Ingegneria sociale e manipolazione del pensiero: una prospettiva criminologica

di Francesco Paolo Iacovelli*

 “Il linguaggio politico è concepito in modo da far sembrare vere le bugie e rispettabile l’omicidio, e per dare parvenza di solidità all’aria.”GEORGE ORWELL

Parliamo di ingegneria sociale in una prospettiva criminologica, analizzando come essa rappresenti un’arte sofisticata che sfrutta le vulnerabilità psicologiche e sociali degli individui per manipolarne il comportamento. Questo fenomeno ha implicazioni profondamente radicate nella sicurezza delle informazioni, nel marketing, nella politica e nella protezione delle fasce più deboli della società.  Lo scopo di questo studio è di analizzarnele applicazioninei modi più diffusi tra i quali vi rientrano certamente i social media. La manipolazione delle masse attraverso l’ingegneria sociale si basa su principi psicologici fondamentali che rendono gli individui suscettibili all’influenza, ma attenzione perché essa non può avere alcun altro scopo che il condizionamento del pensiero critico.

Partiamo dai cenni storici

Sebbene il concetto di ingegneria sociale sia diventato prominente negli anni ’90, le sue radici storiche sono profonde. La manipolazione delle persone attraverso l’inganno e la persuasione è già documentata da secoli nei vari contesti storici. Si pensi a Niccolò Machiavelli che nel suo celebre trattato “Il Principe” (1532), descrive l’uso dell’inganno come strumento politico, sostenendo che “i leader devono essere disposti a manipolare e ingannare per mantenere il potere”. Chiaramente questa visione pragmatica e cinica del potere politico anticipa molti dei concetti fondamentali dell’ingegneria sociale moderna.

Infatti, in epoche successive, la psicologia ha ulteriormente influito sui meccanismi della manipolazione collettiva. Con la sua teoria dell’inconscio, Sigmund Freud, ha aperto la strada alla comprensione di come le motivazioni e i desideri nascosti possano essere sfruttati per manipolare il comportamento umano svelando le dinamiche interne che rendono le persone suscettibili all’influenza esterna.

Lo psicologo sociale Stanley Milgram, nel 1963 fece un esperimentoin cui esplorava l’obbedienza all’autorità, dimostrando come le persone possano essere indotte a compiere azioni contrarie ai propri principi morali sotto la pressione di una figura autoritaria. Infatti lo studio ha rivelato il potere dell’autorità e dell’obbedienza, evidenziando come la conformità possa essere ottenuta attraverso il controllo psicologico e sociale.

Anche Solomon Asch, negli anni ’50, ha arricchito la comprensione delle pressioni sociali attraverso i suoi esperimenti sulla conformità. Egli ha dimostrato che gli individui tendono a conformarsi all’opinione della maggioranza per evitare l’isolamento sociale, un desiderio di appartenenza e accettazione che è un pilastro dell’ingegneria sociale.

Nel campo criminologico, Kevin Mitnick, nel suo libro “The Art of Deception” (2002), descrive come l’inganno può essere utilizzato per ottenere accesso a sistemi informatici protetti. Mitnick illustra come la manipolazione delle persone sia spesso più efficace della violazione delle barriere.

Le applicazioni pratiche riportate nel libro “Influence: The Psychology of Persuasion” (1984), Robert Cialdini evidenziano sei principi chiave di persuasione: reciprocità, impegno e coerenza, prova sociale, simpatia, autorità e scarsità. Questi principi, che discorreremo di seguito, sono strumenti importanti che possono essere utilizzati per influenzare le scelte umane.

Reciprocità

Il principio di reciprocità si fonda su una delle più antiche e profonde tendenze dell’essere umano come la propensione a ricambiare i favori ricevuti. Questo principio è radicato nella nostra storia evolutiva e sociale, dove il dare e ricevere rappresentano non solo un atto di gentilezza, ma una componente essenziale delle relazioni umane. Dennis Regan, nel suo celebre esperimento del 1971, ha dimostrato l’efficacia di questo principio in modo semplice e ha evidenziato che le persone tendono a ricambiare un favore ricevuto, anche quando non richiesto o addirittura non desiderato. Per comprenderne il significato, si consideri l’esempio di un collega che porta un caffè senza che glielo abbiamo chiesto. Tale gesto crea immediatamente nel ricevente un senso di obbligo, una spinta interiore a ricambiare il favore in qualche modo, magari portando un caffè a nostra volta o offrendo il nostro aiuto in una situazione futura. Tuttavia, se anche se questa dinamica naturale sembra innocua nelle interazioni quotidiane, può diventare un sofisticato strumento di manipolazione nelle mani di chi sa sfruttarla, inducendo il ricevente in un circolo vizioso di dipendenza. Infatti, in tale contesto, il principio di reciprocità viene utilizzato strategicamente per creare un senso di obbligo nelle vittime. Chi riceve un favore, anche piccolo, si sente in debito e incline a restituire in misura uguale o maggiore. Un utilizzo quasi quotidiano lo troviamo, ad esempio, nei contesti di vendita; un venditore potrebbe offrire un piccolo omaggio, come un campione gratuito, sapendo che questo gesto aumenterà le probabilità che il cliente acquisti il prodotto completo. Analogamente, nei contesti politici o sociali, un piccolo favore o un atto di cortesia può essere utilizzato per guadagnare la fiducia e il sostegno delle persone, creando un obbligo morale a restituire il favore con il proprio voto o con un supporto pubblico.L’importanza di comprendere il principio di reciprocità risiede nella sua applicazione trasversale in vari ambiti, dalla politica al marketing, dalle relazioni interpersonali alle truffe online. Conoscere e riconoscere queste dinamiche ci permette di diventare più consapevoli delle nostre azioni e delle influenze a cui siamo soggetti, aiutandoci a proteggere la nostra autonomia decisionale e a resistere alle forme più sottili di manipolazione.

Impegno e Coerenza

Il comportamento umano è fortemente influenzato dal bisogno di coerenza, una tendenza naturale a mantenere uniformità tra le proprie azioni, pensieri e decisioni passate. Questo principio, noto come coerenza, è strettamente legato al concetto di dissonanza cognitiva, introdotto dallo psicologo Leon Festinger nel 1957. Quest’ultimo ha evidenziato come le persone sperimentino un disagio psicologico quando le loro azioni e convinzioni sono in conflitto, un fenomeno che chiamiamo dissonanza cognitiva. Per comprendere meglio questo principio, immaginate di aver preso una decisione importante, come l’acquisto di un’auto nuova. Tuttavia, una volta effettuato l’acquisto, è probabile che iniziate a cercare informazioni che confermino la bontà della vostra scelta e a ignorare o sminuire quei pensieri che la mettono in discussione. Questo accade perché la dissonanza cognitiva – il disagio derivante dal confronto tra l’azione (acquistare l’auto) e eventuali dubbi successivi – è qualcosa che desideriamo evitare. In pratica, ci impegniamo a rimanere coerenti con le nostre decisioni per mantenere un senso di stabilità e integrità personale. Ecco che questa tendenza alla coerenza può essere sfruttata in modo strategico in vari contesti per influenzare i comportamenti futuri delle persone.E’ il caso del marketing, ad esempio, una volta che un consumatore ha fatto un piccolo acquisto o ha accettato un campione gratuito, è più probabile che si impegni in ulteriori acquisti per mantenere la coerenza con la decisione iniziale. Questo è noto come effetto piede-nella-porta, una tecnica di persuasione psicologica basata sul principio che ottenere un piccolo impegno iniziale rende più probabile che una persona accetti una richiesta più grande successivamente. Il nome deriva dalla metafora di un venditore che, mettendo il piede nella porta di casa di un cliente, riesce a mantenere aperto uno spiraglio per proporre ulteriori prodotti.

Ad esempio, uno studio classico ha mostrato che le persone che accettavano di compiere una piccola azione, come firmare una petizione, erano più propense ad accettare una richiesta più significativa, come fare una donazione.  Altro esempio ricorrente ricorre nel cliente si iscrive a un programma di fidelizzazione, magari ricevendo uno sconto iniziale, impegnandosi implicitamente a continuare ad acquistare presso quel negozio o brand per giustificare la propria scelta iniziale.  Questo porta a un comportamento di acquisto ripetuto, rafforzando la relazione tra il cliente e il brand.

Prova Sociale

La prova sociale è il principio che spiega perché le persone tendono a seguire le azioni e le opinioni degli altri, soprattutto quando si trovano in situazioni di incertezza o ambiguità. Questo fenomeno è certamente radicato nel nostro desiderio di fare scelte corrette e nel bisogno di appartenere a un gruppo. Anche in questo caso ricorre utile lo studio di Solomon Asch sull’inclinazione alla conformità degli individui alle opinioni della maggioranza, anche quando queste sono palesemente errate. Asch, in un suo esperimento sulla lunghezza di alcune linee proposte, chiese ai partecipanti di indicare quale linea fosse uguale a una linea di di suo riferimento. Ogni partecipante oggetto di studio era inserito in un gruppo con altre persone che, in realtà, erano attori istruiti a dare risposte sbagliate. Nonostante la risposta corretta fosse evidente, molti partecipanti si conformarono all’opinione errata della maggioranza. Questa tendenza spiega come in situazioni di incertezza, guardiamo agli altri per avere indicazioni su come comportarci. Se vediamo che la maggioranza delle persone adotta un certo comportamento o sostiene una determinata opinione, tendiamo a fare lo stesso, anche se ciò contrasta con la nostra percezione iniziale. Si prenda in esempio nel contesto il contestodel marketing; le aziende spesso utilizzano testimonianze di clienti soddisfatti, recensioni positive e il numero di utenti che hanno acquistato un prodotto per creare un senso di approvazione collettiva. Quando vediamo che molte persone hanno acquistato e apprezzato un prodotto, siamo più inclini a fare lo stesso. Così anche nel mondo dei social media, la prova sociale è onnipresente ed è il numero di “mi piace”, commenti e condivisioni di un post che influenzano la nostra percezione del suo valore e la nostra decisione di interagire con esso. Questo fenomeno ha dato luogo alla professione degli influencer, i quali sfruttano questo principio mostrando il loro ampio seguito e le interazioni positive per convincere i loro follower ad adottare determinati comportamenti o acquistare certi prodotti. L’applicazione di questo principio nel campo della credibilità politica può influenzare l’opinione pubblica e il comportamento elettorale attraverso sondaggi che mostrano un candidato favorito, creando il c.d. effetto bandwagon, spingendo più persone a sostenere il candidato percepito come il favorito, al fine di poter sostenere di essere dalla parte vincente.

Simpatia

Le persone sono naturalmente più inclini a lasciarsi influenzare da chi trova simpatico e attraente, tant’è che tendono a fidarsi e a seguire il consiglio di coloro che piacciono, rispetto a chi è indifferente o antipatico. Nel contesto dell’ingegneria sociale, questa inclinazione viene sfruttata con grande abilità per manipolare e ottenere la fiducia delle vittime. La creazione di un legame personale diventa quindi una tecnica essenzialestabilendo una connessione empatica e piacevole con la vittima, la quale abbasserà le difese rendendola più vulnerabile alle loro richieste. Un esempio viene dal mondo delle vendite in cui i venditori di successo sono abili nel creare un rapporto personale con i loro clienti, magari condividendo interessi comuni o facendo complimenti apparentemente sinceri. In questo approccio il cliente si rende più propenso a effettuare un acquisto, ma può anche portare a una fidelizzazione a lungo termine. In politica, i candidati cercano spesso di apparire come “persone comuni” che condividono le esperienze e i valori del loro elettorato. Ad esempio, si pensi alla figura del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il quale è stato molto efficace nel presentarsi come una persona accessibile e connessa alle realtà quotidiane degli americani durante le sue campagne elettorali e tra l’altro facilitato dalla sua estrazione popolare che lo ha classificato come identità costruita dal sacrificio. Ma il meccanismo della simpatia assume unaspetto fondamentale anche nel campo della manipolazione ai fini del compimento delle truffe e delle frodi on linedove gli esperti di ingegneria sociale sfruttano questo principio per assumere false identità e creare storie toccanti o avvincenti al fine di guadagnarela stima e la fiducia della vittima. Una truffa comune è quella del “romance scam”, dove il truffatore sviluppa una relazione romantica online con la vittima, spesso per mesi, prima di chiedere denaro o informazioni personali sotto falso pretesto.

Autorità

L’autorità percepita è uno degli strumenti di persuasione più forti e influenti che esistano. Infatti, quando ci troviamo di fronte a una figura che riconosciamo come autoritaria, siamo sorprendentemente inclini a seguire le sue direttive, anche quando queste ci spingono a comportamenti che normalmente considereremmo inaccettabili o immorali. Questo fenomeno è stato esplorato in profondità dallo psicologo Stanley Milgram nel 1963 attraverso uno dei suoi esperimenti più celebri in cui lo studioso voleva capire fino a che punto le persone sarebbero state disposte a obbedire a un’autorità, anche se ciò significava infliggere dolore a un altro essere umano. Milgram condusse un esperimento in cui i partecipanti erano istruiti da un’autorità (un uomo in camice bianco che rappresentava uno scienziato) a somministrare scosse elettriche a un’altra persona (in realtà un attore che fingeva di provare dolore) ogni volta che questa commetteva un errore in un compito di memoria. I risultati furono scioccanti: un’alta percentuale di partecipanti continuò a somministrare scosse sempre più potenti, nonostante le urla di dolore dell’attore e la sua supplica di fermarsi. Milgram concluse che l’obbedienza all’autorità è profondamente radicata nella nostra psiche, al punto che le persone possono compiere atti terribili se credono di essere sollevate dalla responsabilità personale perché seguono ordini superiori. In ambito politico, i leader carismatici e autorevoli possono spingere le persone a sostenere politiche o azioni controverse, giocando sulla fiducia e sul rispetto che incutono. Adolf Hitler, per esempio, utilizzò la sua autorità percepita per convincere un’intera nazione a seguirlo in azioni devastanti durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel campo del marketing, le aziende utilizzano figure autoritarie come esperti o celebrità per promuovere prodotti, sfruttando la fiducia del pubblico in queste figure. Se un noto medico consiglia un certo farmaco o trattamento, le persone sono più inclini a seguirne il consiglio rispetto a una raccomandazione generica. Anche nelle truffe online, la percezione dell’autorità è un’arma potente. Truffatori possono farsi passare per rappresentanti di istituzioni rispettabili, come banche o enti governativi, poliziotti o magistrati, per convincere le vittime a fornire informazioni personali o a trasferire denaro. L’illusione dell’autorità induce le vittime a ignorare segnali di allarme che altrimenti avrebbero notato.

Scarsità

Le opportunità e gli oggetti tendono a diventare molto più attraenti e desiderabili quando sono percepiti come rari o limitati. Questo fenomeno, che potremmo chiamare “effetto scarsità,” è stato ampiamente studiato e descritto dal già citato Robert Cialdini, Quest’ultimo ha osservato che la scarsità non solo aumenta il valore percepito di un bene, ma crea anche un senso di urgenza nelle persone che le spinge a voler ottenere ciò che è raro o difficile da trovare. Pensiamo a un esempio quotidiano: le vendite promozionali nei negozi; un prodotto è accompagnato dall’etichetta “edizione limitata” o “fino a esaurimento scorte,” improvvisamente diventa molto più attraente per i consumatori. Anche se quel prodotto non ha necessariamente una qualità superiore, l’idea che potrebbe esaurirsi presto induce le persone a comprarlo immediatamente, spesso senza riflettere troppo. Cialdini ha dimostrato questo principio attraverso vari esperimenti ed in particolare in uno di questi, ai partecipanti veniva mostrata una serie di biscotti in un barattolo. Quando il barattolo era pieno, i biscotti venivano valutati meno attraenti rispetto a quando il barattolo conteneva solo pochi biscotti. Anche se il prodotto era identico, la sua scarsità aumentava il desiderio e il valore percepito dagli osservatori.  Ma perché la scarsità ha un effetto così influente su di noi? La risposta risiede nelle nostre radici evolutive e nella psicologia umana, quando per i nostri antenati le risorse erano spesso limitate, e ottenere ciò che era raro poteva fare la differenza tra la vita e la morte. Questa mentalità di sopravvivenza è ancora presente in noi e si manifesta nel nostro comportamento di consumo moderno, tant’è che la paura di perdere un’opportunità unica ci spinge a prendere decisioni rapide, spesso senza considerarne tutte le implicazioni. E’chiaro che questo principio non si applica solo ai beni materiali ma a tutte le opportunità, come posti di lavoro, ammissioni a corsi esclusivi o eventi speciali, che diventano più desiderabili quando sono percepiti come rari o in questo caso a numero chiuso. La scarsità è ampiamente sfruttata nel marketing e nella pubblicità, infatti, i commercianti utilizzano tattiche come “offerte a tempo limitato” (si pensi a brand come Poltrone e Sofà) o “disponibilità limitata” per spingere i consumatori all’acquisto immediato. I siti di e-commerce spesso mostrano messaggi come “solo 2 rimasti” o “altri 10 utenti stanno guardando questo prodotto”, inducendo un senso di urgenza e paura di perdere l’affare. Anche nei social media, la scarsità può giocare un ruolo significativo. Ad esempio, piattaforme come Instagram e Snapchat utilizzano storie che scompaiono dopo 24 ore, creando un senso di urgenza e incoraggiando gli utenti a controllare le piattaforme più frequentemente per non perdere contenuti importanti.

Manipolazione nei social media

I social media sono una piattaforma potente per l’ingegneria sociale, consentendo di raggiungere un vasto pubblico in modo rapido ed efficace. Le tecniche di manipolazione utilizzate sui social media includono la diffusione di fake news, la creazione di echochamber e l’utilizzo di bot per amplificare determinati messaggi.Le fake news sono informazioni false o fuorvianti diffuse con l’intento di manipolare l’opinione pubblica. Secondo uno studio di Allcott e Gentzkow (2017), le fake news hanno avuto un impatto significativo sulle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, dimostrando il potere della disinformazione nel plasmare le opinioni politiche.Le echochamber si formano quando le persone sono esposte solo a informazioni che confermano le loro convinzioni preesistenti, rafforzando i loro punti di vista senza considerare opinioni contrarie. Questo fenomeno è stato analizzato da Cass Sunstein (2001), che ha evidenziato come le echochamber possano polarizzare ulteriormente la società.I bot, programmi automatizzati che imitano il comportamento umano sui social media, sono utilizzati per amplificare messaggi specifici e creare l’illusione di un consenso ampio. Ferrara et al. (2016) hanno studiato l’uso dei bot su Twitter, dimostrando come questi possano influenzare la percezione pubblica degli eventi e delle persone.

 Manipolazione politica

L’ingegneria sociale viene impiegata in maniera diffusa nel contesto politico per modellare le opinioni degli elettori e per manipolare i risultati delle elezioni. Immagina di trovarti nel cuore di una campagna elettorale. Qui, le tattiche di ingegneria sociale vengono utilizzate per creare narrazioni persuasive che influenzino profondamente le percezioni dei cittadini. Ma quali sono i principali e più attuali strumenti? La propaganda politica utilizza messaggi emotivi e simbolici per influenzare le opinioni pubbliche. Edward Bernays, nel suo libro “Propaganda” (1928), ha descritto come la manipolazione dell’opinione pubblica possa essere utilizzata per controllare le masse.Questa si può manifestare attraverso messaggi intensamente persuasivi che mirano a suscitare emozioni forti e a plasmare le credenze delle persone. Gli esperti utilizzatori di questo strumento hanno il compito di presentare una versione della realtà che favorisca il loro candidato o partito, spesso esagerando successi o distorcendo fatti per ottenere un effetto desiderato sul pubblico. La disinformazione, un’altra arma nell’arsenale dell’ingegneria sociale politica, consiste nella diffusione deliberata di informazioni false o fuorvianti. Questo può avvenire attraverso la creazione di notizie false, la manipolazione di immagini e video o la distorsione dei fatti esistenti. La disinformazione mira a confondere gli elettori, a minare la fiducia nelle istituzioni e a indebolire la capacità critica del pubblico, rendendo più difficile per le persone distinguere la verità dalla menzogna. Si pensi al casodelle elezioni presidenziali americane del 2016, la Russia è stata accusata di aver utilizzato la disinformazione attraverso l’uso del micro targeting per influenzare l’opinione pubblica statunitense.

Cosa è il Micro-targeting degli elettori?

Il micro-targeting rappresenta una strategia avanzata di manipolazione elettorale che sfrutta i dati personali degli elettori per creare e distribuire messaggi politici estremamente personalizzati. Questa tecnica si avvale di sofisticati algoritmi di analisi dei dati per segmentare l’elettorato in gruppi altamente specifici, sulla base delle loro caratteristiche demografiche, comportamentali e psicografiche. In questo contesto, Cambridge Analytica si è distinta durante le elezioni presidenziali statunitensi del 2016, adottando pratiche di raccolta massiva di dati da milioni di profili Facebook senza il consenso esplicito degli utenti. Tali informazioni sono state utilizzate per elaborare profili psicologici dettagliati degli elettori, permettendo la creazione di annunci politici su misura, concepiti per influenzare le opinioni e i comportamenti elettorali con una precisione senza precedenti (Cadwalladr& Graham-Harrison, 2018).

Tuttavia, questa tecnica di profilazione elettorale solleva significative preoccupazioni etiche ed anche legali, poiché implica necessariamente una forma di sorveglianza e manipolazione psicologica che mina i principi di trasparenza e autodeterminazione democratica.

Altre tecniche di manipolazione nel marketing

Come ampiamente esposto, il marketing sfrutta ampiamente i principi dell’ingegneria sociale per influenzare le decisioni dei consumatori, utilizzando metodi studiati per manipolare il loro comportamento e le loro scelte. Tra le ulteriori tecniche, rispetto a quelle precedentemente enunciate troviamo la pubblicità subliminale, che invia messaggi nascosti al di sotto della soglia della consapevolezza cosciente, influenzando il subconscio delle persone senza che se ne rendano conto. Un’altra tecnica è l’influencer marketing, dove persone popolari sui social media o altre piattaforme promuovono prodotti o servizi, facendo leva sulla fiducia e sulla connessione emotiva che hanno con i loro follower per indirizzarli verso determinate decisioni d’acquisto. Infine, le campagne di marketing virale puntano a creare contenuti che si diffondono rapidamente e in modo organico tra gli utenti, sfruttando la propensione delle persone a condividere informazioni con le loro reti sociali.

 Approfondimento sull’ingegneria sociale come strumento di frode

L’ingegneria sociale è ampiamente utilizzata come strumento di frode. Le truffe via email, telefoniche e di persona sfruttano le vulnerabilità umane per ottenere guadagni illeciti. Secondo il rapporto del FBI’s Internet Crime Complaint Center (2020), le perdite finanziarie dovute a truffe di ingegneria sociale superano i 3,5 miliardi di dollari annualmente. Le tecniche comuni includono il phishing, lo spear phishing. Il phishing utilizza email o messaggi falsi per indurre le vittime a rivelare informazioni personali o finanziarie. Il rapporto annuale di Cybersecurity Ventures (2020) stima che le perdite globali dovute al crimine informatico, inclusi gli attacchi di phishing, potrebbero raggiungere i 6 trilioni di dollari entro il 2021.Lo spear phishing è una forma mirata di phishing che prende di mira individui specifici utilizzando informazioni personali per rendere l’inganno più credibile. Secondo il rapporto di Verizon (2019), il 32% delle violazioni di dati coinvolge il phishing.

 Fattori Psicologici e Sociali

Come analizzato, la vulnerabilità delle vittime è influenzata da vari fattori psicologici e sociali. Tutti gli elementi sopra esposti sono elementi cruciali sfruttati dagli ingegneri sociali e le persone in situazioni di stress, isolamento sociale o con bassa autostima rappresentano un facile target da colpire. Queste sono per lo più persone anziane, spesso con un basso livello di istruzione tecnologica e individui socialmente isolati. Le truffe telefoniche e online mirano a ottenere informazioni finanziarie o personali. Secondo l’FBI, le truffe contro gli anziani sono in aumento, con perdite finanziarie stimate in oltre 3 miliardi di dollari all’anno (FBI, 2020).

Sullo stesso piano si fa riferimento ai bambini i quali sono altamente vulnerabili alla manipolazioneanche attraverso giochi e social media utilizzati dagli aggressori per guadagnare la fiducia delle vittime e ottenere informazioni personali o indurli a compiere azioni inappropriate. La National Society for the Prevention of Cruelty to Children (NSPCC) ha riportato un aumento del 50% nei casi di adescamento online tra i bambini durante la pandemia di COVID-19 (NSPCC, 2020). A conclusione di questa disamina si auspica di aver fornito una generale nozione che possa mettere in guardia i lettori ed indurre in loro un attento spirito critico che sia da scudo alle fasce più deboli.

Riferimenti Bibliografici

  • Allcott, H., &Gentzkow, M. (2017). Social media and fake news in the 2016 election. Journal of EconomicPerspectives, 31(2), 211-236.
  • Asch, S. E. (1951). Effects of group pressure upon the modification and distortion of judgments. Groups, leadership and men, 222-236.
  • Benkler, Y., Faris, R., & Roberts, H. (2018). Network Propaganda: Manipulation, Disinformation, and Radicalization in American Politics. Oxford University Press.
  • Berger, J. (2013). Contagious: How Things Catch On. Simon and Schuster.
  • Cadwalladr, C., & Graham-Harrison, E. (2018). The Cambridge Analytica files. The Guardian.
  • Cialdini, R. B. (1984). Influence: The Psychology of Persuasion. Harper Collins.
  • Festinger, L. (1957). A Theory of Cognitive Dissonance. Stanford University Press.
  • Ferrara, E., Varol, O., Davis, C., Menczer, F., & Flammini, A. (2016). The rise of social bots. Communications of the ACM, 59(7), 96-104.
  • FBI’s Internet Crime Complaint Center. (2020). Internet Crime Report.
  • Milgram, S. (1963). Behavioral study of obedience. Journal of Abnormal and Social Psychology, 67(4), 371-378.
  • National Society for the Prevention of Cruelty to Children (NSPCC). (2020). ChildlineAnnual Review.
  • Packard, V. (1957). The HiddenPersuaders. IG Publishing.
  • Regan, D. T. (1971). Effects of a favor and liking on compliance. Journal of Experimental Social Psychology, 7(6), 627-639.
  • Sunstein, C. R. (2001). Echo Chambers: Bush v. Gore, Impeachment, and Beyond. Princeton University Press.
  • (2019). Data BreachInvestigations Report. Verizon.
  • Cybersecurity Ventures. (2020). Cybercrime Report.

L’AUTORE

Francesco Paolo Iacovelli, Criminologo Qualificato ex legge 4/2013