo mandato durerà fino al 13 novembre 2026, con Francesco Viganò e Luca Antonini come vicepresidenti.
La nomina è avvenuta in un momento di grande fermento per la Corte, alle prese con questioni di rilievo nazionale, come la riforma dell’autonomia differenziata e le tematiche legate ai diritti fondamentali.
Subito dopo l’elezione, Amoroso ha telefonato alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per informarla della sua nomina. La premier, secondo fonti di Palazzo Chigi, gli ha espresso i migliori auguri di buon lavoro.
Durante la conferenza stampa post-elezione, Amoroso ha voluto sottolineare il carattere collegiale della Corte. «Non ci sono linee programmatiche da esporre. La bussola nell’attività della Corte è e resta la Costituzione», ha dichiarato.
Parlando della riforma dell’autonomia differenziata, tema centrale dell’agenda politica, Amoroso ha evidenziato la necessità di un intervento legislativo sui Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), definiti come il “pilastro” su cui poggia la legge quadro. Il legislatore, ha ricordato il presidente, è chiamato a fornire chiarezza normativa dopo la recente pronuncia di incostituzionalità su alcune disposizioni.
Stallo sulle nomine parlamentari: «La Corte non è menomata»
Tra i nodi affrontati dal nuovo presidente c’è lo stallo in Parlamento per la nomina dei quattro giudici costituzionali di spettanza politica. La Corte, al momento, opera con undici giudici invece dei quindici previsti.
Amoroso ha però rassicurato sull’operatività dell’organo: «Anche con undici giudici la Corte non è menomata». Tuttavia, ha auspicato che il Parlamento proceda presto alla nomina, sottolineando come la qualità delle scelte sia sempre stata elevata. «Dal Parlamento sono arrivati giudici di assoluto livello. Dopo il giuramento, ci si spoglia della propria provenienza, perché in camera di consiglio c’è sempre una sintesi», ha dichiarato.
Fine vita e diritti fondamentali: il principio della leale collaborazione
Il neo presidente ha affrontato anche temi di particolare rilievo sociale, come il fine vita e la procreazione medicalmente assistita, argomenti su cui la Consulta ha già sollecitato più volte un intervento legislativo. «Il principio della leale collaborazione dovrebbe trovare attuazione in questi ambiti», ha affermato, sottolineando che i passi avanti fatti finora difficilmente potranno essere revocati.
Amoroso ha anche ricordato l’importanza di contestualizzare le decisioni della Corte, facendo riferimento alla gestione delle emergenze durante la pandemia, un periodo che ha richiesto interventi equilibrati e misurati.
Giovanni Amoroso: un profilo di eccellenza
Con una carriera lunga e prestigiosa, Giovanni Amoroso rappresenta una figura di alto profilo nel panorama giuridico italiano. Laureato in giurisprudenza nel 1971 all’Università La Sapienza di Roma, entra in magistratura nel 1975, classificandosi al secondo posto nella graduatoria.
Da pretore penale a Bergamo a pretore del lavoro a Roma, passando per la Corte di Cassazione come presidente di sezione, Amoroso ha maturato una vasta esperienza sia nell’ambito giurisdizionale che accademico. Dal 1990 al 2008 è stato assistente di studio presso la Corte Costituzionale, collaborando con giudici di grande rilievo come Renato Granata e Franco Bile.
Nel 2017 viene nominato giudice costituzionale, coronando un percorso che lo ha visto protagonista delle principali trasformazioni del diritto costituzionale italiano.
Una guida nel segno della continuità
L’elezione di Giovanni Amoroso alla presidenza della Consulta arriva in un momento di grandi sfide per l’organo di garanzia costituzionale. Temi come l’autonomia differenziata, il fine vita e il rafforzamento dei diritti fondamentali richiedono una guida equilibrata e una profonda conoscenza del diritto.
Con il suo approccio improntato alla collegialità e al rispetto della Costituzione, Amoroso rappresenta una scelta di continuità che rafforza il ruolo della Corte come arbitro delle dinamiche istituzionali.
Nei prossimi anni, sotto la sua presidenza, la Consulta continuerà a essere un punto di riferimento per l’interpretazione della Carta costituzionale, garantendo equilibrio tra poteri e tutela dei diritti fondamentali in un Paese in continua trasformazione.
Al presidente Giovanni Amoroso vanno i migliori auguri di un mandato ricco di successi, guidato dalla sua competenza e dalla profonda dedizione ai principi costituzionali. La Corte Costituzionale, sotto la sua guida, saprà certamente affrontare con autorevolezza le sfide che l’attendono, continuando a rappresentare un pilastro della democrazia italiana.
La redazione AICIS
Francesco Paolo IACOVELLI