INCENDI ESTIVI: ANALISI CRIMINOLOGICA DI UNA MINACCIA RICORRENTE

di Mariantonietta Deiana

Gli incendi estivi rappresentano una delle piaghe più devastanti che colpiscono il nostro ambiente, con conseguenze che si estendono ben oltre la perdita di ettari di boschi e fauna. Ogni anno, con l’arrivo della stagione calda, assistiamo a un aumento esponenziale degli incendi boschivi, una parte dei quali risulta essere di origine dolosa. Questo fenomeno solleva importanti interrogativi non solo dal punto di vista ambientale e sociale, ma anche da una prospettiva criminologica.

Dal punto di vista criminologico, la pratica di appiccare incendi è una condotta criminale che può essere motivata da una vasta gamma di fattori. Tra le cause principali identificate ci sono il vandalismo, le vendette personali o contro enti pubblici, interessi economici legati alla speculazione edilizia o al guadagno rapido attraverso il rimboschimento e i contributi statali. In alcuni casi, gli incendi vengono utilizzati come strumento di pressione o di protesta, specialmente in contesti in cui le tensioni sociali o economiche sono particolarmente elevate.

Il fenomeno degli incendi dolosi è aggravato dalla difficoltà di identificare e punire i colpevoli. L’atto di appiccare il fuoco, infatti, può essere eseguito rapidamente e senza lasciare tracce evidenti, rendendo difficile per le forze dell’ordine individuare i responsabili. Questa impunità percepita può incoraggiare ulteriormente il comportamento criminale, innescando un circolo vizioso di distruzione e danni irreparabili.

Dal punto di vista psicologico e criminologico, il piromane può essere definito come un individuo con una spiccata attrazione verso il fuoco e i suoi effetti distruttivi. Tuttavia, non tutti gli incendiari rientrano in questa categoria clinica. Molti incendiari non sono mossi da un impulso patologico, ma da motivazioni razionali e calcolate, come il profitto economico o la vendetta.

La criminologia si occupa di studiare questi profili, cercando di comprendere le dinamiche che portano una persona a commettere tali atti. Spesso, dietro a un incendio doloso, si celano sentimenti di potere e controllo, con l’incendio che rappresenta un modo per affermare la propria superiorità o per comunicare un messaggio. In altri casi, la motivazione può essere puramente economica, come nel caso di agricoltori o imprenditori senza scrupoli che vedono nel fuoco un modo per liberarsi rapidamente di terreni incolti o per favorire speculazioni immobiliari.

Gli incendi estivi hanno conseguenze devastanti non solo sull’ambiente, ma anche sulle comunità locali. La perdita di boschi e aree naturali comporta un impoverimento della biodiversità, con specie animali e vegetali che possono essere spazzate via in poche ore. Inoltre, gli incendi compromettono la qualità dell’aria, generando fumi tossici e particolato che possono causare gravi problemi respiratori nelle popolazioni vicine.

Dal punto di vista criminologico, l’impatto di questi incendi può essere analizzato anche in termini di danni sociali ed economici. Le comunità colpite possono subire una diminuzione del turismo, la perdita di attività economiche legate alla silvicoltura o all’agricoltura, e un generale deterioramento della qualità della vita. Questi fattori possono a loro volta generare nuove forme di devianza o criminalità, alimentando un ciclo di degrado e disordine sociale.

Affrontare la piaga degli incendi estivi richiede un approccio multidisciplinare, che integri la prevenzione con l’azione repressiva. Da un punto di vista criminologico, è fondamentale migliorare l’efficacia dei sistemi di monitoraggio e allerta precoce, utilizzando tecnologie avanzate come i droni e i satelliti per individuare rapidamente gli incendi e intervenire tempestivamente. Inoltre, è cruciale rafforzare la collaborazione tra le forze dell’ordine, le autorità locali e la popolazione. Educare i cittadini sui rischi e le conseguenze degli incendi dolosi può contribuire a creare una cultura della prevenzione e della legalità, riducendo così il numero di incendi provocati deliberatamente.

Un altro aspetto fondamentale riguarda la legislazione. L’inasprimento delle pene per i reati di incendio doloso e la certezza della punizione possono agire come un forte deterrente per i potenziali incendiari. Tuttavia, è altrettanto importante che queste leggi siano applicate in modo efficace, evitando che i processi si trascinino per anni senza una soluzione.

La piaga degli incendi estivi è una questione complessa che richiede un approccio integrato, che consideri non solo gli aspetti ambientali e sociali, ma anche quelli criminologici. Solo attraverso una comprensione approfondita delle motivazioni che spingono gli individui a commettere questi atti distruttivi, e mediante l’adozione di strategie di prevenzione e repressione efficaci, sarà possibile ridurre l’incidenza degli incendi dolosi e proteggere il nostro patrimonio naturale e culturale.

La lotta contro gli incendi estivi non è solo una battaglia per salvare l’ambiente, ma anche un impegno per garantire giustizia e sicurezza a tutte le comunità coinvolte.

L’AUTRICE

Mariantonietta Deiana, Criminologa Qualificata AICIS ex legge n. 4/2013