Quando la Sicurezza Ospedaliera è un Ricordo: Il personale sanitario sempre più esposto

di Roberto Puleo

La crescente esposizione del personale sanitario a rischi e violenze è un tema che intreccia la crisi del sistema sanitario con il degrado delle condizioni sociali. Analizzando questa situazione dal punto di vista criminologico, emergono dinamiche preoccupanti che necessitano di un intervento strutturale e normativo adeguato.

Questo tema apre un’analisi delle dinamiche legate alla sicurezza pubblica nelle strutture sanitarie e del ruolo delle istituzioni nel tutelare i professionisti del settore. Si tratta di esplorare la relazione tra due pilastri fondamentali del welfare italiano, la sanità e la sicurezza, e di comprendere come alcune scelte politiche nel passato abbiano influito sulla loro tenuta e sulle condizioni di lavoro del personale sanitario, sempre più esposto a rischi e pressioni crescenti.

La sicurezza ospedaliera nel passato

Negli anni ’80 e ’90, gli ospedali italiani erano dotati di presidi di Polizia che svolgevano un ruolo di supporto cruciale. Questi presidi garantivano una presenza attiva delle forze dell’ordine collaborando direttamente con il personale sanitario e fungendo da collegamento tra il sistema sanitario e la magistratura per la gestione dei referti medico-legali. Questa presenza della Polizia di Stato rappresentava non solo una misura di sicurezza fisica, ma un deterrente per comportamenti violenti o minacciosi nei confronti del personale sanitario.

Con il tempo, tali presidi sono stati gradualmente smantellati, in parte per mancanza di personale, ma anche per mancanza di interesse da parte delle direzioni ospedaliere e delle politiche sanitarie territoriali e nazionali. In pratica non c’era più la richiesta e la necessità di un presidio di Polizia.

Un fenomeno aggravato dalla pandemia e non solo

La questione delle aggressioni in ambito sanitario non è un fenomeno nuovo, ma è emersa con maggiore forza durante l’epidemia di COVID-19, che ha portato all’esasperazione di molte criticità strutturali della sanità. Con il peggioramento della situazione economica e la pressione esercitata dalla gestione emergenziale della pandemia, il fenomeno ha attirato finalmente l’attenzione dei media, registrando un numero crescente di episodi violenti a danno di medici, infermieri e persino delle forze dell’ordine coinvolte per placare situazioni di conflitto. Le istituzioni, pertanto, si trovano frequentemente a gestire questioni di sicurezza e gestione sociale solo quando esse si trasformano in crisi di ordine pubblico, lasciando irrisolte le cause profonde.

Secondo i dati INAIL, tra il 2020 e il 2022 si sono verificati 2.243 episodi di aggressione, con un incremento del 14% rispetto al 2021. Il 70% di questi ha coinvolto personale sanitario e sociosanitario. Nel 2023, secondo la relazione dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-Sanitarie (ONSEPS), il numero di episodi è salito a 16.000, con 18.000 operatori coinvolti.

La maggior parte delle vittime sono donne, rappresentando i due terzi dei casi segnalati. Gli ambienti più a rischio includono i Pronto Soccorso, le Aree di Degenza, i servizi psichiatrici e gli ambulatori. Gli aggressori, secondo l’ONSEPS, sono per il 69% pazienti, mentre il 28% sono parenti. Tra le forme di aggressione, il 68% è verbale, il 26% fisico, e il 6% riguarda danni a beni. Quelli riportati sono dati significativi ma parziali, su cui inficia l’assenza di dati raccolti in molte realtà private. Le denunce e le segnalazioni, poi, sono su base volontaria.

Questo ritardo nella percezione del problema rivela una dinamica strutturale comune: i problemi sociali tendono a emergere e a essere amplificati dai media solo quando raggiungono un punto critico, mentre la risposta istituzionale resta spesso reattiva anziché preventiva.

Normative di tutela: passi avanti e lacune

La legge 14 agosto 2020, n. 113, rappresenta un primo passo per contrastare la violenza negli ambienti sanitari, introducendo pene più severe per chi aggredisce operatori sanitari, equiparati ai pubblici ufficiali durante l’esercizio delle loro funzioni. Tuttavia, l’applicazione della norma appare ancora insufficiente, con lacune nell’integrazione tra personale sanitario e forze di sicurezza.

A questo punto, ripristinare i presidi di Polizia all’interno delle strutture ospedaliere è una misura semplice e necessaria, che potrebbe rivelarsi efficace per contrastare la crescente ondata di violenza. Questa soluzione richiede una visione strategica e una pianificazione a lungo termine, coinvolgendo non solo le forze dell’ordine ma anche le aziende sanitarie locali e le politiche sanitarie regionali.

Di fronte a questo contesto preoccupante, è cruciale chiedersi se esistano tecniche efficaci per gestire e prevenire l’escalation di comportamenti aggressivi. La formazione del personale sanitario nell’utilizzo di tecniche di de-escalation potrebbe rappresentare anche una risorsa preziosa, favorendo una reazione più efficace e sicura durante gli episodi critici. L’attuazione di programmi di formazione mirata per il personale sanitario e di polizia, insieme a un monitoraggio costante e a una raccolta dati più completa, potrebbe finalmente rappresentare una risposta concreta e preventiva alla crescente minaccia di aggressioni negli ambienti sanitari. Per garantire un ambiente sicuro e protetto a operatori e pazienti, è necessaria una sinergia tra istituzioni, strutture sanitarie e forze dell’ordine che metta al centro il benessere e la sicurezza di chi lavora in prima linea.

Una riflessione personale

La sicurezza ospedaliera riflette lo stato del nostro sistema sanitario e della società nel suo complesso. Affrontare questa crisi pertanto, richiede un approccio integrato che metta al centro la prevenzione, guardare alle cause, non solo agli effetti. Senza un intervento deciso, il rischio è quello di lasciare gli ospedali senza difese adeguate, con gravi conseguenze per l’intera comunità.

Bibliografia

  • INAIL, Rapporto sulle aggressioni in ambito sanitario (2020-2022).
  • ONSEPS, Relazione annuale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie (2023).
  • Legge 14 agosto 2020, n. 113, Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie.
  • Super Abile, Aggressioni negli ospedali: analisi e proposte.

L’AUTORE

Roberto Puleo, Criminologo Qualificato AICIS