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OLINDO E ROSA, AZOUZ MARITO E PADRE DI DUE VITTIME: SCAGIONATELI In evidenza

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MILANO, 11 APR – C'è qualcosa che non torna nella storia di Rosa e Olindo, i coniugi di Erba condannati definitivamente all'ergastolo nel 2011 per l'efferata strage di Erba. E la cosa sorprendente è che a sostenerlo è Azouz Marzouk, marito e padre di due delle vittime, il quale tramite il suo legale Luca D'Auria ha chiesto alla Procura generale di Milano di raccogliere elementi ai fini della revisione della sentenza di condanna di Olindo Romano e Rosa Bazzi.

Del resto Azouz, già in diverse interviste agli organi di stampa aveva messo in dubbio la colpevolezza della coppia che, rea confessa, poi aveva ritrattato.

Si torna quindi a discutere di una condanna alquanto controversa di cui gli stessi coniugi avevano già chiesto, senza risultato, la revisione. Infatti, il 12 luglio 2018 la Corte d'assise d'appello di Brescia aveva dichiarato inammissibile la richiesta – avanzata dai legali dei due coniugi - di accertamenti irripetibili su alcuni reperti mai analizzati. E pensare che, lo stesso Sostituto Procuratore Generale della Cassazione Massimo Galli, nella requisitoria scritta, aveva chiesto l'accoglimento del ricorso presentato dagli avvocati Fabio Schembri, Luisa Bordeaux e Nico D'Ascola. Secondo i difensori della coppia, i giudici bresciani nel dichiarare inammissibile la richiesta non si erano attenuti alle linee imposte dalla stessa Cassazione (che aveva annullato una loro precedente decisione); peraltro avevano registrato un "cambio di rotta" della Corte d'appello che, durante l'udienza, aveva di fatto ammesso l'incidente probatorio, tanto che era stata fissata un'altra udienza per la nomina dei consulenti. Insomma, non sembra che la vicenda possa definirsi perfettamente lineare.

Ora è addirittura Azouz, marito e padre di due delle vittime, a chieder giustizia per Olindo e Rosa. Il che è tutto dire.

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