Lo scorso 16 dicembre abbiamo raccontato il contributo decisivo dell’Avvocato Francesco Rubino, membro dell’AICIS e del Comitato Scientifico, nella risoluzione del caso di Sargonia Dankha. Grazie al suo approccio legale e investigativo esemplare, Rubino ha svolto un ruolo cruciale nel supportare la parte civile, assicurando che questo complesso caso giungesse a una storica conclusione.
Oggi torniamo a parlare di questa intricata vicenda per esplorarne un’altra prospettiva fondamentale: il lavoro del Dottor Tommaso Luciano Ponzi, investigatore di fama internazionale, presidente della Federpol (Federazione Italiana degli Istituti Privati per le Investigazioni, le Informazioni e la Sicurezza), e membro dell’Associazione Italiana Criminologi per l’Investigazione e la Sicurezza (AICIS).
La sua meticolosa opera di ricerca e ricostruzione ha permesso di rintracciare il latitante Aldobrandi e di raccogliere elementi cruciali per la condanna. L’intervento di Ponzi, incaricato dallo studio legale Morri Rossetti nel 2021, è stato fondamentale per riaprire un caso che sembrava destinato all’oblio.
Un’indagine complessa: la caccia al killer di Sargonia
Quando Tommaso Luciano Ponzi è stato contattato per occuparsi del caso, il quadro investigativo era tutt’altro che semplice. Di Salvatore Aldobrandi si conoscevano solo nome, cognome e data di nascita. Tuttavia, il background consolidato e l’esperienza pluriennale di Ponzi si sono rivelati determinanti per trasformare questa scarsa base informativa in un’indagine di successo.
Ponzi ha dato avvio a un lavoro capillare, incrociando dati anagrafici, catastali e provenienti da banche dati pubbliche e private. Grazie alla sua straordinaria esperienza e alla rete di contatti istituzionali che la Federpol garantisce, è riuscito in soli tre mesi a individuare il probabile luogo di residenza del sospettato, Sanremo, dove Aldobrandi viveva e lavorava come pizzaiolo sotto il suo vero nome.
Nonostante le leggi italiane permettano il cambio di generalità, Aldobrandi aveva scelto di non farlo, probabilmente per eccessiva presunzione. Una volta localizzato, Ponzi ha avviato pedinamenti e monitoraggi ambientali, realizzando fotografie e raccogliendo testimonianze sul passato dell’uomo. Questo lavoro ha consentito di confermare l’identità del sospettato e di fornire alla Procura elementi decisivi per il suo arresto nel giugno del 2024.
La metodologia di Ponzi: precisione e perseveranza
Il metodo investigativo adottato da Ponzi rappresenta un esempio di eccellenza professionale. L’uso delle fonti aperte, combinato con il ricorso a sopralluoghi ambientali e alla consultazione di archivi, è stato essenziale per superare i limiti imposti dal tempo trascorso e dalla scarsità di informazioni iniziali.
Significativo è anche il contributo di Ponzi nel costruire il quadro comportamentale del sospettato. Gli elementi raccolti hanno messo in evidenza non solo l’arroganza di Aldobrandi, ma anche il suo senso di impunità. Secondo le testimonianze raccolte, il pizzaiolo aveva risposto con disinvoltura alle domande sulla fine di Sargonia: «Tanto non la troveranno mai».
Ponzi ha saputo sfruttare al meglio le tecnologie investigative moderne e le reti di collaborazione internazionale, ma è stata la sua dedizione personale, combinata con il ruolo di guida che ricopre all’interno della Federpol, a fare la differenza. Il supporto dell’organizzazione ha infatti facilitato l’accesso a risorse tecniche e logistiche di prim’ordine.
Il peso dell’esperienza e il valore della giustizia
L’operato di Ponzi non si è fermato al rintracciamento del sospettato. La sua collaborazione con il team legale è stata fondamentale per raccogliere testimonianze e consolidare il materiale probatorio. L’investigatore ha lavorato fianco a fianco con il team di avvocati guidato da Francesco Rubino e dalle associate dello studio Morri Rossetti, svolgendo un lavoro fondamentale per raccordare le indagini italiane e svedesi. La psicologa forense Anna Balabio, già nota per il caso Impagnatiello, ha ricostruito la dinamica della relazione abusiva, evidenziando il controllo totale esercitato da Aldobrandi su Sargonia. Il successo di questa indagine dimostra l’importanza della sinergia tra diverse professionalità e del ruolo strategico della Federpol nella formazione e nel coordinamento degli investigatori privati. Grazie alla combinazione di competenze legali, psicologiche e investigative, è stato possibile superare ostacoli che avrebbero potuto compromettere la ricerca della verità.
Un esempio per le future generazioni di investigatori
La figura di Tommaso Luciano Ponzi, già rinomato per la sua attività investigativa, si consolida ulteriormente grazie a questa indagine come simbolo di eccellenza e innovazione nel settore. La sua capacità di trasformare una manciata di dati in una pista concreta e di condurre un’indagine impeccabile è un esempio di come passione, competenza e metodo possano fare la differenza, anche nei casi più complessi.
Questa vicenda ci ricorda che dietro ogni caso risolto c’è il lavoro di persone straordinarie che dedicano la loro vita alla ricerca della giustizia. In questo senso, l’impegno di Ponzi è un tributo non solo alla memoria di Sargonia Dankha, ma anche alla possibilità di restituire dignità e speranza alle vittime e alle loro famiglie.
La gratitudine della famiglia e le prospettive future
Ninos Dankha, fratello della vittima, ha espresso riconoscenza per il lavoro svolto dagli investigatori e dalla giustizia italiana. Questa sentenza, accolta con entusiasmo anche in Svezia, potrebbe rappresentare un punto di svolta per la revisione delle leggi sui processi indiziari nel paese scandinavo.
Questa vicenda non solo rende onore alla memoria di Sargonia, ma dimostra anche la forza della collaborazione tra criminologi, legali e professionisti della sicurezza. È una lezione di resilienza e impegno che, come membri dell’AICIS, ci ricorda il valore del nostro lavoro nella costruzione di una giustizia più equa. La nostra Associazione professionale continuerà a sostenere l’importanza di un approccio scientifico e umano alla criminologia, affinando le competenze dei suoi associati e promuovendo un dialogo costruttivo tra le diverse discipline investigative.
Se ti è piaciuto questo articolo, seguici per approfondimenti sui casi più complessi e sui contributi della criminologia investigativa.
La redazione AICIS
Francesco Paolo Iacovelli