a cura di Francesco Paolo Iacovelli
Criminologo qualificato ex L. 4/2013 A.I.C.I.S.
La scuola non è solo il luogo dove si forma il futuro, ma anche un presidio di sicurezza per la comunità. In quest’ottica, il programma Scuole Sicure 2024/2025 si presenta come un progetto innovativo che mira a rendere le aree scolastiche non solo protette, ma anche inclusive e capaci di prevenire il crimine attraverso azioni mirate e integrate.
Al cuore del progetto ci sono tre obiettivi principali:
- Contrastare lo spaccio di stupefacenti, particolarmente diffuso nelle aree attigue agli istituti scolastici.
- Potenziare le misure di sorveglianza e controllo, grazie all’utilizzo di tecnologie moderne e alla presenza strategica delle forze dell’ordine.
- Promuovere la cultura della legalità, coinvolgendo direttamente studenti, famiglie e personale scolastico.
Il Ministero dell’Interno ha stanziato tre milioni di euro per consentire ai Comuni di progettare interventi specifici, calibrati sulle esigenze territoriali. Un investimento che va ben oltre la repressione, includendo attività educative che sensibilizzano i giovani ai pericoli delle droghe e del crimine.
Le basi teoriche del progetto secondo l’occhio del criminologo
Dal punto di vista criminologico, Scuole Sicure si inserisce nel solco di teorie consolidate, adattandole al contesto moderno. La teoria delle finestre rotte, ad esempio, evidenzia come il degrado urbano possa favorire comportamenti devianti. Rendere le aree scolastiche ordinate e ben sorvegliate significa quindi eliminare quelle “zone grigie” dove il crimine tende a proliferare.
Allo stesso tempo, il modello della routine activity sottolinea l’importanza della presenza di “guardiani” attivi – in questo caso, polizia, educatori e tecnologia – per prevenire atti illeciti. La sicurezza non è vista solo come un intervento repressivo, ma come un elemento che ridisegna il tessuto sociale attorno alla scuola.
Uno dei punti di forza del programma è il focus sull’educazione. Alle misure di sorveglianza si affiancano iniziative di sensibilizzazione rivolte agli studenti. Workshop, incontri con esperti e progetti partecipativi mirano a creare consapevolezza sui rischi legati al consumo di droghe e sulle conseguenze legali e sociali di tali scelte.
Questa componente educativa è cruciale per rendere le scuole non solo più sicure, ma anche punti di riferimento per i giovani in difficoltà. Come dimostrano diversi studi criminologici, un ambiente scolastico inclusivo e ben strutturato riduce il rischio che i ragazzi cadano vittime o protagonisti di attività illecite.
La tecnologia come strumento e sfida
Il ricorso a telecamere e strumenti di videosorveglianza è una delle novità più discusse del programma. Da un lato, la tecnologia rappresenta un efficace deterrente contro comportamenti criminali; dall’altro, solleva interrogativi etici e giuridici, specialmente in tema di privacy.
Per gli avvocati e i criminologi, questa è una questione centrale. Come bilanciare il diritto alla sicurezza con il diritto alla riservatezza, soprattutto in un contesto sensibile come quello scolastico? La risposta risiede probabilmente in un utilizzo trasparente e proporzionato degli strumenti tecnologici, accompagnato da regole chiare e condivise.
Opportunità e sfide per il futuro
Nonostante le ambizioni del progetto, restano alcune sfide aperte. La continuità nel tempo è una delle principali: come garantire che le iniziative avviate con Scuole Sicure non si esauriscano una volta terminati i fondi? Inoltre, è essenziale che le misure adottate siano sostenute da un costante monitoraggio dell’efficacia, per adattare il programma alle necessità emergenti.
Infine, un punto fondamentale sarà il coinvolgimento attivo delle famiglie e delle comunità locali. La sicurezza non può essere delegata esclusivamente alle forze dell’ordine o agli educatori; deve diventare una responsabilità condivisa.
Una scuola sicura è una scuola forte
Il programma Scuole Sicure rappresenta una svolta nel modo di affrontare la sicurezza nelle scuole italiane. Non si limita a rispondere al problema dello spaccio di droga, ma cerca di costruire un ambiente più protetto e accogliente per i giovani.
Per avvocati e criminologi, Scuole Sicure è un esempio di come la prevenzione del crimine possa essere affrontata in modo sistemico, combinando azione repressiva, educazione e tecnologie moderne. La sfida, ora, è tradurre queste ambizioni in risultati concreti, rendendo le scuole non solo più sicure, ma anche luoghi dove il diritto alla crescita personale e sociale possa esprimersi pienamente.
https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2024-10/circolare_scuole_sicure.pdf