Domeniche Criminali – “Fratricidio a Ciampino: la notte di follia di Amelia Tufano”

Oggi la 2^ uscita di “Domeniche Criminali” di AICIS: il lato oscuro della quotidianità raccontato per le vostre domeniche di lettura.

 

Fratricidio a Ciampino: la notte di follia di Amelia Tufano

 

Siamo nella notte tra sabato e domenica 28 e  29 settembre 2024.

L’apparente tranquillità di un appartamento in viale Kennedy a Ciampino è stata spezzata da un evento di brutale violenza. Amelia Tufano, 65 anni, ha ucciso nel sonno il fratello maggiore Pasquale, 67 anni, con un gesto improvviso e crudele. Una forbice da sarto, un oggetto quotidiano, si è trasformata in un’arma capace di distruggere non solo una vita, ma anche una famiglia già provata dalla sofferenza.

Amelia, convivente e assistita dal fratello, era in cura per disturbi psichiatrici da lungo tempo. Quella sera, dopo una normale discussione, lei e Pasquale si erano ritirati nelle rispettive stanze, mentre la loro anziana madre, malata e allettata, dormiva ignara nella stanza accanto. Ma nel cuore della notte, la calma si è trasformata in caos: Amelia ha afferrato le forbici e ha colpito ripetutamente Pasquale, mirando alla gola e infierendo sul suo corpo anche dopo che la vita lo aveva abbandonato.

La tragedia non si è fermata al primo omicidio. La sera successiva, domenica 29 settembre, Amelia ha atteso l’arrivo dell’altro fratello, un uomo di 60 anni che abitualmente visitava lei e la madre. Quando lui è entrato in casa, utilizzando un duplicato delle chiavi, Amelia lo ha aggredito al volto con un’altra forbice, tentando di replicare la violenza della notte precedente.

In un drammatico corpo a corpo, il fratello è riuscito a disarmarla e a chiamare i soccorsi. I vicini, allarmati dalle urla, avevano già avvertito le forze dell’ordine. Quando i Carabinieri della tenenza di Ciampino sono giunti sul posto, hanno trovato Amelia in evidente stato confusionale.

L’appartamento, teatro di quella violenza cieca, parlava da sé agli occhi degli investigatori. Una stanza in penombra, lenzuola intrise di sangue, oggetti fuori posto: ogni dettaglio sembrava urlare la disperazione e la follia del gesto.

Interrogata, ha confessato senza esitazioni, lasciando trasparire una lucidità disarmante. Gli investigatori hanno sequestrato le armi usate e altri oggetti utili per ricostruire i fatti, mentre Amelia veniva trasferita al carcere femminile di Rebibbia in attesa di giudizio.

La tragedia di Ciampino solleva interrogativi rilevanti riguardo alla criminologia delle dinamiche familiari e al trattamento del disagio psichico all’interno di contesti domestici. La relazione tra Amelia e il fratello Pasquale, definita da un’assimmetria nelle responsabilità e nelle aspettative, offre uno spunto per riflettere su come la mancanza di un supporto istituzionale adeguato e l’assenza di reti di protezione possano contribuire a esacerbare conflitti latenti, trasformando la quotidianità in un contesto di potenziale violenza. Secondo studi sul crimine domestico (Cohen & Felson, 1979; Tannenbaum, 1938), gli squilibri relazionali, spesso radicati in disagi psicologici non trattati, possono evolvere in atti di violenza improvvisi e fatali. Questo episodio dimostra come la violenza in ambito familiare possa radicarsi in una sorta di “normalità”, difficilmente riconoscibile fino al tragico esplodere dell’evento.

Le Domeniche Criminali non si limitano a raccontare storie. Sono un viaggio nelle pieghe oscure della mente umana e un invito a riflettere su come prevenire tragedie simili. La prossima settimana torneremo con un altro caso, altre domande e, speriamo, qualche risposta in più. Non perdete l’appuntamento e condividete questa rubrica con chi, come voi, ama esplorare i misteri della criminologia.

 

Per la redazione AICIS

Francesco Paolo Iacovelli