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Chi fornisce istruzioni tramite web per costruire armi commette il reato previsto dall'art. 2-bis della legge 895/1967, introdotto nel 2005 in piena emergenza per il terrorismo internazionale nel 2005. Una norma che punisce chi, al di fuori dei casi consentiti, spiega, anche in forma anonima e per via telematica, come si preparano e si usano le armi: da quelle batteriologiche a quelle da guerra, fino ai “congegni micidiali”. E' irrilevante che chi svolge questa particolare “docenza” sia solo un teorico: per lui scatta un reato, di pericolo permanente, che mette in atto una tutela anticipata, punendo non l’uso delle armi ma la semplice divulgazione delle notizie per crearle. Lo ha stabilito la Cassazione nella sentenza n. 1390/2017, confermando una decisione della Corte d'Appello di Roma che aveva condannato ad 8 mesi di reclusione l'amministratore di un sito web che pubblicizzava “bomba facie” e “costruisci un fumogeno”.

Resta penale la norma anti-writers. Resta punibile con la multa e la reclusione chi deteriora palazzi e monumenti o “imbrattano” mezzi di trasporto, palazzi del centro storico o in costruzione o in restauro. La Corte Costituzionale con la sentenza 102/2018 ha considerato inammissibili due ordinanze di rinvio che avanzavano dubbi di legittimità costituzionale dell’articolo 639. Per la Corte costituzionale l’intervento di parziale depenalizzazione non riguarda, infatti, l’ipotesi aggravata che resta un reato previsto dall’articolo 635 del Codice penale se commessa su edifici del centro storico, destinati all’uso pubblico, al culto, in ristrutturazione ecc. In casi analoghi non c’è dunque la disparità di trattamento.

L'attività di investigazione privata è una prestazione di servizi, quindi, l'inquadramento previdenziale del titolare di licenza è quello del commercio. Lo ha affermato la Cassazione, Sez. lavoro nella sentenza 12 gennaio 2018, n. 669. Secondo l'Alto Collegio: “L'attività di investigatore privato, volta alla produzione di un servizio di acquisizione di dati e di elaborazione degli stessi, va inquadrata ai fini previdenziali ed assistenziali nel settore del commercio, con la conseguenza che chi esercita tale attività deve iscriversi non alla gestione separata di cui all'art. 2, comma 26, della legge n. 335/1995 - non essendo le professioni intellettuali oggetto di detta normativa assimilabili all'attività professionale svolta dall'investigatore privato - ma nella gestione assicurativa degli esercenti le attività commerciali, in applicazione del disposto della lett. d) dell'art. 49 della legge n. 88/1989, che, nel classificare ai fini previdenziali ed assistenziali (in forza di una norma generale ed esaustiva della materia, come tale modificabile solo attraverso successive norme speciali) le diverse attività lavorative e nell'includere nel settore terziario quelle commerciali, comprende in esse anche le attività che si concretizzano in una prestazione di servizi”.

Dal 25 maggio 2018 scatteranno le sanzioni per gli imprenditori che non si sono adeguati alla nuova normativa europea sulla privacy (Regolamento UE 679/2016). Sarà fondamentale la valtazione del rischio. A questo proposito è intervenuto il Garante della tutela dei dati il quale ha detto: “Le valutazioni d’impatto sulla protezione dei dati sono strumenti importanti per la responsabilizzazione in quanto sostengono i titolari del trattamento non soltanto nel rispettare i requisiti del regolamento generale sulla protezione dei dati, ma anche nel dimostrare che sono state adottate misure appropriate per garantire il rispetto del regolamento. In altre parole, una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati è un processo inteso a garantire e dimostrare la conformità. A norma del regolamento generale sulla protezione dei dati, l’inosservanza dei requisiti stabiliti per la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati può portare a sanzioni pecuniarie imposte dall’autorità Si tratta di uno degli elementi di maggiore rilevanza nel nuovo quadro normativo, perché esprime chiaramente la responsabilizzazione (accountability) dei titolari nei confronti dei trattamenti da questi effettuati. I titolari sono infatti tenuti non soltanto a garantire l’osservanza delle disposizioni del regolamento, ma anche a dimostrare adeguatamente in che modo garantiscono tale osservanza; la valutazione di impatto ne è un esempio”.

 

L’Avv. Nicolò Bastaroli, consulente legale e sales manager della società Ealixir, illustrerà al Convegno dei Criminologi del 10 maggio presso l’Università di Bologna i profili giuridici e gli aspetti pratici del diritto all’Oblio.

Classe 1984, dopo alcuni anni di esercizio della professione forense in ambito civilistico si è specializzato dal 2013 nel settore della Privacy e della web reputation, approfondendo in particolare la tematica del diritto all’Oblio anche dal punto di vista operativo, curando attività di rimozione di contenuti web lesivi della reputazione e patrocinio innanzi al Garante Privacy italiano.

Ultimi giorni per l'iscrizione al convegno "Scritti anonimi e profilazioni social" presso l'Università di Bologna, Sala dei Poeti,Strada Maggiore, 45

Un'ottima occasione di aggiornamento professionale per investigatori e operatori della sicurezza

Le fake News diffuse sul web non sono un solo un moderno esempio di malcostume, ma un pericolo per l'impresa. Come difendersi? Ne parlerà l'Avvocato Francesco Rubino il 10 maggio prossimo, a Bologna, presso la Sala dei Poeti dell'Università, in Strada Maggiore 45 nell'ambito del Convegno dei Criminologi per l'investigazione e la sicurezza. L'avvocato Francesco Rubino, dello Studio Morri Rosetti di Milano, è esperto in diritto penale dell'impresa e dell'economia. Si è specializzato nella prevenzione di reati nel contesto societario ed economico, oltre che nell'analisi degli aspetti più propriamente penalistici del diritto tributario. Ha partecipato alla predisposizione di Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo di importanti società, quotate e non quotate, oltre ad aver acquisito una solida esperienza quale membro di molteplici Organismi di Vigilanza. All’interno del dipartimento, offre assistenza nell’ambito dell’emergente settore dei digital crimes, assistendo sia persone fisiche che enti (PMI e multinazionali) in caso di diffamazioni on-line, frodi informatiche, phishing, furto d’identità digitale e cyber-laundering. Tale attività è fornita non solo in ambito giudiziale, ma anche in prospettiva preventiva, avendo maturato un’efficace expertise in criminal compliance per l’industria incentrata, in particolar modo, sotto il profilo cybersecurity. Si occupa anche di cybersecurity ed è membro del gruppo di lavoro di Amcham sulla cybersecurity.

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Basta una firma vergata su un tablet per sottoscrivere un documento? In banca, al supermercato, in treno si è diffusa la pratica della firma vergata direttamente su uno schermo. Ma è una firma valida? Come potrà essere utilizzato quel documento in un processo. Anzi, si può considerare ai fini giuridici un documento.

La questione sarà affrontata, soprattutto con una elevata attenzione agli aspetti peritali e consulenziali da Antonio Cilli, Professore presso UNIDAV, Università telematica di Chieti-Pescara.

Antonio Cilli, oltre che dell’attività accademica, è consulente di digital forensic presso numerose Procure della Repubblica in Italia

Come tracciare un profilo della persona, utile all'investigazione, attraverso l'analisi dei social? Enrico Albini - professionista specializzato in materia di corporate security, tutela delle Informazioni e protezione delle comunicazioni - relazionerà sul tema il prossimo 10 maggio nell'ambito del Convegno organizzato dall'Associazione Italiana Criminologi per l'investigazione e la sicurezza. Albini opera da 30 anni nel settore della ricerca, dello sviluppo e dell'analisi di soluzioni e di procedure di Intelligence innovative. La particolare propensione alla scoperta di nuove metodologie e applicazioni lo hanno portato a collaborare con istituzioni governative europee ed internazionali nelle attività d'indagine in materia di anti-terrorismo e sicurezza dello stato.

Co-Founder e Partner di DEFENSIS azienda che svolge azioni preventive per mitigare i rischi e consulenza nella gestione di crisi ed emergenze.

DEFENSIS è parte di un solido Gruppo che dal 1972 opera in molti Paesi nel settore dell’intelligence ed é costituita da professionisti con almeno 10 anni di esperienza in ambito Security, Fraud Auditing, Digital Forensic o Investigazione all'interno di strutture private o pubbliche.

Al convegno organizzato dall'AICIS Enrico Albini illustrerà le tecniche investigative di analisi dei social utilizzate per elaborare il profilo della persona oggetto di interesse

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Il Generale ar dell'Arma dei Carabinieri Mariano Angioni, al Convegno dei Criminologi il 10 maggio 2018 a Bologna (Strada Maggiore, 45, Università) parlerà degli "strumenti di indagine nell'ottica della difesa".
Ufficiale dei Carabinieri ar il Generale Mariano Angioni ha svolto incarichi operativi nell'Arma, ha insegnato materie criminologiche presso l'Università dell'Aquila. E' autore di diverse pubblicazioni in materia tra le quali "Scena del crimine e indagini difensive. Metodologia degli accertamenti tecnici" (ed. Franco Angeli, 2015); "Il falso documentale. Nuove problematiche ed aspetti giuridici" (ed Experta 2010); "Il falso in sanità. Problematiche giuridiche ed aspetti sociologici" (ed. Franco Angeli, 2013); "Nozioni pratiche di repertamento" (ed. Il Cigno Galileo Galilei 2006).
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